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Organizzare orge in case private è reato?

6 Febbraio 2022
Organizzare orge in case private è reato?

Orge: quando sono legali e quando invece sono illegali. Cosa dice la legge in merito ai festini privati a base di alcol, sesso, droga e musica.

L’idea dell’orgia ha sempre richiamato qualcosa di fortemente trasgressivo e quindi illegale. Nella cultura occidentale gli antenati sono i baccanali, feste a sfondo propiziatorio organizzate nella Magna Grecia in favore del dio Dionisio e poi, con i romani, di Bacco. Lo scopo era bere e ballare per giorni interi, senza limiti e senza veli: nella forma nulla di illegale, ma nella sostanza ben altro. Insomma, una sorta di rave party dei giorni nostri.

In epoca moderna, siamo diventati più severi. Tanto la nostra cultura quanto la nostra legge vietano di ubriacarsi in luoghi pubblici, di fare sesso in luoghi pubblici, di fare rumore in luoghi pubblici, di compiere atti indecenti in luoghi pubblici. Ed anche in «luoghi aperti al pubblico» – che ai luoghi pubblici sono equiparati – come bar, ristoranti, cinema e teatri. Invece, cosa succede nei luoghi privati? Organizzare orge in case private è reato? Se dovessimo scoprire che il nostro vicino organizza festini in casa sua, che nel palazzo entra gente molto strana e ne esce ancora più strana di prima; se dovessimo accorgerci che la vicina del piano di sotto esercita la prostituzione proprio in casa sua, a due gradini dalla nostra porta e che magari i nostri figli, scendendo le scale, guardano i faccia lei, i suoi abiti succinti e i suoi clienti quando si salutano sul pianerottolo, cosa potremmo fare? Potremmo chiamare la polizia, l’amministratore di condominio o le autorità sanitarie?

Il vero problema, diciamoci la verità, non è se sia o meno reato organizzare orge in case private, ma il fatto che ciò avvenga proprio nel nostro palazzo. Perché poi, alla fine, che ci siano persone che compiano eccessi non ci scandalizza né ci tocca più di tanto. Purché stiano alla larga o quantomeno non turbino gli occhi dei più innocenti. 

Poi magari, tra di voi, ci sarà chi invece vuol prendervi parte, è incuriosito e quindi si chiede se, nel caso in cui dovesse partecipare a un’orgia, potrebbe arrivare d’un tratto la polizia – allertata da qualche vicino, fare irruzione, prendere i nomi dei partecipanti, magari portarli in questura e ritrovarsi poi con il proprio bel nome pubblicato su qualche giornale del mattino.

Ma allora procediamo con ordine e vediamo cosa dice la legge in merito alle orge in case private.

Quando l’orgia è vietata

Iniziamo col dire – come del resto abbiamo già detto – che se l’orgia è rivolta a bere e a fare sesso questa non può svolgersi né in pubblico, né in luogo aperto al pubblico. Questo perché gli atti osceni (puniti dall’art. 527 del Codice penale) e l’ubriachezza (punita dall’art. 688 del Codice penale) sono due illeciti che vengono puniti quando compiuti sia per strada, in una piazza, in un bosco, in una spiaggia, in un vicolo cieco, sia in altri luoghi privati ma in cui chiunque può accedere come ad esempio un cinema o un teatro, un night club, una discoteca, un locale di qualsiasi altro tipo. È vero, questi due comportamenti non sono più reato ma semplici illeciti amministrativi il che significa innanzitutto che chi li compie non può essere portato in Questura, tenuto magari una notte in cella e poi processato e, dall’altro lato, che la sua fedina penale resta immacolata. Ma è anche vero che le sanzioni sono salatissime: per gli atti osceni c’è una multa da 5mila a 30mila euro, mentre per l’ubriachezza si va da 31 a 309 euro. Attenzione però: se gli atti osceni avvengono dinanzi a minori in altri luoghi ove i minori possono abitualmente accedere (come il vagone di un treno, un parco per bambini e così via) scatta il reato.

Quando l’orgia non è vietata

Sinora abbiamo detto una cosa abbastanza scontata: ubriacarsi, compiere atti impuri o indecenti è illegale se ciò avviene in pubblico o in luoghi privati ma potenzialmente accessibili a chiunque.

Ma le orge in case private, i «festini» insomma – per dirla in modo politically correct – sono legali?

L’orgia in sé non è illegale. Non c’è alcuna norma che sanziona le orge, anche perché non c’è una definizione giuridica di orgia e, stando così le cose, dobbiamo verificare i singoli comportamenti compiuti in tali occasioni per giudicare se viene o meno violata la legge.

Mi spiego meglio. Per qualcuno, magari, un’orgia sarà mangiare a crepapelle, bere qualche bicchiere di vino o champagne, chiamare qualche ballerina di lap dance e brindare. Com’è facilmente intuibile, un festino del genere è lecito, a patto che la musica non molesti i vicini di casa. Ma c’è chi va oltre. Ed è questo “oltre” che deve essere oggetto di giudizio.

Orge e droga

Chiariamo subito col dire che, se nelle orge c’è qualcuno che porta la droga, scatta a carico di questi il reato di spaccio. A rispondere penalmente del reato è chi viene trovato con le tasche piene di droga o di varie dosi in bustine da consegnare agli altri. Invece, tutti coloro che si limitano ad assumerla per un uso personale non commettono reato, ma possono essere oggetto di sanzioni amministrative come la revoca della patente, del passaporto, del porto d’armi. 

In casi come questi, è normale che la polizia bussi alla porta di casa e chieda di essere aperta, possa fare irruzione e perquisire i presenti anche senza mandato del pm (pubblico ministero), che dovrà però essere informato di ciò e convalidare le operazioni nelle 48 ore successive.

Orge e sesso

Tralasciando l’uso della droga – che dovrebbe anche farci riflettere sui rave party e sul perché le forze dell’ordine non facciano irruzione e non perquisiscano i presenti – vediamo quali altri comportamenti si potrebbero nascondere in un festino privato organizzato a mo’ di orgia. E veniamo al sesso. Fare sesso in luogo privato è certamente lecito, anche se si tratta di scambi di coppie o di sesso di gruppo. Qui la legge non può dire nulla. Né possono farlo i vicini di casa che, allo stesso modo, se dovessero sospettare che l’inquilina del primo piano riceve i clienti in casa propria, non avrebbero alcun diritto di mandarla via o di impedirle l’esercizio dell’attività domestica. Insomma, l’importante è che gli atti sessuali non possano essere visti da altre persone: all’interno delle quattro mura di casa si può fare ciò che si vuole. 

Si sente spesso dire che la polizia fa irruzione in quelle che sono le case di appuntamento e porta tutti in questura. Ma quella è un’altra cosa. Non viene punita la prostituzione in sé o comunque i rapporti sessuali tra gente che si conosce in quello stesso istante, ma lo sfruttamento di essa. Per cui, se si scopre che c’è una persona che fa pagare il biglietto per questi servizi, che chiede ad esempio una fee d’ingresso o una quota associativa, bè lì si commette reato ed allora la polizia o i carabinieri hanno il diritto di prendere i nomi e portare in cella gli organizzatori. 

Detto in termini ancora più semplici, il sesso libero e senza pudori è legale a patto che avvenga in privato e sia completamente gratuito, senza cioè che qualcuno possa prenderci la sua fetta. Che poi la prostituta si faccia pagare e i soldi arrivino direttamente nella propria tasca, non c’è nulla di illegale. La prostituzione non è un reato – è tollerata – ma l’importante è che non ci sia l’intermediario, lo sfruttatore. L’unico reato collegato alla vendita del sesso è infatti lo sfruttamento della prostituzione.

Orge e minori

Che succede se alle orge partecipano minorenni? Spesso, si crede che le orge siano legali solo tra maggiorenni consenzienti. Ma ciò non è propriamente vero. Il consenso è chiaramente obbligatorio, ma non è altrettanto obbligatorio essere maggiorenni. L’età del consenso ad avere rapporti sessuali è 14 anni. Quindi, all’orgia può partecipare un minore. Ma qui è necessaria una precisazione importante. Il minore può scegliere di avere un rapporto sessuale, ma non può assistere a quello degli altri. In buona sostanza, se si consuma sesso davanti a un minore si commette un reato. Se invece il rapporto sessuale viene consumato dal minore stesso, in privacy (anche se di gruppo), non c’è reato. 

Orge e alcol

Proseguiamo nella lista dei comportamenti vietati nelle orge e veniamo all’uso degli alcolici. Qui la legge è ancora più permissiva. Ci si può liberamente ubriacare e lo possono fare anche i minori. Così come un maggiorenne può offrire a un minorenne da bere senza commettere reato. Il reato lo compie solo colui che vende, il titolare del supermercato o il barman del locale pubblico, non anche l’amico che offre del vino al suo compagno di classe benché non abbia ancora 18 anni. Quindi, in questo caso, l’orgia alcolica non è reato. Ma attenzione: se qualcuno fa ubriacare una persona sino a farla stare male, consapevole di ciò, potrebbe risponderne penalmente. Così come ne risponderà se l’alcol è solo una scusa per consumare poi un rapporto fisico: in tal caso, si commette il reato di violenza sessuale. 

Orge e animali

Alla stravaganza non c’è mai limite. Che succede se all’orgia c’è qualcuno che porta animali? Ora, premesso che in un condominio un cavallo non potrebbe mai entrare, si deve per forza trattare di un’orgia in una villa o in un casolare. Ebbene, se anche non esiste il reato di zooerastia, secondo la Cassazione questo comportamento può comunque essere punito penalmente come maltrattamento di animali.

Orge e musica

Finiamo con la tanto innocua musica. Anche questa può diventare reato se crea molestie a un gran numero di persone. In tal caso, c’è il reato di disturbo alla quiete pubblica che è procedibile d’ufficio e, pertanto, non necessita della segnalazione dei vicini di casa. Se la polizia, passando da sotto casa, si accorge del rumore, può denunciare tutti quanti. 



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