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Delega sul conto: quali rischi fiscali?

8 Febbraio 2022
Delega sul conto: quali rischi fiscali?

Evasione fiscale: la cointestazione o la delega alle operazioni può far presumere che vi sia una intestazione fittizia?

Spesso l’Agenzia delle Entrate, nell’ambito della propria attività di contrasto all’evasione, pone sotto la lente di ingrandimento i conti correnti cointestati o quelli in cui è presente una delega alle operazioni rilasciata a un terzo. Difatti, dietro tali operazioni si può nascondere una «intestazione fittizia» del conto al fine di sottrarre alle verifiche fiscali i relativi versamenti e i prelievi. 

Si prenda l’esempio di un imprenditore che, accumulando periodicamente del denaro “in nero”, apra un conto corrente a nome della moglie per depositarvi gli incassi non dichiarati. Dopodiché, si fa rilasciare da quest’ultima una delega alle operazioni e, in tal modo, esegue prelievi e versamenti sul conto medesimo in modo da riacquisire la disponibilità del denaro. Ecco perché è opportuno chiedersi quali sono i rischi fiscali in caso di delega sul conto. In altri termini, il semplice fatto di avere un conto cointestato con il coniuge o una delega alle operazioni può essere considerato un indice di sospetto delle operazioni? Solo per questo si rischiano maggiori controlli rispetto agli altri contribuenti?

La questione è stata definita dalla Cassazione con una recente ordinanza [1]. Secondo la Corte, ai fini dell’accertamento fiscale non basta la delega al contribuente a operare sul conto a far presumere l’intestazione fittizia.

La sezione tributaria parte dal presupposto per cui in tema di accertamenti bancari, gli artt. 32 del D.P.R. 29 settembre 1973 n. 600 e 51 del D.P.R. 26 ottobre 1972 n. 633 prevedono una presunzione legale in favore dell’Erario che, in quanto tale, non necessita dei requisiti di gravità, precisione e concordanza richiesti dall’art. 2729 cod. civ. per le presunzioni semplici, e che può essere superata dal contribuente attraverso una prova analitica, con specifica indicazione della riferibilità di ogni versamento bancario, idonea a dimostrare che gli elementi desumibili dalle movimentazioni bancarie non attengono ad operazioni imponibili, cui consegue l’obbligo del giudice di merito di verificare con rigore l’efficacia dimostrativa delle prove offerte dal contribuente per ciascuna operazione e di dar conto espressamente in sentenza delle relative risultanze.

Nel caso sottoposto all’esame della Corte, la Ctr si è attenuta a tali principi, ritenendo che l’amministrazione finanziaria non avesse provato, nell’ordine, l’intestazione fittizia dei conti correnti a terzi (peraltro, esercenti attività imprenditoriali, al di là del rispettivo legame di convivenza e di parentela collaterale col contribuente), che la delega conferita al contribuente dal terzo intestatario non bastasse da sola a presumere l’intestazione fittizia e che le operazioni accertate non fossero imputabili al delegato bensì ai terzi intestatari dei conti correnti.


note

[1] Cass. ord. n. 3345/2022.


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