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Omissione di soccorso in strada: quando scatta il reato?

8 Febbraio 2022 | Autore:
Omissione di soccorso in strada: quando scatta il reato?

Che differenza c’è con la fuga? Cosa rischia chi non presta la dovuta assistenza anche se non è coinvolto nell’incidente?

Certe cose andrebbero fatte anche se la legge non le prevede, per una semplice questione di buon senso. Chi assiste ad un incidente stradale, anche se non ci rimane coinvolto, dovrebbe avere l’istinto di fermarsi per vedere se qualcuno ha bisogno. Molto spesso, per fortuna, succede così. Ma non manca chi, nella più assoluta insensibilità, tira dritto perché ritiene di non avere tempo da perdere o perché «tanto ci sarà qualcuno che ci pensa». Un gesto del genere può comportare qualche guaio a livello legale. Andrà peggio, però, a chi rimette l’auto in moto e se ne va dopo avere provocato il sinistro. Ci possono essere sempre delle conseguenze penali? Per l’omissione di soccorso in strada, quando scatta il reato? E quando si aggiunge il reato di fuga?

Il principio è stabilito da tempo dalla normativa e ribadito dalla giurisprudenza. Una recente sentenza della Cassazione [1] ha ricordato che è reato non fermarsi e non scendere dall’auto dopo aver provocato un incidente per accertarsi delle condizioni delle altre persone e dei danni causati. Ma la legge punisce in determinate circostanze anche chi, pur non essendo coinvolto nel sinistro, preferisce voltare la faccia, guardare altrove e fare finta di niente. Vediamo nel dettaglio quando scatta l’omissione di soccorso in strada.

Incidente: quando c’è la fuga e quando l’omissione di soccorso?

Cominciamo facendo un doveroso distinguo.

Il reato di fuga scatta quando si verifica un sinistro riconducibile ad un comportamento idoneo a causare l’incidente senza che, per forza, ci debba essere un danno alle persone. È il caso di chi fa una manovra vietata, prosegue la sua marcia e dietro di lui due macchine si tamponano. Ci potrebbero essere o no dei feriti ma il concetto è che il sinistro è avvenuto per colpa di chi ha fatto la manovra azzardata e, pur sapendo che qualcuno potrebbe essersi fatto male, non si è fermato.

Il reato di omissione di soccorso è quello che scatta quando all’automobilista che causa l’incidente appare evidente che qualcuno si è fatto male per colpa sua ma, ciò nonostante, decide di non prestare assistenza. Il classico caso dell’auto pirata che investe un pedone e scompare nel nulla, pure con il parabrezza rotto per l’impatto.

In parole ancora più semplici, commette il reato di fuga chi pensa: «So di aver causato un incidente, magari qualcuno si è fatto male o magari no, ma tiro dritto». Commette il reato di omissione di soccorso chi pensa: «So di avere causato un incidente e ho la certezza che qualcuno si è fatto male ma tiro dritto».

Incidente stradale: come bisogna comportarsi?

Una persona può trovarsi in tre situazioni diverse quando accade un incidente stradale: può essere a bordo dell’auto che l’ha subìto o in quella che l’ha provocato. Oppure può essere un semplice passante che ha assistito alla scena o che transita sul luogo del sinistro poco dopo.

Nel primo caso, non esiste alcun obbligo in capo a chi subisce l’incidente per colpa dell’altro, se non quello di sbrigare al più presto le pratiche, sempre che le sue condizioni glielo permettano: fare la constatazione amichevole se non ci sono state delle gravi conseguenze o chiamare i soccorsi sanitari e le forze dell’ordine se ci sono dei danni alle persone. Insieme alle altre persone coinvolte, deve adottare ogni misura idonea a salvaguardare la sicurezza della circolazione e, compatibilmente con tale esigenza, fare il possibile affinché non venga modificato lo stato dei luoghi e non si disperdano le tracce utili per l’accertamento delle responsabilità.

Diversa la situazione del conducente che ha provocato l’incidente: come abbiamo visto, ha l’obbligo di fermarsi e di prestare l’assistenza necessaria [2]. Lo ha ricordato recentemente la Cassazione con una sentenza in cui stabilisce di nuovo che scatta l’omissione di soccorso per il conducente che ha provocato un sinistro stradale e non presta assistenza a prescindere dal danno.

La terza ipotesi è quella che riguarda il passante. Una qualsiasi persona che transita a piedi o in auto nel luogo in cui avviene il sinistro. Vede l’impatto o capisce che è appena successo, si rende conto che ci sono dei feriti ma che non c’è nessuno a prestare assistenza. Decide, però, di non immischiarsi, pensando che si fermerà qualcun altro. Anche in questo caso scatta l’omissione di soccorso. Secondo il Codice penale, infatti, è punito «chi non presta assistenza o non dà avviso all’autorità quando trova un corpo che sembra inanimato oppure una persona ferita o che necessita di assistenza» [3].

Omissione di soccorso: le sanzioni

Chi non rispetta l’obbligo di fermarsi in caso di incidente con danno alle sole cose, rischia una sanzione amministrativa da 302 a 1.208 euro.

Chi causa un incidente con danni alle persone e non si ferma (quindi commette il reato di fuga), è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni, oltre che con la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da uno a tre anni.

Per il reato di omissione di soccorso da parte del conducente che ha provocato il sinistro scatta, invece, la reclusione da uno a tre anni e la sospensione della patente di guida per un periodo da un anno e sei mesi a cinque anni.

Chi, infine, pur non essendo coinvolto nell’incidente, non presta il dovuto soccorso alle persone ferite (il caso del passante che non vuole chiamare l’autorità o l’ambulanza) rischia la reclusione fino a un anno o la multa fino a 2.500 euro.


note

[1] Cass. sent. n. 4143/2022 del 07.02.2022.

[2] Art. 189 cod. str.

[3] Art. 593 cod. pen.


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