Violenze negli stadi, introdotto il Daspo di gruppo

24 Agosto 2014
Violenze negli stadi, introdotto il Daspo di gruppo

Aggravate le pene per gli ultrà che commettono reati.

È stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale [1] il decreto legge [2] che reca disposizioni urgenti in materia di contrasto a fenomeni di illegalità e violenza in occasione di manifestazioni sportive, di riconoscimento della protezione internazionale, nonché per assicurare la funzionalità del ministero dell’Interno.

Il provvedimento è in vigore da ieri e, tra l’altro, introduce il Daspo di gruppo.

Inoltre, la durata minima del Daspo per i recidivi viene portata a cinque anni e quella massima a otto.

Il decreto legge, infine, inasprisce le pene anche per chi offre o promette denaro, o altra utilità o vantaggio, a uno o più partecipanti a una competizione sportiva.

La nuova misura è stata voluta a seguito della morte del tifoso Ciro Esposito, vicino all’Olimpico, nello scorso mese di giugno.

Le modifiche al Daspo

Si amplia l’elenco dei reati che rendono possibile l’applicazione della misura di restrizione. Più che la durata, però, sta nell’estensione della platea dei soggetti coinvolti: il daspo potrà colpire non solo l’autore diretto delle violenze ma anche coloro che lo sostengono, lo incitano, lo proteggono, gli sono vicino, gli consentono in sostanza di realizzare l’incursione criminale.

D’ora in avanti, il divieto potrà essere disposto dal questore (a cui dovrà comunque seguire la convalida dell’autorità giudiziaria), non solo per i cosiddetti “reati da stadio“, ma anche contro “tifosi” denunciati o condannati per delitti contro l’ordine pubblico o comunque legati a comportamenti violenti.

Altra novità di rilievo riguarda la possibilità di punire con il Daspo interi gruppi di tifosi o illeciti commessi all’estero. Al capo del gruppo, in queste circostanze, dovrà essere assegnato un Daspo della durata minima di tre anni.
Ai “daspati” recidivi potrà applicarsi la misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, estendendo nei loro confronti una disciplina riservata finora agli indiziati di appartenere a organizzazioni di tipo mafioso o terroristico.
Il decreto Alfano punisce poi chi violerà le regole di utilizzazione dell’impianto sportivo con il Daspo da uno a tre anni. E potranno essere colpiti con il divieto di accesso i tifosi che introducano negli stadi non solo cartelli e striscioni, ma anche altre “scritte o immagini” che incitino alla violenza.

La nuova norma spera di essere un valido deterrente contro le aggregazioni di tifosi destinate a sconvolgere l’ordine pubblico; in realtà, l’esperienza dimostra come la politica – tipica del nostro Paese – di inasprire le sanzioni ad ogni episodio che sconvolge la cronaca nazionale non genera poi gli effetti sperati. È in discussione, infatti, lo stesso valore deterrente della pena: chi intende delinquere lo fa senza pensare alle conseguenze, contando – più che altro – sull’assenza dello Stato nella fase applicativa.


note

[1] Gazz. Uff. n. 194 del 22 agosto 2014

[2] DL n. 119/14.


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