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Cos’è e come fare la denuncia dei vizi per la garanzia

8 Febbraio 2022
Cos’è e come fare la denuncia dei vizi per la garanzia

Per far valere la garanzia di un prodotto difettoso, ai sensi dell’articolo 132 del Codice del consumo, l’acquirente deve denunciare il vizio al venditore entro due mesi (se consumatore) o entro otto giorni (negli altri casi). 

La legge riconosce all’acquirente una garanzia tutte le volte in cui l’oggetto acquistato risulti difettoso. Per far valere la garanzia è però necessario effettuare la cosiddetta «denuncia dei vizi» nei confronti del venditore. Nonostante la parola «denuncia» richiami alla mente l’attività tipica che si compie per punire i reati, in questo caso il termine è sinonimo di «comunicazione». Per sapere più nel dettaglio cos’è e come fare la denuncia dei vizi per la garanzia è bene fare una veloce premessa.

Obbligo di denuncia: quando è obbligatoria?

Con una recente modifica apportata dal Dl 170/2021, l’obbligo di denuncia dei difetti di produzione non è più obbligatorio per le vendite successive al 1° gennaio 2022. Questo significa che per quelle anteriori è ancora in vigore. Per quelle successive invece l’acquirente non deve più comunicare al venditore il vizio del prodotto entro due mesi. Di tanto abbiamo già parlato in Garanzia: addio obbligo di denuncia entro due mesi a cui si rinvia per ogni ulteriore chiarimento.

Differenza tra consumatore e professionista

La garanzia funziona in modo diverso a seconda che la vendita avvenga tra: 

  • un consumatore e un professionista;
  • oppure tra un professionista e un altro professionista. 

Il consumatore è colui che acquista per necessità personali e non legate al lavoro. 

Il professionista è colui che vende o svolge servizi nell’ambito di un’attività organizzata, potendo pertanto essere un professionista in senso stretto o un imprenditore.

Nelle vendite tra consumatori e professionisti si applica il Codice del consumo che prevede maggiori tutele per l’acquirente (ne parleremo a breve). Per fare qualche esempio di vendite tra consumatori e professionisti si pensi a chi compra una cucina per la casa, un’auto destinata a uso personale e non lavorativo, un computer o un cellulare senza richiedere fattura; a chi attiva un servizio di telefonia o un abbonamento a una tv in streaming. 

Nelle vendite tra professionisti invece si applica la disciplina meno garantista del Codice civile. Si pensi a chi compra un tablet per il lavoro fornendo al venditore la propria partita Iva per scaricare il costo dalle tasse.

Entriamo più nel dettaglio e vediamo in cosa si sostanziano tali tutele.

Come funziona la garanzia per prodotti difettosi 

In presenza di un prodotto difettoso, anche se il difetto si manifesta dopo la vendita, la garanzia dà diritto all’acquirente a ottenere, a propria scelta, la riparazione o la sostituzione del prodotto con uno identico.

Le riparazioni o le sostituzioni devono essere effettuate entro un congruo termine dalla richiesta e non devono arrecare notevoli inconvenienti al consumatore. Inoltre, nessuna spesa può essere addebitata all’acquirente. 

Se né l’una, né l’altra soluzione sono possibili (ad esempio quando si tratta di oggetti usciti di commercio) o sono antieconomiche, l’acquirente può scegliere tra la risoluzione del contratto (ossia la restituzione dell’oggetto acquistato dietro rimborso dei soldi spesi) o la riduzione del prezzo di vendita in proporzione alla riduzione di valore del bene.

Soltanto dopo che è scaduto invano il termine per la riparazione o la sostituzione della merce il consumatore può agire per la riduzione del prezzo o per la risoluzione del contratto, anche se il difetto è di lieve entità [1]. 

Quanto dura la garanzia?

Nel caso di vendite a consumatori, la garanzia dura due anni: essa cioè opera per tutti i difetti che si manifestano nei due anni successivi alla consegna del prodotto.

Nel caso di vendite a professionisti, la garanzia dura un anno dalla consegna. 

La garanzia opera solo per i difetti preesistenti alla vendita e non per quelli prodotti dall’acquirente. Tuttavia, tutti i difetti manifestatisi entro 6 mesi dall’acquisto si presumono come preesistenti alla vendita, salvo prova contraria del venditore (sarà questi cioè a dover dimostrare che il vizio è stato determinato da un uso non conforme dell’acquirente). 

Invece, per i difetti manifestatisi dopo 6 mesi dall’acquisto è l’acquirente a dover fornire la prova della presenza del vizio.

Cos’è la denuncia dei vizi al venditore?

La garanzia opera a patto che l’acquirente, non appena accortosi dei vizi del prodotto, li comunichi al venditore. Tale comunicazione viene detta «denuncia dei vizi». Per le vendite anteriori al 1° gennaio 2022, ai fini della garanzia è necessario comunicare al venditore il difetto riscontrato entro 60 giorni da quando questo si è verificato (purché ovviamente nei due anni dalla consegna). La comunicazione (tecnicamente chiamata «denuncia», anche se non ha nulla a che vedere con quella penale) può essere anche verbale o scritta; la forma scritta è sempre preferibile per fornire la prova dell’adempimento di tale onere. Invece per le vendite successive al 1° gennaio 2022, l’obbligo della denuncia al venditore non è più necessaria quando l’acquirente è consumatore. Resta invece obbligatorio per le vendite fatte con partita Iva: in questo caso la denuncia deve essere eseguita entro otto giorni.

Come funziona la denuncia dei vizi al venditore?

Nelle vendite ai consumatori la denuncia va effettuata entro due mesi da quando il difetto di conformità si è manifestato. Come anticipato, non devono essere decorsi i due anni della consegna: in caso contrario la garanzia, essendo ormai cessata, non opera più. 

Invece, nelle vendite ai professionisti la denuncia va effettuata entro otto giorni da quando il difetto di conformità si è manifestato. Non deve essere decorso un anno dalla consegna, diversamente la garanzia cessa. 

La denuncia non è necessaria se il venditore ha riconosciuto l’esistenza del difetto o lo ha occultato.

La denuncia dei vizi al venditore va fatta per iscritto?

Il consumatore può denunciare al venditore i vizi della cosa che ha comprato con qualsiasi mezzo, non necessariamente per iscritto, quindi anche in forma verbale [1]. Deve tuttavia trattarsi di un mezzo che risulti idoneo a portare il venditore a conoscenza dei difetti riscontrati. 


L’acquirente che si accorge, entro due anni dalla consegna della merce, che il prodotto comprato è difettoso può contestarlo a chi glielo ha venduto e avvalersi della garanzia. Ha però un onere: denunciare tale vizio al venditore entro un termine prefissato dalla legge. Questo termine è di due mesi dalla scoperta del difetto se l’acquirente è un “consumatore” e il venditore un professionista o un’azienda. È invece di otto giorni dalla scoperta se l’acquirente è un professionista o un’azienda. 

note

[1] Cass. ord. n. 3695/22.


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