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Quante bollette intestate si possono avere?

9 Luglio 2022 | Autore:
Quante bollette intestate si possono avere?

Più utenze domestiche possono essere a nome di una stessa persona ma di quelle dell’energia elettrica, solo una è a uso residenziale.

Hai comprato un rustico in campagna e prima di andarvi a trascorrere le prossime vacanze estive, devi allacciare la corrente elettrica e il gas. Poiché le utenze della luce e del metano relative alla casa in città ove risiedi sono già a tuo nome, quante bollette intestate si possono avere?

Si possono avere intestate più bollette dell’energia elettrica e del gas, come nell’ipotesi di una seconda casa. Una stessa persona, infatti, può avere diverse utenze a proprio nome anche se per la fornitura dell’energia elettrica viene applicata la tariffa per “non residenti” e, quindi, si paga una maggiorazione.

Energia elettrica: come allacciare la luce in una seconda casa?

Se nella nuova casa non c’è il contatore dell’energia elettrica, innanzitutto devi richiedere l’installazione/allacciamento, contattando il distributore locale. Puoi anche rivolgerti direttamente a un fornitore che funge da intermediario tra te e il distributore, il quale procede contestualmente a installare e ad attivare il contatore.

In sostanza, devi inviare la richiesta al fornitore prescelto, chiamando al numero telefonico all’uopo dedicato. Entro due giorni dalla richiesta, la stessa viene trasmessa al distributore, il quale può eventualmente decidere di effettuare un sopralluogo tecnico per stabilire dove installare il contatore.

Successivamente, ti viene inviato il preventivo con la spesa dei lavori, che puoi pagare entro tre mesi, quindi, si procede all’installazione e all’attivazione del contatore. In mancanza, devi fare nuovamente la richiesta.

Se il contatore è già presente nella seconda casa ma è chiuso, devi chiedere che venga attivato. Puoi rivolgerti a qualsiasi fornitore per individuare quello che più risponde alle tue esigenze.

Se il contatore è già attivo, devi richiedere la voltura. A tal fine, puoi rivolgerti allo stesso fornitore chiedendo di cambiare nome sul contratto e mantenendo le stesse condizioni contrattuali, se ti convengono. Altrimenti puoi chiedere un preventivo ad altri fornitori, per sfruttare eventuali promozioni.

Cosa serve per allacciare la luce in una seconda casa?

Le informazioni e i documenti che devi fornire per l’allacciamento dell’energia elettrica nella seconda casa sono i seguenti:

  1. i dati anagrafici dell’intestatario del contratto (nome, cognome e codice fiscale);
  2. l’indirizzo dell’immobile;
  3. il numero di concessione edilizia;
  4. la potenza impegnata. Tieni presente che quella standard domestica è di 3 kW;
  5. la tipologia d’uso della fornitura, ad esempio se domestica, residente o non residente;
  6. il codice Iban, qualora scegliessi la domiciliazione bancaria;
  7. l’indirizzo e-mail, per la fatturazione elettronica.

Quanto costa allacciare l’energia elettrica in una seconda casa?

Il costo per l’allaccio dell’energia elettrica in riferimento a una seconda casa si può suddividere in tre quote, di cui la prima, la cosiddetta quota a distanza, viene determinata in base alla distanza convenzionale dal punto di prelievo rispetto alla cabina.

Detta quota si distingue in:

  • quota a distanza, pari a 184,48 euro, se la distanza è fino a 200 metri o, indipendentemente dalla distanza, se si tratta di una casa di residenza;
  • quota aggiuntiva, che ammonta a 92,47 euro per ogni 100 metri o frazione superiore a 50 metri, se la distanza è compresa tra 200 metri e 700 metri;
  • quota aggiuntiva, pari a 184,48 euro per ogni 100 metri o frazione superiore a 50 metri, se la distanza supera i 700 metri e fino a 1.200 metri;
  • quota aggiuntiva di importo pari a 368,96 euro per ogni 100 metri o frazione superiore a 50 metri, se la distanza supera i 1.200 metri.

La seconda quota (quota potenza), determinata in base alla potenza disponibile richiesta dal cliente, varia a seconda della tensione di alimentazione: ad esempio, può essere pari a 69,36 euro/kW per una connessione a bassa tensione.

La terza quota, ovvero quella fissa, è di 27,03 euro ed è dovuta per i costi amministrativi sostenuti dal distributore.

I predetti importi sono solo indicativi, potendo variare da fornitore a fornitore.

Quali sono i tempi per allacciare la luce in una seconda casa?

Nei due giorni successivi alla tua richiesta di allaccio al fornitore dell’energia elettrica, la stessa viene inoltrata al distributore, il quale deve inviarti il relativo preventivo al massimo entro 20 giorni lavorativi dalla ricezione.

Se paghi il preventivo, il distributore provvede ad allacciare la luce in:

  • 15 giorni lavorativi, se si tratta di un lavoro semplice (ad esempio, nel caso dell’installazione del contatore o del prolungamento di un tubo);
  • 60 giorni lavorativi, se il lavoro è più complesso, implicando interventi di tipo strutturale come nell’ipotesi di passaggio sottoterra di cavi/tubi.

Gas: qual è l’iter per l’allaccio in una seconda casa?

Prima di pensare ad allacciare il gas in una seconda casa, devi verificare se c’è il contatore. Infatti, se quest’ultimo è stato rimosso, devi comunicare il codice PDR [1] relativo all’impianto, alla società alla quale hai deciso di rivolgerti per la fornitura.

Invece, se si tratta di un primo allaccio e nella casa non è presente il contatore, la procedura da seguire è identica a quella già esaminata a proposito dell’energia elettrica. In pratica devi contattare il fornitore, il quale invia la richiesta al distributore che effettua un sopralluogo, se necessario, prima di inviare un preventivo. Se accetti il preventivo, devi pagarlo prima dell’inizio dei lavori. A questo punto il tecnico procede all’allaccio del gas, al posizionamento del contatore e all’attivazione.

Cosa serve per allacciare il gas in una seconda casa?

La documentazione occorrente per allacciare il gas in una seconda casa è analoga a quella richiesta per l’energia elettrica. Più precisamente, devi fornire i tuoi dati personali, l’indirizzo dell’immobile, il numero di concessione edilizia, l’indirizzo e-mail e il contatto telefonico nonché il codice Iban, se scegli la domiciliazione bancaria delle fatture.

Quanto costa allacciare il gas in una seconda casa?

I costi per allacciare il gas in una seconda casa possono cambiare in relazione alla zona, alla tipologia di lavori che devono essere effettuati e al distributore.

In generale, le spese possono variare da 200 euro a 1.500 euro e sono specificatamente indicate nel preventivo redatto dal tecnico incaricato dal distributore.

Quali sono i tempi per allacciare il gas in una seconda casa?

Una volta inviata la tua richiesta per l’allaccio del gas al fornitore, quest’ultimo deve inviarla al distributore entro due giorni lavorativi. Successivamente e comunque nel termine di 15 o di 30 giorni, a seconda se si tratta di lavori semplici o più complessi, ti viene presentato il preventivo.

Se accetti il preventivo, il distributore effettua l’allacciamento in:

  • 10 giorni lavorativi, in caso di interventi meno importanti, con un contatore di classe fino a G25;
  • 60 giorni lavorativi, nell’ipotesi di interventi più rilevanti.

note

[1] Il codice PDR, acronimo di Punto di riconsegna, identifica univocamente l’utenza del gas. Il numero PDR corrisponde alla posizione fisica del contatore del gas, ovvero il luogo geografico in cui il gas viene consegnato dal fornitore al cliente finale. Il PDR viene assegnato nel momento dell’allacciamento del gas, quando il contatore viene collegato alla tubazione nazionale che trasporta il gas.


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