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Testamento olografo: come si fa e quanto costa

21 Agosto 2014


Testamento olografo: come si fa e quanto costa

> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 Agosto 2014



Costa poco, è facile da fare, può essere revocato in qualsiasi momento e presenta ben pochi svantaggi: tutti i segreti del testamento olografo.

L’augurio è che vi possa servire il più tardi possibile, però non fate l’errore di considerare il testamento come un atto destinato solo ai Paperoni, con un impero finanziario mondiale da suddividere tra tanti eredi: può essere utile anche per i piccoli patrimoni.

Fra l’altro, in una delle forme previste dalla legge, è praticamente a costo zero. E non esitate a chiedere lumi ai notai: di solito offrono informazioni affidabili. Anche la nostra associazione professionale ha predisposto un servizio di consulenza apposito per problematiche di questo tipo.

I testamenti possono essere di due tipi: olografo (cioè quello scritto direttamente dal testatore) e per atto di notaio (che, a sua volta, può essere pubblico o segreto). Di quest’ultima forma abbiamo parlato in un altro articolo (leggi: “Successione: pro e contro di un testamento pubblico col notaio”). In questo articolo ci occuperemo invece del testamento olografo

Il testamento olografo è quello scritto direttamente dal testatore e quindi completamente gratuito. L’unica spesa dunque è relativa al deposito dal notaio (non è obbligatorio, perché il documento si può conservare anche a casa), per il quale viene chiesto un prezzo onesto (tra i 100 e i 300 euro, in alcuni casi è gratis).

Il Codice civile è piuttosto chiaro al riguardo: il testamento olografo va scritto e firmato di proprio pugno (anche con un soprannome o pseudonimo se questo permette di riconoscere con certezza assoluta l’estensore) e non può essere redatto al computer e poi stampato, nemmeno in minima parte, pena la nullità, per evitare che vi sia il sospetto che le volontà espresse non siano proprio quelle del testatore.

La data deve essere completa (giorno, mese e anno) e apposta su ogni pagina (così come la firma), ma sono ammesse anche forme che tolgano comunque ogni dubbio sul momento della stesura, ad esempio Natale 2009.

In caso di due testamenti, la data serve a indicare quale è quello effettivo (le disposizioni del successivo prevalgono sempre su quelle del precedente) e in generale serve a far capire se al momento della redazione il testatore poteva effettivamente disporre dei beni.

Oltre a questi elementi, la legge non chiede altro. Noi consigliamo di aggiungere anche l’indicazione del luogo dove viene scritto e il nome e il cognome del testatore, oltre alla firma. Inoltre meglio numerare le pagine.

 

Facile da revocare

Una volta scritto, il testamento può essere cambiato o annullato in qualsiasi momento. La revoca può essere espressa, se il nuovo testamento indica chiaramente di voler annullare il precedente.

In caso contrario, vengono cancellate solo le disposizioni precedenti incompatibili con la nuova manifestazione di volontà.

La revoca può essere invece presunta, se il testamento viene distrutto oppure se viene apposta dal testatore la scritta “annullato”.

Abbiamo già detto dei vantaggi del documento olografo: semplicità, segretezza del contenuto (lo conosce solamente chi lo redige) e assenza di costi.

Esistono però anche alcuni elementi negativi: il principale è la custodia dell’atto stesso. Se, per esempio, rimane nel cassetto della scrivania di casa, potrebbe essere facilmente perduto o distrutto, anche involontariamente perché può verificarsi il caso in cui il testatore non avverta gli eredi di aver preparato un testamento.

La soluzione sarebbe il deposito presso il notaio che comporta, come abbiamo visto, una certa spesa (anche se qualche professionista offre questo servizio gratuitamente).

Un’altra opzione per la custodia a pagamento è rappresentata dall’affitto di una cassetta di sicurezza in banca (costa circa 60-70 euro all’anno).

Se proprio si vuole evitare anche il minimo esborso di denaro, è possibile redigere più copie e affidarle a diverse persone di fiducia, in modo che alla morte del testatore almeno una arrivi a un notaio. In questo caso è meglio che su ogni copia ci sia il numero di originali redatti e l’indicazione delle persone a cui sono stati affidati.

 

Facile e poco utile?

Dato che è così facile fare o revocare un testamento, l’impressione è che in fin dei conti sia un atto ben poco utile. In realtà, però, fare testamento è tutt’altro che superfluo, soprattutto in presenza di più eredi. In questi casi, infatti, spesso e volentieri i beneficiari si avvitano in lunghe e costose liti sul patrimonio da dividere, coinvolgendo avvocati e periti per le stime di valore.

Insomma, il testamento olografo è indubbiamente uno dei modi più efficaci e convenienti per fare chiarezza sulle proprie ultime volontà.

Ricordiamo anche che esiste il registro generale dei testamenti, un istituto che consente agli eredi di sapere se il deceduto ha fatto testamento.

L’iscrizione avviene a opera del notaio presso il quale l’atto è stato depositato o che lo ha ricevuto per renderlo pubblico.

Gli interessati possono chiedere un certificato che segnali la presenza di un testamento solamente dopo la morte del testatore: la richiesta, a pagamento, va fatta presso gli archivi notarili, via posta oppure al registro stesso.

 

Volontà già pronte

Ci siamo messi anche nei panni degli eredi che trovano il testamento di un parente e lo portano da un notaio. Infatti, spetta agli eredi il compito di renderlo pubblico, attraverso un notaio, prima di poter avere l’eredità.

Per quanto riguarda i costi, si va dai 700 ai 1.500 euro.

A influenzare il costo è la presenza degli immobili (che richiedono la trascrizione alla conservatoria dei registri immobiliari) e la necessità di spostarsi anche in altre province per effettuare tale operazione.

I tempi sono sempre abbastanza stretti: da un minimo di due giorni a un massimo di dieci.

 

Decide la legge

Nel nostro ordinamento, comunque, la volontà del testatore non è assoluta. Infatti la legge in vigore tende a proteggere l’unità del patrimonio familiare e a evitarne la dispersione, limitando, attraverso la legittima o riserva (cioè la quota di beni che per legge spetta agli eredi o quota indisponibile), la possibilità di decidere come distribuire i propri beni.

Rinviamo alla nostra guida (leggi “Cos’è la legittima” e “Quanto spetta agli eredi per legge”) per spiegare come funziona la divisione tra la quota indisponibile e disponibile nei vari casi possibili.

Questo istituto vale solo in presenza di eredi stretti e cioè figli, coniuge e genitori (ma, per questi ultimi solo in assenza di figli).

Al coniuge spetta anche il diritto di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e l’uso dei mobili.

Il patrimonio sul quale calcolare la legittima è dato da quanto lasciato in punto morte, meno i debiti e più le donazioni fatte in vita. Se il testatore non rispetta la legittima, gli eredi possono impugnare il testamento e chiedere la cosiddetta azione di riduzione: in parole povere si tratta di ridurre le quote distribuite dal testamento senza rispettare la riserva in modo da ripristinare la divisione prevista dalle norme.

CONSIGLI PRATICI

1. La quota degli eredi legittimi deve essere calcolata esattamente per evitare successive impugnazioni da parte degli eredi.

2. Il testamento olografo va scritto di proprio pugno con la migliore grafia oppure in stampatello, per evitare dubbi interpretativi (tutto deve essere chiaramente leggibile). Non ci devono essere cancellature o correzioni.

In caso, meglio riscriverlo oppure apporre una firma vicino a ciascuna cancellatura e correzione per indicare che sono autentiche.

3. Se il testamento è redatto su più pagine, queste vanno tutte numerate progressivamente, datate e firmate.

 

4. Bisogna essere dettagliati nel contenuto delle disposizioni testamentarie. I beni devono essere descritti con precisione; per gli immobili serve l’indirizzo completo. I beneficiari devono essere individuati con nome, cognome, data di nascita e residenza.

 

5. È consigliabile evitare la comunione ereditaria, cioè la successione indistinta di più eredi (per esempio, “Nomino Tizio e Caio miei eredi in parti uguali”). Causa infatti spese, interventi di periti e spesso liti tra i coeredi. Meglio indicare le singole attribuzioni (per esempio “Lascio a Tizio l’appartamento di via…, i quadri, la mia auto e così via. Lascio a Caio la casa di via…, il denaro depositato sul conto corrente della banca… e così via).

6. Il testamento va scritto in più copie (se non si vogliono sostenere spese di deposito si possono affidare a persone di fiducia). Se si accetta qualche spesa in più, si può affidare un’unica copia al notaio o a una cassetta di sicurezza in banca.

note

Autore immagine: 123rf com


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11 Commenti

  1. Qunado dite che si deve scrivere in più copie, se ne scrivo una e faccio le fotocopie va bene?

  2. assolutamente non va bene. Il testamento per avere valore deve essere interamente scritto datato e sottoscritto di proprio pugno dal testatore

  3. se faccio testamento per i soldi nel conto corrente intestato solo a me, i miei nipoti possono ritirare i soldi depositati come se fossero cointestatari o una parte va sempre versato allo stato?

  4. quanto costa circa pubblicare un testamento olografo e quanto costa invece una rinuncia al testamento a favore dei figli?
    grazie mille

  5. A chi spetta pagare la pubblicazione di un testamento olografo legato, agli eredi o al solo onorato? Grazie mille

  6. vorei lasciare l’usufrutto del mio appartamento all mia convivente in presenza di eredi si puo fare ?

  7. Salve,
    vorrei saper se, in assenza di figli, gli eredi diretti per il conto bancario, potrebbero essere i fratelli? o in tal caso come bisogna fare?

  8. Ho letto le vostre indicazioni per redigere un testamento olografo in modo gratuito, senza commettere errori e senza possibilità di futuri contenziosi.
    Ora so come mi devo comportare, il tutto per me è molto semplice perché non ho eredi.
    Grazie.

  9. Salve, ho provato a cercare un notaio presso cui depositare il mio testamento olografo gratuitamente (come da voi indicato), ma non sono riuscito a trovarne alcuno… potreste aiutarmi? Vivo a Roma. Grazie mille.

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