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Condannato in contumacia: cosa significa?

2 Luglio 2022 | Autore:
Condannato in contumacia: cosa significa?

Cosa succede se una parte processuale decide di non costituirsi in giudizio e di rimanere assente? C’è differenza tra causa civile e penale?

Tante volte avrai sentito dire che una persona è stata condannata in contumacia. A questo concetto hai associato sempre qualcosa di negativo, ma di preciso non hai mai capito di che si tratta. Ebbene, è venuto il momento di rimediare: con questo articolo vedremo cosa significa condannato in contumacia.

Per essere più precisi, parleremo della contumacia nel processo civile e in quello penale. Sin da subito posso anticiparti che, già da qualche anno, nel processo penale non si usa più il termine “contumace” bensì “assente”. Il significato, però, è rimasto praticamente lo stesso. Se l’argomento t’interessa e vuoi saperne di più, prosegui nella lettura: vedremo insieme cosa significa condannato in contumacia.

Contumacia: cos’è?

La contumacia è la condizione della parte processuale che decide volontariamente di non comparire in giudizio. In pratica, è contumace chi sceglie di non costituirsi nella causa.

Paolo viene citato in giudizio da Francesco; poiché non vuole spendere soldi in avvocati, decide di non costituirsi in giudizio.

Marco viene rinviato a giudizio per un reato che ha commesso tempo addietro. Non temendo la giustizia né alcuna condanna, decide di non fare nulla per difendersi.

Come diremo a breve, la contumacia ha conseguenze molto diverse a seconda del tipo di procedimento. Prosegui nella lettura per saperne di più.

Quando c’è contumacia?

C’è contumacia solo se la parte decide volontariamente di non comparire in giudizio. La contumacia presuppone dunque che la persona sia stata raggiunta dalla notifica che lo informa del processo che si celebrerà nei suoi confronti.

È per questo motivo che il giudice dichiara la contumacia solamente alla prima udienza, dopo aver verificato la regolarità delle notifiche e, quindi, che la parte sia stata informata del processo.

Se, invece, c’è qualche difetto di notificazione, allora il giudice dovrà ordinare di procedere nuovamente a comunicare la citazione alla parte processuale che non si è presentata in udienza.

Contumacia nel processo civile: come funziona?

Nel processo civile il contumace decide di non costituirsi in giudizio, con la conseguenza di rinunciare a qualsiasi difesa. In pratica, il contumace non avrà nessun avvocato a difenderlo.

Questo non significa che il contumace perderà automaticamente la causa: secondo la legge, spetta sempre a chi agisce per primo in giudizio dimostrare le proprie ragioni.

È quindi possibile che la parte processuale costituita possa perdere la causa anche contro il contumace che non si è affatto curato del giudizio.

Carlo cita in giudizio Paolo chiedendogli la restituzione di un prestito. Nonostante Paolo rimanga contumace per tutto il giudizio, Carlo perde la causa perché non ha alcuna prova che dimostri il suo credito.

La contumacia non è per sempre. La parte citata in giudizio può sempre decidere di costituirsi in corso di causa, ad esempio alla seconda udienza oppure proprio all’ultima.

Ovviamente, una costituzione tardiva preclude di poter svolgere alcune importanti attività difensive, come ad esempio citare i testimoni oppure chiedere l’ammissione di altri mezzi di prova.

Contumacia nel processo penale: come funziona?

La contumacia nel processo penale funziona in maniera un po’ diversa. Secondo la legge, nessun imputato può rinunciare alla difesa, con la conseguenza che, se non si nomina un difensore di fiducia, il giudice ne assegna uno d’ufficio.

Il contumace nel processo penale, quindi, è colui che volontariamente non si presenta all’udienza; a differenza del giudizio civile, però, l’imputato assente avrà comunque un avvocato (d’ufficio) a difenderlo.

In pratica, mentre la contumacia civile è una vera e propria rinuncia alla difesa, la contumacia penale è “meno pericolosa” in quanto l’imputato avrà comunque la garanzia di essere assistito da un difensore scelto dal giudice.

Tecnicamente, nel processo penale non si parla di contumacia ma di “assenza”; il contumace è quindi l’assente, cioè l’imputato che, pur essendo stato avvisato del processo a suo carico, ha deciso consapevolmente di non comparire.

Come nella contumacia civile, l’imputato assente può sempre decidere di “redimersi” è di presentarsi in una delle udienze successive alla prima.

È quindi evidente che le conseguenze della contumacia sono molto più gravi nel giudizio civile che in quello penale: in quest’ultimo, infatti, c’è pur sempre un avvocato a difendere la parte rimasta volontariamente assente.

Condannato in contumacia: che vuol dire?

Condannato in contumacia significa perdere una causa senza che si sia preso parte alla stessa. La volontà di non costituirsi e di non comparire in udienza, infatti, non mette al riparo da un possibile esito sfavorevole del giudizio.

Anche in contumacia, la sentenza di condanna va sempre rispettata. Ad esempio, se il debitore è condannato a pagare il creditore, dovrà obbedire alla decisione del giudice anche se è rimasto contumace.

Lo stesso vale nel processo penale: l’imputato rimasto assente per tutta la durata del giudizio dovrà scontare la pena anche se non si è mai visto in udienza.

Essere contumaci, dunque, non è sicuramente un buon modo per difendersi, né tantomeno per evitare una condanna, la quale è comunque valida ed efficace.

Quest’ultima dovrà essere portata a conoscenza del contumace, nel senso che, prima di darle esecuzione, occorrerà provvedere alla sua notifica.



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