Achille Lauro: è vilipendio alla religione?

4 Febbraio 2022
Achille Lauro: è vilipendio alla religione?

Festival di Sanremo: il “battesimo” del noto cantante italiano durante la prima serata costituisce reato? La dissacrazione è libertà di pensiero? C’è blasfemia?

Il Festival di Sanremo è sicuramente l’evento musicale più atteso dell’anno: lo dimostrano i tanti milioni di italiani che, per cinque sere consecutive, si sintonizzano su Rai1 per seguire la kermesse. Per l’edizione del 2022 uno degli artisti più attesi è sicuramente Achille Lauro, il rocker romano che ha abituato gli spettatori alle sue performance sempre sopra le righe. Quest’anno, però, a detta di alcuni, il cantante si è spinto troppo oltre, allorquando ha simulato, alla fine della sua esibizione, un battesimo. Questa condotta di Achille Lauro è un vilipendio alla religione?

Il Codice penale punisce ancora oggi le offese a una confessione religiosa, qualunque essa sia. Il reato, però, scatta solamente in presenza di determinate azioni ritenute particolarmente ingiuriose: la Costituzione tutela infatti il diritto di esprimere il proprio pensiero, anche in forma di critica o di satira. E allora: simulare un battesimo è reato? Ciò che ha fatto Achille Lauro è vilipendio alla religione? Vediamo cosa dice la legge.

Il “battesimo” di Achille Lauro

Il primo febbraio 2022 ha preso il via la 72a edizione del Festival di Sanremo, la kermesse canora più famosa d’Italia. Tra i partecipanti alla gara c’è anche Achille Lauro, noto cantante italiano celebre per le sue esibizioni sempre provocatorie.

È stato proprio il rocker romano ad aprire i giochi con la sua nuova canzone dal titolo “Domenica”. Completamente a torso nudo, accompagnato dal coro gospel di Harlem, al termine della performance si è inginocchiato e, raccogliendo dell’acqua da un recipiente con una piccola conchiglia, si è cosparso il capo di acqua, simulando un vero e proprio battesimo.

Molte persone si sono indignate per il gesto, ritenendolo eccessivo, dissacrante e perfino blasfemo. Qualcuno ha pensato che possa trattarsi di un vero e proprio reato, quello di vilipendio alla religione.

Vilipendio alla religione: quando c’è reato?

Secondo l’articolo 404 del Codice penale, commette reato chi offende una religione utilizzando espressioni ingiuriose nei riguardi di oggetti di culto o di altre cose legate alla religione. La pena è la multa da mille a 5mila euro.

Il vilipendio consiste nell’oltraggio, cioè nell’offesa estrema e indecorosa, rivolta non nei confronti di persone ma dei simboli e degli oggetti religiosi. Si pensi all’importanza che hanno la croce, l’ostia o il calice per la confessione cattolica.

Affinché ci sia reato, occorre che il vilipendio avvenga in pubblico oppure in un luogo di culto, ad esempio in chiesa.

Achille Lauro: ha offeso la religione cattolica?

Achille Lauro, “battezzandosi” sul palco, ha davvero commesso il reato di vilipendio della religione cattolica? Pur essendo stata una performance dissacrante e pubblica, non possiamo dire che si sia trattato di vilipendio alla religione, né che ci sia stata blasfemia.

Perché si configuri il reato è necessaria una condotta profondamente offensiva degli oggetti di culto e delle cose legate alla religione. Nel caso di specie, Lauro ha simulato un battesimo ma non ha offeso né gli oggetti sacri né persone o divinità. Diverso sarebbe stato se avesse sbeffeggiato un’ostia consacrata o un crocifisso. È vilipendio infatti solamente la critica che eccede i limiti del decoro.

Sicuramente, riproponendo una delle tante raffigurazioni di Gesù mentre viene battezzato da Giovanni Battista, ha compiuto un atto dissacrante, ma deve ritenersi che il suo gesto rientri nella libertà degli artisti (e di ogni persona) di esprimere le proprie opinioni, anche a volte in maniera sarcastica o irriverente.

Insomma: il “battesimo di Achille Lauro” non costituisce vilipendio alla religione cattolica.


note

Immagine tratta dal sito Rai


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