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Balcone aggettante: proprietà esclusiva. Tende, veneziane e contatori vietati

22 Agosto 2014
Balcone aggettante: proprietà esclusiva. Tende, veneziane e contatori vietati

Necessario sempre il consenso del proprietario dell’appartamento, unico titolare dei diritti sul balcone aggettante; stessa sorte per le spese di manutenzione.

Quando si parla di condominio, le controversie tra gli interessi comuni e quelli dei singoli proprietari sono all’ordine del giorno.

Una delle tante cause di controversie riguarda i balconi che sporgono dalla facciata del condominio, che in gergo tecnico si chiamano balconi “aggettanti”.

Secondo la giurisprudenza [1] il balcone appartiene interamente al proprietario dell’appartamento e il condominio non ha il diritto di destinarne una parte a uso comune. Pertanto, sarebbe illegittimo utilizzare la sua superficie per installare, per esempio, un contatore o una conduttura condominiale.

Si tratta di un orientamento ormai consolidato della Corte di Cassazione, secondo cui i balconi “aggettanti”, cioè quelli che sporgono dalla facciata dell’edificio, costituiscono solo un prolungamento dell’appartamento dal quale protendono e, pertanto, rientrano nella proprietà esclusiva dei titolari degli appartamenti cui accedono.

L’orientamento appena richiamato chiarisce dunque gli aspetti legali inerenti al caso particolare dei balconi che sporgono dalla facciata dello stabile e del diritto che può avere (oppure non avere) il condominio nell’utilizzarne la soletta. Viene così definitivamente chiarito che, se non risulta diversamente dall’atto di vendita oppure dalla particolare struttura dell’edificio, la proprietà del balcone cosiddetto “aggettante” è interamente del proprietario dell’appartamento del quale il balcone è un prolungamento.

Dunque, è necessario il consenso del proprietario per fissare alla soletta di un balcone i contatori del gas o altre opere di proprietà del condominio. Lo stesso principio vale anche per il proprietario dell’appartamento sottostante che voglia eventualmente montare le tende oppure le veneziane agganciandosi alla struttura sovrastante. Anche per eseguire questi particolari lavori è, infatti, necessario ottenere il permesso del proprietario dell’appartamento di sopra.

Partendo dal principio affermato dalla Corte di cassazione, si può dedurre che anche le spese che riguardano la manutenzione del balcone devono essere sostenute dal proprietario del relativo appartamento.

Qui la questione si fa però un po’ più delicata, come dimostrano le diverse sentenze in materia. In alcuni casi, infatti, il balcone viene considerato una parte che concorre al decoro della facciata: per cui le spese per la manutenzione degli elementi accessori che sono necessari ad assicurare l’armonia architettonica della facciata (parapetti, rivestimenti esterni, ecc.) devono essere sostenute dal condominio.

note

[1] Cass. sent. n. 218/11


3 Commenti

  1. Se alla soletta del balcone del piano di sopra non puo` essere agganciata la tenda da sole in quanto di proprieta` dell’appartamento soprastante,non dovrebbero nemmeno potersi agganciare i lampadari nell’appartamento sottostante.

    1. Il balcone aggettante non fa parte della struttura del condominio, perchè appunto “aggettante” non centra nulla con la questione solai fra appartamenti

  2. ma se io ho un armadio porta scope da esterno sul mio balcone gli altri inquilini possono chiedermi di rimuoverlo perchè antiestetico? (per loro)

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