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Le teorie del complotto più folli

9 Febbraio 2022
Le teorie del complotto più folli

Complottisti e cospirazionisti: cosa si nasconde dietro le teorie più stravaganti della storia. 

Chi non ha mai eseguito una puntura di antibiotico non sa quanto possa essere complicato spingere il medicinale con lo stantuffo per poi iniettarlo per via intramuscolare. E questo perché è denso e fa resistenza. Immaginate ora se, a dover attraversare il minuscolo ago, dovesse esserci oltre al liquido della fiala anche un microchip!

La pandemia ci ha abituato a leggere numerose tesi del complotto. Ma in realtà le teorie del complotto sono sempre esistite. La differenza è che oggi, grazie ai social, anche i più folli hanno un megafono. È il problema della libertà di parola per cui abbiamo combattuto tanto ma che ci impone di sentire anche gli strilli più stolidi. 

Quali sono le teorie del complotto più folli della storia? Alcune le conosciamo perché ci sono state tramandate oralmente (nessun editore dei tempi antichi si sarebbe mai sognato di pubblicare determinate notizie). Oggi invece che ciascuno può essere editore di sé stesso, le tesi si diffondono con maggiore facilità. Molti ritengono che siano vere e ci credono. Altri cercano deliberatamente di provocare, manipolare o attaccare persone per motivi politici o finanziari. Ecco dunque alcune tesi del complotto particolarmente stravaganti.

La teoria della simulazione 

Secondo il filosofo svedese Nick Bostrom, classe 1973, è matematicamente più probabile che il mondo che ci circonda sia una simulazione anziché la realtà. Ma proprio come nel film Matrix, Bostrom ha dovuto assumere la pillola rossa per accorgersi di questa finzione. Che poi, a ben vedere, la teoria non è così nuova. Il primo a elaborarla fu Platone quando scrisse che gli uomini sono come chiusi in una caverna e riescono a vedere solo le ombre della realtà. 

Le Nac e i debiti con le banche

Una decina di anni fa andava forte la tesi delle Nac e se provavi a contraddirla ti davano subito del “servo dei poteri forti”. La tesi è tra le più strampalate che esistano. Nac sta per “notifica di accettazione condizionata del debito”. Si tratterebbe di un escamotage per liberarsi dai debiti con finanziarie e istituti di credito. In pratica, il cliente che non ha restituito il prestito, ricevuta la diffida dalla propria banca, potrebbe rispondere dichiarandosi disponibile a riconoscere il debito a condizione però che la controparte, entro un termine prestabilito, gli invii una serie di documenti a dimostrazione del proprio credito. In caso di silenzio della banca, il debito si dovrebbe considerare inesistente (una sorta di “silenzio assenso” alla cancellazione della morosità). Oltre però a non trovar fondamento in alcuna norma di legge, la richiesta del debitore fa riferimento una fittissima documentazione priva di alcun senso logico e grammaticale.

Ad esempio, la banca sarebbe tenuta a dimostrare che lo Stato sia dotato di piena sovranità su tutte le proprie emanazioni e che abbia emanato una legge, con il nome del debitore, che obblighi quest’ultimo a pagare. E via discorrendo. 

Dietro questa teoria fantagiuridica c’è la convinzione che le banche siano d’accordo con gli Stati per espropriare la proprietà dei poveri cittadini e che il debito pubblico sia solo un’invenzione.

Qanon

È la teoria del complotto del momento. C’è moltissima gente in giro per il mondo che ci crede. Si è diffusa soprattutto nella estrema destra americana che supporta Trump. In pratica, secondo alcuni, esisterebbe un’ipotetica trama segreta organizzata da poteri occulti (un presunto Deep State), tra i quali pedofili ed ebrei, rivolta a creare un nuovo ordine mondiale. A combatterlo, dall’altro lato, ci sarebbero solo l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump e i suoi sostenitori.

La morte di Hitler

Non c’è solo il mistero sulla morte di Elvis ma anche su quella di Hitler. Almeno secondo alcuni. Voci mai dimostrate – di origine guarda caso sovietiche – hanno affermato che il Fuhrer non si sarebbe suicidato ma sarebbe stato in realtà protetto dagli ex alleati occidentali. Tanto che il rappresentante statunitense al processo di Norimberga, affermò: «Nessuno può dire che Hitler sia morto».

Il Grande Reset

Non si può parlare di complotti senza menzionare il Covid-19. Il cospirazionista che si rispetti pensa che la pandemia sia stata orchestrata direttamente da Bill Gates, George Soros e il meno noto fondatore del World Economic Forum Klaus Schwab. Sono stati loro a progettare la diffusione del Coronavirus, per decimare la popolazione, far precipitare il mondo in uno stato d’emergenza costante e assumere così il controllo del pianeta. Dando vita – ovviamente – al nuovo ordine mondiale. Ed anche qui la cinematografia americana ha dato il “la”: sembra quasi di risentire le parole di Thanos che, con lo schiocco delle dita, voleva cancellare la vita del 50% dei terrestri. 

Sul Covid se ne potrebbero dire così tante da parlarne per giorni. Forse, la pandemia resterà più nota per via del tentativo di alcuni cospirazionisti di inserire il chip per il 5G nelle fiale del vaccino in modo da controllare a distanza ogni persona che se l’è fatto inoculare. Obiettivo sempre il solito: costituire un nuovo ordine mondiale. 

L’eliminazione dei bianchi

Secondo i complottisti, una setta guidata da George Soros starebbe progettando il genocidio dell’uomo bianco. Come? Spingendo le popolazioni dei Paesi più poveri ad emigrare e a mischiarsi così con quelle degli Stati ricchi. Un’emigrazione quindi non dettata dalla fame, dalle guerre e dalle persecuzioni ma dall’intento di estinguere la popolazione europea “mischiandola con razze inferiori” e cosi indebolirla. Sempre ammesso e non concesso che le popolazioni africane siano più deboli di noi.

Le torri gemelle

Le tesi del complotto non si fermano neanche davanti alle tragedie. Anzi, con la morte vanno a nozze. È avvenuto con il dramma delle torri gemelle. Secondo molti, gli attentati sarebbero stati organizzati dallo stesso governo degli Stati Uniti per giustificare la guerra in Afghanistan e l’uccisione di Osama Bin Landen. A queste tesi si aggiunge la teoria legata alle banconote da un dollaro: queste sembravano prevedere cosa dovesse accadde l’11 settembre 2001. Secondo le pieghe applicate su di esse, si possono vedere torri in fiamme, fumo nero o torri intatte.

La terra è piatta 

Paul McCartney sarebbe morto nel 1969 e al suo posto ci sarebbe un sosia. Stessa sorte per Avril Lavigne, morta anche lei nel 2003. Il Medioevo sarebbe una ricostruzione a tavolino e l’uomo non è mai andato sulla luna. Queste sono solo alcune tesi del complotto che appaiono periodicamente sui social. Ma forse quella che tiene più testa è la teoria della terra piatta a cui oggi credono migliaia di persone. 

Per ricostruire questa nuova mappa della terra non esisterebbero numerosi Stati di quelli che abbiamo conosciuto quando studiavamo geografia a scuola, come la Finlandia. 

Perché le tesi del complotto?

Sembra paradossale ma tanto più una tesi è fantasiosa, tanto più facilmente trova seguaci. E questo per una serie di ragioni. Innanzitutto, c’è l’esigenza di scaricare le colpe sugli altri. In secondo luogo, la gente trova tali tesi straordinariamente più interessanti della realtà: la verità è noiosa da analizzare e richiede molto tempo, ma soprattutto impone di avere competenze scientifiche che non tutti hanno. E allora, poiché ciascuno ha bisogno di dire la sua – perché più che sentire gli altri parlare ama sentire se stesso – ecco che si ricorre immancabilmente alla fantasia.

Spesso, le tesi del complotto sembrano offrire una spiegazione logica a eventi o situazioni difficili da capire e infondono la falsa sensazione di riuscire a controllare e dominare gli eventi. L’esigenza di chiarezza aumenta in periodi di incertezza come quello della pandemia di Covid-19.

Le tesi del complotto inoltre soddisfano l’esigenza delle persone di identificarsi in un gruppo, in un pensiero, che tanto più è definito, tanto più si distingue dalla massa e quindi richiama l’attenzione. Potremmo dire che le tesi del complotto sono figlie dell’egocentrismo moderno. 

Non in ultimo le tesi del complotto non possono essere facilmente contestate: in parte perché richiederebbero lunghe spiegazioni e una platea colta; in secondo luogo, perché non è sempre agevole smentire qualcosa di paradossale. Come si fa a dire che gli alieni non sono mai sbarcati sulla Terra? Quali prove concrete abbiamo? Anche nel diritto è vietato fare ai testimoni domande volte a negare una circostanza («Sai dirmi se Mario non era a casa la scorsa domenica?»): le domande possono essere solo rivolte ad affermare un fatto che si conosce («Sai dirmi se Mario era allo stadio la scorsa domenica?»).

Come riconoscere le tesi del complotto?

Se ci si fa caso, tutte le tesi del complotto hanno degli elementi in comune: 

  • l’esistenza di un presunto complotto segreto;
  • un gruppo di cospiratori che cerca di sovvertire l’ordine mondiale;
  • prove che sembrano confermare la teoria del complotto;
  • il mondo viene diviso in buoni e cattivi;
  • viene ingannevolmente suggerito che nulla accade per caso e che non esistono coincidenze;
  • nulla è come sembra e tutte le cose sono collegate tra loro;
  • viene individuato un capro espiatorio.

 



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