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Avvocati: tariffe orarie per le prestazioni

8 Febbraio 2022 | Autore:
Avvocati: tariffe orarie per le prestazioni

Onorario avvocato: cos’è e come funziona? Cosa sono i parametri forensi e a cosa servono? È valida la parcella a tempo?

L’avvocato, in quanto libero professionista, può mettersi d’accordo con il proprio assistito circa l’onorario per la propria prestazione. Quando non c’è intesa, l’avvocato ha sempre diritto al pagamento della parcella, ma questa va parametrata in base ad alcuni criteri stabiliti dalla legge. In pratica, la legge ha predisposto alcune tabelle che possono fungere da punto di riferimento sia per l’avvocato (allorquando deve sottoporre il proprio preventivo al cliente) sia per il giudice quando, al termine di una causa, liquida le spese. A breve potrebbe essere introdotta una novità: le tariffe orarie per le prestazioni degli avvocati.

Sicuramente guardando film e telefilm americani avrai fatto caso alle parcelle chieste dagli avvocati, le quali sono in genere parametrate in base alle ore di lavoro. Ebbene, questo sistema di pagamento, diffusissimo negli Stati Uniti e in Inghilterra ma molto meno da noi, potrebbe trovare una definitiva consacrazione anche in Italia, grazie alla modifica dei parametri ora vigenti e all’introduzione delle tariffe orarie per le prestazioni degli avvocati. Vediamo di cosa si tratta.

Parcella dell’avvocato: cos’è e come funziona?

La parcella dell’avvocato è il compenso che spetta al professionista per il suo lavoro, cioè per l’assistenza legale prestata al proprio cliente.

Secondo la legge [1], la pattuizione dei compensi è libera, nel senso che l’avvocato può chiedere la parcella che ritiene più congrua; allo stesso tempo, ovviamente, il cliente è libero di accettarla o meno. Ecco perché la legge obbliga il difensore a sottoporre un preventivo prima dell’accettazione dell’incarico.

È ammessa la parcella a tempo, in misura forfettaria, in base all’assolvimento e ai tempi di erogazione della prestazione, per singole fasi o per l’intera attività, a percentuale sul valore dell’affare o su quanto si prevede possa giovarsene il destinatario della prestazione.

Insomma: la legge lascia grande libertà alle parti per mettersi d’accordo in merito al compenso del legale.

Parametri forensi: cosa sono?

La legge [2] stabilisce alcuni parametri che possono essere usati per determinare la parcella dell’avvocato.

I parametri forensi sono linee guida che permettono di individuare il valore delle prestazioni svolte dal legale, alle quali si può ricorrere quando non è possibile determinare il compenso in altro modo.

Come detto nel precedente paragrafo, l’onorario dell’avvocato viene concordato con il cliente prima dell’assunzione dell’incarico.

Esistono però dei casi in cui questa determinazione preventiva non è possibile o non viene effettuata. In queste ipotesi soccorrono appunto i parametri forensi, che permettono di fissare dei criteri oggettivi grazie ai quali, da un lato, i clienti non sono esposti ad abusi dei professionisti, mentre gli avvocati, dall’altro, vedono riconosciuto il valore del lavoro svolto.

Parametri forensi: a cosa servono?

I parametri forensi servono:

  • agli avvocati, per calibrare il preventivo che intendono sottoporre al cliente, oppure a chiedere la giusta parcella nel caso in cui non sia stato possibile comunicare un preventivo (si pensi al difensore d’ufficio che assiste un imputato irreperibile);
  • ai clienti, per difendersi da onorari eccessivi che i difensori potrebbero chiedere;
  • ai giudici, per determinare le spese legali che liquidano in sentenza.

Tariffe orarie: cosa sono?

Come detto in apertura, è prassi diffusa negli Stati Uniti e in Inghilterra chiedere una parcella in base alle ore di studio dedicate al caso sottoposto al legale.

Le tariffe orarie sono molto utili per determinare il compenso che spetta a un avvocato quando la sua attività si limita a una consulenza o alla redazione di un atto stragiudiziale: in questi casi, il professionista può chiedere la parcella che gli spetta in base alle ore di lavoro effettivamente svolte.

Ma non solo: le tariffe orarie sono importanti anche per stabilire l’onorario in fase di studio di una controversia oppure di preparazione degli atti processuali. Si pensi alla differenza di impegno che richiede un caso di omicidio stradale rispetto a un sinistro in cui non si è fatto male nessuno.

Tariffe orarie per avvocati: cosa dice la legge?

La prossima riforma dei parametri forensi prevedrà, per la prima volta in assoluto, anche le tariffe orarie per gli avvocati.

La tariffa oraria, diffusissima nel mondo anglosassone, avrà quindi una soglia di riferimento, fissata tra 200 e 500 euro per ciascuna ora, che le parti sono libere di modificare.

In effetti, già oggi, un avvocato può chiedere di essere pagato in base alle ore di lavoro; non esiste però un parametro di riferimento su cui calibrare l’importo.

Con i nuovi parametri forensi (che, come detto, dovrebbero essere approvati a breve), anche gli avvocati italiani potranno richiedere una “parcella a tempo”, soprattutto per le questioni particolarmente complesse.

Le tariffe orarie saranno molto utili soprattutto per le consulenze, sia telefoniche che fatte al cliente recatosi in studio, che oggi sono sfornite di un parametro di riferimento che consenta di quantificare economicamente la prestazione.


note

[1] Art. 13, l. n. 247/2012.

[2] D.M. n. 55/2014 aggiornati con il D.M. n. 37/2018.

Autore immagine: canva.com/


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