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Alcoltest: cosa controllare sul verbale

8 Febbraio 2022
Alcoltest: cosa controllare sul verbale

Etilometro: stop alla condanna se non risulta a verbale l’avviso della facoltà di assistenza legale.

Per poter contestare la multa per guida in stato di ebbrezza bisogna partire dal verbale. È proprio questo infatti il documento in cui potrebbero annidarsi eventuali vizi di nullità. La prova dell’alcol nel sangue, seppure sia un’operazione materiale, richiede pur sempre la massima trasparenza: trasparenza garantita appunto dalla verbalizzazione delle operazioni eseguite dagli agenti. Il tutto al fine di consentire, tanto all’automobilista quanto al giudice in un eventuale giudizio di opposizione, un controllo sul regolare svolgimento dei controlli.

A chiarire, in caso di alcoltest, cosa controllare sul verbale è stata più volte la giurisprudenza. Dalle sentenze della Suprema Corte è possibile farsi un’idea delle verifiche da compiere su tale documento per valutare se sussistono gli estremi per la contestazione della multa. Ma procediamo con ordine.

L’indicazione dell’invito a nominare un avvocato

La prima cosa da controllare sul verbale consegnato in occasione dell’alcoltest è se da esso risulta che gli agenti abbiano fornito, prima della misurazione dell’alcol, l’avviso al conducente circa la possibilità di farsi assistere da un avvocato. Tale requisito – ha chiarito la Cassazione [1] – è previsto a pena di nullità della multa. È vero che, per legge, tale comunicazione può essere fornita anche verbalmente, ma è anche vero che, in forza del principio di trasparenza dell’azione della Pubblica Amministrazione, questa deve verbalizzare tutto ciò che compie. 

Il giudice deve valutare «l’attendibilità della testimonianza degli operatori della polizia giudiziaria in merito a quanto dagli stessi direttamente percepito nell’immediatezza dei fatti ma non verbalizzato, anche in relazione alle ragioni della omessa verbalizzazione» [2].

È quindi illegittima la condanna per la guida in stato d’ebbrezza se dal verbale della polizia non risulta che gli agenti abbiano avvisato il guidatore della facoltà di farsi assistere da un avvocato di fiducia.  

La presenza dell’avvocato non è però necessaria. Ciò significa che gli agenti possono comunque procedere all’alcoltest anche senza il difensore. Né sono tenuti ad aspettare che questi arrivi se il luogo ove si trova è particolarmente distante. Difatti l’accertamento va fatto in breve tempo, affinché la curva dell’alcol nel sangue non inizi a decrescere, falsando l’esito del test.

L’indicazione della taratura

L’etilometro deve essere sottoposto a taratura almeno una volta all’anno. Diversamente, la multa è illegittima. E non solo. Il verbale deve indicare – anche in questo caso a pena di nullità – la data dell’ultima taratura in modo da consentire al conducente un rapido controllo della legittimità della contravvenzione. 

La taratura è un controllo di funzionalità dell’apparecchio che deve essere eseguito periodicamente al fine di scongiurare eventuali guasti o errori di misurazione. Si distingue dall’omologazione che invece è la verifica che viene fatta al suo primo collaudo. 

Anche su questo punto è già intervenuta la Cassazione. Secondo la Corte [3], il verbale è nullo se manca l’attestazione della sua regolare omologazione e taratura.

Le caratteristiche dell’etilometro

Come si legge in una delle tante pronunce della Cassazione, «in tema di apparecchi per l’esecuzione dell’alcoltest grava sulla pubblica amministrazione l’onere di provare il corretto e puntuale assolvimento degli obblighi di preventiva verifica della regolare sottoposizione del dispositivo da adoperare agli adempimenti prescritti dalla legge in materia, ossia quello della regolare omologazione e calibratura (ovvero taratura) cui si correla l’obbligo della necessaria attestazione della loro verifica nel verbale di contestazione».

Ad avviso della Cassazione, nell’inquadrare complessivamente le caratteristiche di cui deve essere dotato l’etilometro utilizzato dalla polizia, bisogna fare riferimento alla disciplina risultante dal DPR 495/1992, art. 379, dedicato, appunto, alla «guida sotto l’influenza dell’alcool». In particolare, dai commi 5, 6, 7 ed 8 di tale disposizione, si desume che: 

  • gli etilometri devono (così testualmente la norma, da cui la necessità dell’osservanza di un vero e proprio obbligo di conformazione) rispondere ai requisiti stabiliti con disciplinare tecnico approvato con decreto del ministro dei Trasporti e della Navigazione di concerto con quello della Sanità (comma 5); 
  • essi sono soggetti alla preventiva omologazione da parte della Direzione generale della MTC, che vi provvede sulla base delle verifiche e prove effettuate dal Centro Superiore Ricerche e Prove Autoveicolo (cosiddetto CSRPAD) in modo da verificarne la rispondenza ai requisiti prescritti (comma 6); 
  • i medesimi apparecchi, prima della loro concreta utilizzazione, devono essere sottoposti a verifiche e prove presso il citato CSRPAD, da cui deriva la necessità della loro sottoposizione ad una visita preventiva (comma 7) secondo le procedure stabilite dallo stesso ministero dei Trasporti, che si risolve, in effetti, nella cosiddetta «taratura obbligatoria annuale», il cui esito deve essere annotato sul libretto dell’etilometro, con la precisazione che, in caso di esito negativo delle verifiche e prove, l’etilometro è ritirato dall’uso (comma 8).

Il quadro normativo, ricorda la sentenza in commento, è completato dalle prescrizioni ulteriori relative al citato disciplinare tecnico, che venne precedentemente approvato con decreto del ministero dei Trasporti n. 196 del 22 maggio 1990 il quale prevede, in sintesi, che ogni etilometro debba essere accompagnato da libretto metrologico contenente i suoi dati identificativi; che debba rispondere ai requisiti di cui all’allegato tecnico del decreto stesso; che i singoli apparecchi debbano essere sottoposti periodicamente a verifiche e prove.

Da questo coacervo normativo si evince che l’effettiva legittimità dell’accertamento mediante etilometro non può prescindere dall’osservanza di specifici obblighi formali, dalla cui violazione può derivare l’invalidità dell’accertamento stesso, quali, in particolare, l’attestazione — all’atto del controllo — dell’avvenuta sottoposizione dell’apparecchio alla prescritta ed aggiornata omologazione oltre che all’indispensabile corretta calibratura (ossia la taratura) da riportare sul libretto, tali da garantire l’effettivo «buon funzionamento» dell’apparecchio e, con esso, l’attendibilità del risultato conseguito attraverso la sua regolare utilizzazione.


note

[1] Cass. sent. n. 2147/2022 del 19.01.2022.

[2] Cass. sent. n. 34806/2018.

Autore immagine: depositphotos.com

Corte di Cassazione Sezione 4 Penale Sentenza 19 gennaio 2022 n. 2147

Data udienza 28 settembre 2021 Integrale

CIRCOLAZIONE STRADALE – STATO DI EBBREZZA

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE QUARTA PENALE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CIAMPI Francesco Maria – Presidente

Dott. NARDIN Maura – Consigliere

Dott. ESPOSITO Aldo – Consigliere

Dott. CENCI Daniele – Consigliere

Dott. DAWAN Daniela – rel. Consigliere

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso proposto da:

(OMISSIS), nato a (OMISSIS);

avverso la sentenza del 29/10/2020 della CORTE APPELLO SEZ.DIST. di BOLZANO; visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;

udita la relazione svolta dal Consigliere Dott. DANIELA DAWAN;

udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore Dott. MIGNOLO Olga, che ha concluso chiedendo il rigetto del ricorso.

Nessun difensore e’ comparso. RITENUTO IN FATTO

1. La Corte di appello di Trento – Sezione distaccata di Bolzano – ha confermato la sentenza del Tribunale di Bolzano che ha dichiarato (OMISSIS) colpevole del reato di guida in stato di ebbrezza, aggravato dalla provocazione di un incidente stradale ((OMISSIS)).

2. Ricorre avverso la prefata sentenza di appello l’imputato, per il tramite del difensore che solleva due motivi strettamente connessi tra loro:

2.1. Inosservanza delle norme processuali stabilite a pena di nullita’ con riferimento al combinato disposto di cui all’articolo 178 c.p.p., lettera c), articoli 354 e 356 c.p.p. e articolo 114 disp. att. c.p.p. laddove stabiliscono che l’accertamento urgente sulla persona (nel caso, accertamento ematico) deve essere preceduto dall’avviso della facolta’ di farsi assistere da un difensore. La sentenza impugnata, nel fondare la responsabilita’ del prevenuto, ha valorizzato il contenuto dichiarativo delle testimonianze degli agenti della Polizia municipale intervenuti, pur in assenza di qualsiasi verbalizzazione. L’avviso della facolta’ di farsi assistere da un difensore, anche se dato in forma libera, necessita di essere documentato nel verbale come prova del rispetto delle modalita’ di legge.

2.2. Vizio di motivazione per essere questa manifestamente illogica giacche’ confonde e sovrappone la facolta’ di formulare oralmente l’avviso di cui all’articolo 114 disp. att. c.p.p. con la necessita’ inderogabile di formalizzare ed attestare in un atto di p.g. la formulazione dell’avviso.

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Il ricorso e’ meritevole di accoglimento.

2. Questa Corte (Sez. 4, n. 18349 del 29/04/2021, Piva Simone, Rv. 281169) ha recentemente riaffermato che la prova dell’avviso di cui all’articolo 114 disp. att. c.p.p. non deve essere offerta esclusivamente in base al contenuto del verbale di cui all’articolo 357 c.p.p., in cui, secondo quanto stabilito dall’articolo 115 disp. att. c.p.p., non e’ prescritta l’annotazione di tale adempimento. Invero, l’obbligo di redazione degli atti indicati dall’articolo 357 c.p.p., comma 2, tra i quali rientrano le operazioni e gli accertamenti urgenti, nelle forme previste dall’articolo 373 c.p.p., non e’ previsto a pena di nullita’ o di inutilizzabilita’. Ne consegue che l’unico profilo sul quale puo’ operare la valutazione giudiziale concerne l’attendibilita’ della testimonianza degli operatori della polizia giudiziaria in merito a quanto dagli stessi direttamente percepito nell’immediatezza dei fatti ma non verbalizzato, anche in relazione alle ragioni della omessa verbalizzazione (Sez. 4, n. 34806 del 5/06/2018, Lemyesser, in motivazione; Sez. 5, n. 25799 del 12/12/2015, dep.2016, Stasi, Rv. 267260; Sez. 4, n. 25521 del 10/05/2007, Foti, in motivazione).

3. Nel caso di specie i Giudici di merito, nel richiamare le deposizioni testimoniali degli operanti della Polizia Municipale, (OMISSIS) e (OMISSIS) – i quali hanno riferito di aver rivolto al prevenuto l’avviso di cui all’articolo 114 c.p.p. – non hanno svolto alcun accertamento sull’attendibilita’ delle loro rispettive testimonianze ne’ sulle ragioni per le quali l’avviso dato oralmente non fosse stato verbalizzato.

Si tratta di una lacuna motivazionale che comporta l’annullamento della sentenza impugnata con rinvio per nuovo esame ad altra sezione della Corte d’appello di Trento per il necessario ulteriore approfondimento sul punto.

P .Q.M.

Annulla la sentenza impugnata e rinvia per nuovo esame ad altra sezione della Corte d’appello di Trento.


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