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Quale assicurazione sulla salute scegliere (malattia, infortuni, Ltc, ecc.)

25 Agosto 2014
Quale assicurazione sulla salute scegliere (malattia, infortuni, Ltc, ecc.)

Un contratto preventivo contro i rischi economici legati alla salute; le long term care; polizze infortuni e malattie per ricoveri e spese mediche; invalidità.

La spesa sanitaria costa agli italiani 140 miliardi, sfiorando quasi il 9% del Pil: ogni singolo cittadino ha un peso di circa 1.900 euro annui. Ecco perché risulta necessario pensare a forme sanitarie integrative, collettive (come fondi sanitari, casse o mutue) o individuali (polizze malattia, infortuni, per non autosufficienza). Strumenti che permettono di trasferire a un soggetto terzo (l’assicuratore) le conseguenze finanziarie di eventi negativi per la salute.
Una polizza sanitaria può rivelarsi molto utile quando un incidente o una malattia costringono a ricovero e cure mediche e a uno stop dell’attività. A patto che nella stipula si faccia attenzione a tutte le clausole: carenza, franchigia, esclusioni, iter per il rimborso, costi. Senza dimenticare di fare confronti e di controllare di non essere già dotati di una copertura di questo tipo, magari sottoscritta senza saperlo (come ha appurato l’Ivass), in abbinamento a qualche altro prodotto o servizio.
Ecco allora questa guida pratica per districarsi nell’ambiente.

LONG TERM CARE

Contro i guai della vecchiaia bisogna giocare d’anticipo

Le Long term care sono polizze tutelano l’assicurato in caso di perdita dell’autosufficienza, cioè della capacità di badare da solo ai bisogni della vita quotidiana, come muoversi, mangiare in autonomia, lavarsi, vestirsi. La copertura – che prevede un sostegno economico – è prevista non soltanto quando questa menomazione delle normali capacità dell’individuo avvenga in seguito a malattia o infortunio, ma anche nel caso in cui la persona abbia perso l’autosufficienza semplicemente per vecchiaia.
Le Ltc possono suddividersi in due categorie: quelle ad accumulazione e quelle a ripartizione.

LTC ad Accumulazione

Sono polizze di ramo vita che consentono di accumulare dei risparmi in un fondo speciale. All’eventuale verificarsi dell’evento che pregiudica l’autosufficienza dell’assicurato, da questo fondo viene prelevato un capitale una tantum oppure una somma periodica che verrà pagata all’assicurato per tutto il periodo in cui non è in condizioni di autosufficienza.

LTC a ripartizione

Sono polizze del ramo malattia nelle quali il premio pagato dall’assicurato durante l’anno serve come contropartita per il rischio di quell’anno.
Se le polizze ad accumulo sono più adatte a persone abbastanza giovani – con più tempo quindi per costituirsi un proprio capitale – quelle a ripartizione sono adatte anche a persone più avanti con gli anni (ma è bene considerare che oltre una certa soglia di età, in genere 70 anni, le compagnie non danno la possibilità di assicurarsi).
Alcune compagnie prevedono la possibilità di trasformare l’indennità in servizi: cioè provvedono a contattare i fornitori di assistenza domiciliare, e definire con il medico curante le prestazioni di cui l’assicurato ha bisogno.

Per evitare che l’indennità non sia adeguata a coprire le spese dell’assistenza dopo un certo numero di anni, a causa dell’erosione dell’inflazione, è previsto un aggiornamento automatico in base al rincaro del costo della vita. La rendita viene attivata nel momento in cui la compagnia ha accertato che l’assicurato ha perso l’autosufficienza, trascorso l’eventuale periodo di franchigia, cioè il periodo tra la data in cui si verifica l’evento e l’attivazione della rendita, che può essere di alcuni mesi.
Queste polizze, inoltre, spesso prevedono anche il cosiddetto “periodo di carenza”, che intercorre tra la sottoscrizione della polizza e l’inizio effettivo delle coperture contemplate dal contratto. Cosa si intende con “periodo di carenza”? Nel periodo iniziale dalla data di validità del contratto (cosiddetto di caranza contrattuale) il sinistro non è coperto e non si ha diritto al risarcimento. Ad esempio, il parto prevede una “carenza” 270 ai 300 giorni dalla decorrenza della palizza. Per l’infortunio non sono in genere fissati termini di aspettativa essendo per definizione un evento improvviso e violento.

Quanto al premio, è legato alla durata e al massimale ma anche all’età d’ingresso in polizza (quindi prima si sottoscrive il contratto meno si paga). Si ricorda infine che per le polizze stipulate dopo il 2000, il premio è detraibile nella misura del 19% fino a 1.291,14 euro, mentre le rendite percepite in caso di perdita dell’autosufficienza sono esenti dall’imposta sul reddito delle persone fisiche.
INFORTUNI

Meglio avere un’entrata in caso di stop per incidente

L’assicurazione contro gli infortuni è un genere di polizza sanitaria, che garantisce un indennizzo in caso di morte o di invalidità permanente (ossia perdita definitiva e irreversibile totale o parziale della capacità dell’assicurato di svolgere un qualsiasi lavoro proficuo o, se previsto dal contratto, la propria specifica attività lavorativa).

Alcune polizze offrono una protezione anche qualora l’assicurato si trovi nell’incapacità fisica (totale o parziale) di svolgere le proprie occupazioni per una periodo limitato. In questo caso (inabilità temporanea) è prevista una diaria per ogni giorno in cui non potrà lavorare, oltre al rimborso delle spese mediche. Nel caso di invalidità permanente, invece, spetterà una somma in base alla percentuale di invalidità accertata (ma possono esserci delle franchigie) calcolata sul massimale. In caso di morte, ai beneficiari indicati nella polizza o agli eredi viene corrisposto il capitale assicurato.
In ogni caso, l’incapacità di svolgere il lavoro deve essere diretta conseguenza di un infortunio, cioè un evento violento, inatteso ed esterno che provoca lesioni fisiche osservabili e misurabili. Non è coperta invece – dalle polizze infortuni – l’invalidità causata da malattia.
Questi contratti di solito considerano infortuni le conseguenze dei colpi di sole, di calore e di freddo, le folgorazioni, l’assideramento, l’avvelenamento, l’asfissia per fuga di gas o di vapori, i morsi di animali e le punture di insetto, le lesioni da sforzo, l’annegamento. Ma le clausole contrattuali possono comprendere anche eventi causati da colpa dell’assicurato o dovuti a eventi esterni (tumulti, incidenti aerei, calamità naturali).
Le polizze disponibili sul mercato offrono diverse possibilità: ci si può tutelare solo dai possibili infortuni sul lavoro, oppure solo da quelli che si verificano nella vita privata, oppure da entrambi.

Prima di sottoscrivere un contratto di questo genere è bene capire dunque quali sono le proprie esigenze: per esempio, per un lavoratore dipendente può avere senso una polizza che tuteli in caso di invalidità permanente, se svolge mansioni rischiose o se la famiglia è monoreddito; mentre per un lavoratore autonomo, che non percepisce reddito se non lavora, è importante tutelarsi in caso di inabilità temporanea: esistono polizze che garantiscono una diaria da infortuno che costano anche solo un euro al mese. Certo la diaria sarà ridotta: per una copertura più generosa, massimali più alti (250mila euro ad esempio) e franchigie basse (5% di invalidità) si possono pagare sui 350 euro l’anno.
Ma occorre controllare quali siano le franchigie applicate sulle prestazioni: ad esempio se la franchigia è di sette giorni, per un ricovero di cinque non si ottiene alcun indennizzo. Un altro aspetto da valutare riguarda la lista dei rischi coperti: di solito vengono esclusi gli incidenti che possono verificarsi nella pratica di uno sport pericoloso e violento (pugilato, parapendio) oppure mentre si è alla guida di veicoli particolari (elicotteri, deltaplani).

MALATTIA

Uno scudo da utilizzare per ricoveri e spese mediche

Le polizze malattia sono contratti con cui ci si assicura contro il rischio di malattia.

Esistono diverse declinazioni di questi prodotti, che quindi risultano classificabili secondo le garanzie offerte. Normalmente sono: rimborso delle spese mediche (medicinali, onorari dei medici, esami) e degli esborsi per ricoveri e interventi chirurgici in relazione a malattia, indennità giornaliera per ricovero, indennità da invalidità permanente da malattia. I costi sono variabili e dipendono dalle prestazoni e dai massimali scelti, ma anche dall’età del contraente.
Prima della sottoscrizione, le compagnie richiedono di compilare un certificato anamnestico per valutare lo stato di salute dell’assicurato e quindi il rischio che vanno ad assumersi. È bene essere sinceri su interventi e malattie pregresse: in caso di informazioni incomplete si può perdere (integralmente o parzialmente) il diritto all’indennizzo.
Le assicurazioni di indennità giornaliera sono in generale le meno costose: alcune compagnie online prevedono un premio mensile anche inferiore ai 10 euro. Quelle per il rimborso delle spese mediche sono più onerose, con premio che parte dai 600/700 euro annui per il singolo e sale se la copertura si estende alla famiglia (1.000 euro circa per una coppia con due bambini piccoli).
Le assicurazioni per il rimborso delle spese mediche di solito coprono le spese sostenute per ricoveri e interventi causati da malattia, infortunio, parto e aborto terapeutico. Gli interventi sostenuti per ragioni diverse da malattia o infortunio di solito non sono coperti da tutela, quindi è bene controllare la lista delle esclusioni.
Le assicurazioni per invalidità permanente da malattia tutelano invece la perdita o la diminuzione definitiva della capacità lavorativa a causa d’invalidità permanente (non causata da infortunio, ma solo da malattia). Per ottenere l’indennizzo la malattia deve manifestarsi dopo la sottoscrizione del contratto e durante il suo periodo di validità.
L’assicurazione di indennità giornaliera per ricovero prevede la corresponsione all’assicurato di un importo per ogni giorno di ricovero, per integrare il mancato reddito legato al periodo di degenza (cumulabile con le indennità pagate da Inps e Inail per l’invalidità temporanea).
Le assicurazioni contro le malattie gravi (le Dread disease o Critical illness) tutelano in caso di patologie più serie, espressamente elencate nella polizza (quali infarto, tumore, cecità, ictus) con il pagamento di un capitale prefissato. Spesso la garanzia è abbinata a un’assicurazione sulla vita.
 

Sul fisso giornaliero possono esserci limiti di durata

Ho subito un intervento chirurgico in un ospedale pubblico rivolgendomi quindi al Servizio sanitario nazionale. L’anno scorso ho sottoscritto una polizza che copre le spese mediche sostenute in occasione di ricovero per malattia o per intervento chirurgico: in questo caso ho diritto a qualche rimborso dalla compagnia di assicurazione?
La polizza è utile: alcune soluzioni garantiscono infatti il pagamento della diaria sostitutiva (un importo fisso giornaliero per i giorni di ricovero) che serve a integrare il mancato reddito derivante dall’impossibilità di svolgere la propria attività (ed è quindi valida in particolare per il lavoratori autonomi).
Bisogna però leggere attentamente le condizioni contrattuali. In genere può essere previsto che il diritto alla prestazione scatti solo dopo un determinato numero di giorni di ricovero e fino a un limite massimo di giorni di degenza. Quanto alle spese mediche che eccedano le spese di cui si fa carico il Servizio sanitario nazionale, di norma la compagnia rimborsa la differenza di importo fra la diaria giornaliera e le spese effettivamente sostenute. Ogni prodotto assicurativo fa però a sé quindi occorre verificare qual è il sistema applicato.

 

 

Per sinistri e garanzie una griglia di limiti

Oltre al massimale ci possono essere limiti di indennizzo? Come funzionano?
Il massimale è la somma massima che la compagnia si impegna a risarcire per i sinistri coperti dal contratto verificatisi in un anno di copertura. Qualora la stessa malattia richieda più ricoveri e questi avvengano in due distinti anni assicurativi, questi due sinistri ricadranno nell’ambito dei massimali previsti per ciascun anno. I limiti di indennizzo sono invece la somme massime (inferiori rispetto al massimale) che l’assicuratore pagherà per ogni sinistro in relazione a una singola garanzia o per una singola voce di spesa all’interno della stessa garanzia (si veda la guida pratica su www.ivass.it).


note

Autore immagine: 123rf com


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