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Autovelox nascosto nell’auto civetta: è valido?

9 Febbraio 2022 | Autore:
Autovelox nascosto nell’auto civetta: è valido?

Quando l’apparecchio è occultato nella vettura di servizio senza scritte e lampeggianti la multa per eccesso di velocità è nulla.

La caccia agli eccessi di velocità si gioca come a guardie e ladri, con la differenza che la grande maggioranza degli automobilisti contravvenzionati non sono ladri, ma vengono ugualmente trattati come bersagli da colpire. Gli stratagemmi escogitati da poliziotti e vigili sono numerosi, ma l’obiettivo è sempre lo stesso: rendere invisibile l’apparecchio, in modo da cogliere i malcapitati in flagrante mentre sfrecciano sulla strada. Così molti automobilisti si accorgono di aver incrociato un autovelox soltanto quando ricevono il verbale che arriva a casa. Ma l’autovelox nascosto nell’auto civetta è valido?

Di questo frequente caso si è occupata la Corte di Cassazione che, con una nuova ordinanza [1], ha annullato la multa ed il taglio dei punti sulla patente ad un conducente che era stato sanzionato da un autovelox nascosto nell’auto civetta dei vigili urbani: il veicolo era privo di scritte di servizio e di lampeggianti blu, e non è bastato il cartello di presegnalazione della presenza dell’apparecchio a salvare il verbale.

Il punto cruciale del ragionamento della Suprema Corte sta nell’affermare che devono essere ben visibili non solo i cartelli, ma anche le postazioni di controllo. Questo era già chiaro da tempo per gli autovelox “infrattati”, che sono fuorilegge, ma adesso il criterio viene esteso anche alle auto civetta, spesso utilizzate dalla polizia stradale e dagli organi di polizia locale per compiere vari servizi. Così, dopo aver detto addio, con altre precedenti sentenze, agli autovelox nascosti tra erba e cespugli o dietro i guard rail, adesso è arrivato il momento di bandire anche gli autovelox che vengono occultati dentro le auto della polizia per fotografare e multare i conducenti ignari.

Autovelox: come va segnalato?

L’art. 142 del Codice della strada al comma 6 bis dispone che: «Le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocità devono essere preventivamente segnalate e ben visibili, ricorrendo all’impiego di cartelli o di dispositivi di segnalazione luminosi».

Lo scopo della norma è, evidentemente, quello di rendere nota in anticipo la presenza degli apparecchi di misurazione della velocità – sia fissi sia mobili – agli automobilisti che percorrono quel tratto di strada. Sapere in anticipo che c’è un autovelox posizionato poco più avanti consente di moderare la velocità, evitando frenate improvvise all’ultimo momento, e questo migliora la sicurezza stradale.

Dunque, per la validità delle multe occorre un cartello di presegnalazione:

  • con la dicitura «Controllo elettronico della velocità» seguita dal tipo di apparecchio usato (autovelox, tutor, telelaser, ecc.);
  • posizionato sulla strada in modo ben visibile a chi la percorre;
  • collocato ad «adeguata distanza» dal punto in cui si trova l’apparecchio (in concreto, la distanza dipende dai limiti di velocità vigenti in quel tratto, quindi è maggiore sulle autostrade ed è minore sulle strade urbane).

In alternativa al cartello, sono ammessi i dispositivi di segnalazione luminosi con caratteristiche equivalenti, come i display installati sul tettuccio di alcune auto della Polizia o posizionati a bordo strada su un supporto.

Le modalità di dettaglio per le caratteristiche di questi cartelli e sistemi di presegnalazione sono stabilite con decreti del ministro dei Trasporti di concerto con il ministro dell’Interno. Tuttavia, questa normativa regolamentare e secondaria [2] era andata oltre le previsioni di legge, ed aveva addirittura esonerato dall’obbligo di presegnalazione i dispositivi di rilevamento della velocità che operano «in modalità dinamica», come gli “Scout Speed“; questo ha ingenerato una grossa confusione interpretativa ed ha richiesto l’intervento correttivo della magistratura, che si è espressa in numerose sentenze.

Autovelox nascosto: quando la multa è nulla

Da quanto abbiamo detto fin qui avrai compreso che anche gli autovelox a bordo delle auto della Polizia vanno segnalati, e non hai torto: adesso, lo afferma anche la Corte di Cassazione, come abbiamo anticipato. Così, se l’autovelox è posizionato all’interno dell’autovettura di servizio, questo non consente di tenerlo nascosto, altrimenti la multa è nulla o, più precisamente, può essere annullata con ricorso proposto dal conducente contravvenzionato al giudice di Pace o al Prefetto. D’altronde, anche le circolari del ministero dell’Interno – comunemente chiamate “Direttiva Maroni” e “Direttiva Minniti” [3] – stabiliscono che gli agenti devono utilizzare, sul veicolo “civetta” privo di contrassegni istituzionali, o in corrispondenza di esso, gli stessi segnali prescritti per dare avviso della presenza dell’apparecchio di rilevamento elettronico della velocità.

La Suprema Corte spiega che l’obbligo di segnalare in anticipo, e in modo ben visibile, qualsiasi tipo di postazione di controllo per il rilevamento della velocità sulle strade «va interpretato nel senso che, tanto per le postazioni fisse quanto per quelle mobili, il requisito della preventiva segnalazione della postazione ed il requisito della visibilità della stessa sono distinti ed autonomi e devono essere entrambi soddisfatti ai fini della legittimità della rilevazione della velocità effettuata tramite la postazione».

Lo stesso principio era stato affermato, di recente, da un’altra pronuncia della Cassazione a proposito degli apparecchi Scout Speed, ossia gli autovelox installati a bordo di auto della Polizia in movimento: anche in questi casi le multe fatte attraverso dispositivi non segnalati sono nulle. In proposito leggi anche l’articolo “Autovelox senza avviso nell’auto della Polizia: è valido?“.


note

[1] Cass. ord. n. 4007 del 08.02.2022.

[2] Art. 3 D.M. del 15.08.2007 e art. 7.3 all.1 al D.M. n.282 del 13.06.2017.

[3] Ministero dell’Interno, circ. n. 300/A/10307/09 del 14.08.2009 e n. 300/A/5620/17/144/5/20/3 del 21.07.2017.


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