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Usura: se il tasso corrispettivo va sommato a quello moratorio

23 Agosto 2014
Usura: se il tasso corrispettivo va sommato a quello moratorio

Mutui: per la verifica dell’usurarietà degli interessi i tribunali non riescono a trovare una posizione unitaria.

Non è ancora chiusa la partita sul sistema di calcolo dell’usura. A tenere banco è sempre la controversa questione se, per verificare lo sforamento del tetto dell’usura, i tassi moratori vadano o meno sommati a quelli corrispettivi.

La questione sembrava ormai un capitolo chiuso in base alla più recente giurisprudenza di merito (leggi: “Mutui usurari: i tassi di mora non vanno sommati agli interessi” e ancora “Usura delle banche: i tassi moratori si sommano agli interessi corrispettivi?”). E invece, il dubbio lo hanno sollevato adesso due ordinanze del Tribunale di Pordenone del 7 agosto scorso la cui tematica attende però di essere approfondita nel corso del giudizio. Più categorico, invece, è stato il Tribunale di Venezia che, con ordinanza del 17 giugno scorso, ha escluso la possibilità della sommatoria contrattuale pura e semplice, salvo ammetterla soltanto in caso di effettivo ritardo nel pagamento delle rate. Ma approfondiamo le due posizioni.

Il Tribunale di Pordenone

Il giudice di Pordenone, con due ordinanze simili nei contenuti, ha sospeso la provvisoria esecutività di due decreti ingiuntivi a sfavore di due società, in quanto sussisterebbe “un dubbio non prontamente risolvibile” sull’usurarietà o meno degli interessi concordati. Un provvedimento dunque che decide in via sommaria e d’urgenza, in attesa che, sulla questione, lo stesso tribunale possa istruire più approfonditamente la vertenza.

L’aspetto peculiare di questi provvedimenti è dato dal fatto che, secondo il giudice di Pordenone, la famosa sentenza della Cassazione del 2013 [1] avrebbe stabilito “che per la verifica dell’usura – si legge nell’ordinanza di Pordenone – occorrerebbe sommare il tasso corrispettivo con quello di mora”. Altri tribunali, invece, ritengono che la sentenza della Cassazione non dica che bisogna sommare i due tassi (corrispettivi e moratori) ma soltanto che “dei moratori bisogna tenerne conto”.

Secondo il Tribunale di Pordenone, infine, lo stesso principio (cioè la possibilità di sommare i tassi) sarebbe stato stabilito anche dall’ordinanza del 17 giugno scorso del Tribunale di Venezia.

Il Tribunale di Venezia

Il giudice veneto, in realtà, ha stabilito che non è corretto procedere in astratto alla semplice sommatoria tra il tasso corrispettivo e quello moratorio al fine della verifica dell’usura, in quanto la base di calcolo dei due tassi è assolutamente diversa (per il tasso corrispettivo è il capitale residuo mentre per il tasso moratorio è la rata – quota capitale più quota interesse – non pagata).

Il tribunale, però, ha precisato che nel solo caso in cui vi sia un ritardo nel pagamento di una o più rate e quindi il pagamento effettivo di interessi di mora, si potrebbe procedere alla sommatoria, ma non quella pura e semplice dei tassi indicati in contratto bensì rapportando la somma di interessi corrispettivi e moratori alla quota capitale della rata non pagata.

Sembrerebbe quindi che il Tribunale di Venezia confermi la possibilità di una sommatoria dei tassi moratori e dei corrispettivi soltanto ai fini della verifica dell’usura sopravvenuta, tenendo però conto delle diverse basi di calcolo su cui vengono conteggiati.


note

[1] Cass. sent. n. 350/2013.

Autore immagine: 123rf com


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