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Cosa rischia chi esce dal negozio senza scontrino?

6 Febbraio 2022 | Autore: Federica Bolla
Cosa rischia chi esce dal negozio senza scontrino?

Controlli della Guardia di Finanza sui consumatori: cosa succede se il negoziante non consegna lo scontrino o se questo viene smarrito o buttato?

A parte le borse delle donne, dove all’interno puoi trovare di tutto, anche l’appendiabiti di Mary Poppins, a nessuno piace avere le tasche piene di cartacce. E così, al primo cesto della spazzatura, corriamo subito a svuotarle. Non per strada ovviamente, pena una multa da 30 a 150 euro. Proprio per questo c’è chi, alla prima occasione utile, butta tutti gli scontrini collezionati durante lo shopping o, addirittura, li lascia sul bancone del negozio, senza curarsi di raccoglierli. Ebbene, in un’ipotesi del genere, cosa potrebbe succedere se, dopo poco, dovessimo incontrare un agente della Finanza che ce ne chieda l’esibizione? Saremo passibili di una multa? In altri termini, cosa rischia chi esce dal negozio senza scontrino?

Qualcuno potrà pensare di giustificarsi rispondendo a un possibile controllo: «È tutta roba che non ho comprato oggi». Tuttavia, se l’agente dovesse avervi visto mentre uscivate dal negozio, peraltro proprio con le buste che ne riportano il nome, correte il rischio di dire il falso a un pubblico ufficiale. Ed in più, da una verifica di cassa, è possibile fare un riscontro delle vendite effettuate.

Il punto però è capire se la mancanza di uno scontrino sia un illecito solo del venditore o anche dell’acquirente. Cerchiamo di fare il punto della situazione.

Conservare lo scontrino è obbligatorio?

Partiamo col dire che conservare lo scontrino non è obbligatorio ai fini dell’esercizio della garanzia in caso di merce difettosa, anche se molti commercianti lasciano intendere il contrario. 

La Cassazione ha più volte detto che lo scontrino o la fattura sono solo documenti fiscali, che adempiono cioè agli obblighi tributari e che nulla hanno a che vedere con i rapporti tra consumatore e venditore.  Sicché quest’ultimo non può rifiutarsi di sostituire il prodotto non funzionante solo perché l’acquirente ha smarrito lo scontrino. Vero è che bisogna comunque fornire una prova d’acquisto, ma questa può essere di qualsiasi tipo: ad esempio, l’estratto conto della carta con cui si è pagato, un timbro del venditore su una ricevuta, persino una testimonianza.  

Il cliente che viene fermato senza scontrino rischia una multa?

Inutile dire che l’emissione dello scontrino è un obbligo per i commercianti, salvo per quelli esonerati da tale adempimento (come tabaccai, rivenditori di gratta e vinci, gestori di giostre per bambini, benzinai, giornalai, ambulanti, produttori agricoli e così via). Il venditore che non emette lo scontrino può essere segnalato alla Guardia di Finanza e rischia una sanzione amministrativa pari al 100% dell’Iva non versata e comunque mai inferiore a 500 euro. Questo significa che su una vendita di 2 euro senza scontrino la sanzione minima sarà comunque di 500 euro. La stessa multa vale anche per chi emette uno scontrino per un importo inferiore come succede quando pagate 100 euro e vi viene rilasciato uno scontrino per 10.

E che dire poi di quegli esercenti che non emettono lo scontrino perché la cassa non funziona? A prescindere che sia una scusa o meno, in questi casi rischiano una sanzione da 250 a 2mila euro.

Vediamo invece cosa rischia il cliente che viene trovato dalla Finanza senza scontrino, sia nel caso in cui lo abbia smarrito sia nel caso in cui lo stesso non sia mai stato emesso dal negoziante.

Una legge del 1997 stabiliva l’obbligo per il cliente di conservare lo scontrino finché restava nei paraggi del negozio. Sicché se, dinanzi a un controllo della Finanza, questo veniva trovato senza scontrino subiva la stessa sanzione del commerciante. Questa norma però, il cui scopo era quello di avvalersi della cooperazione dei consumatori per contrastare l’evasione fiscale, è stata abolita nel 2003. Pertanto, oggi, l’acquirente che si disfa dello scontrino, buttandolo o non raccogliendolo dal bancone, non è responsabile. Così come non è responsabile se il venditore-evasore fiscale non gli rilascia lo scontrino.

Quindi, tutt’al più, il cliente che viene trovato senza scontrino sarà solo tenuto a rivelare alla Finanza dove ha acquistato la merce di cui viene trovato in possesso. Inoltre, può essergli chiesto di identificarsi, fornendo il proprio nome e cognome, così come possono fare la polizia o i carabinieri. Il consumatore ha solo l’obbligo di dire tutta la verità, poiché una dichiarazione falsa può integrare un reato e comportare l’avvio di un procedimento penale. Lì però si fermano i suoi obblighi. Nessuna responsabilità quindi gli può essere imputata se non, come detto all’inizio, se butta gli scontrini per strada sporcando il suolo pubblico. 

I finanzieri devono comunque evitare controlli su minorenni, invalidi fisici, anziani e di quanti affetti da infermità mentale. Una circolare del 2003, infatti, stabilisce che i controlli devono essere indirizzati verso categorie di persone che siano in grado di fornire informazioni attendibili per migliorare l’efficacia delle verifiche ed evitare situazioni di criticità o incomprensioni.



Di Federica Bolla


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