Diritto e Fisco | Articoli

Si può pubblicare il catalogo di un pittore?

9 Febbraio 2022
Si può pubblicare il catalogo di un pittore?

Come funziona il copyright su fotografie, quadri e altre immagini: il consenso dell’autore e le eccezioni.

Se devi scrivere un articolo online in merito ad un pittore o ad un altro artista di arti figurative, come ad esempio un fotografo, puoi pubblicare una o più immagini tratte dal suo catalogo. E questo perché la legge prevede, in casi del genere, una deroga al “copyright” per gli scopi scientifici e di discussione. Cosa succede però se dovessi diffondere un gran numero di opere protette? Si può pubblicare il catalogo di un pittore? Sul punto è intervenuta la Cassazione con una recente ordinanza [1]. Per comprenderne il significato e la portata dobbiamo partire dal dato testuale della normativa che, nel caso di specie, è il diritto d’autore. 

Come funziona il diritto d’autore?

Come noto, il diritto d’autore copre e protegge tutte le opere originali dell’ingegno, indipendentemente dal fatto che il suo autore abbia deciso di pubblicarle. Non c’è peraltro bisogno che questo specifichi che le opere non sono di dominio pubblico per impedire agli altri di appropriarsene: il copyright spetta infatti anche senza la dicitura «tutti i diritti riservati».

Il diritto d’autore implica l’esclusiva, in capo al titolare dell’opera, della possibilità di riproduzione, diffusione e sfruttamento economico dell’opera stessa. Non è necessario, a tal fine, essere iscritti alla Siae o aver compiuto particolari procedure per la sua protezione. La tutela infatti scatta automaticamente per il semplice fatto di aver realizzato un’opera a patto che questa abbia il carattere dell’originalità rispetto alle opere già esistenti ovvero non sia, a sua volta, una copia.

Come funziona il diritto d’autore sui quadri e sulle foto?

In ragione di ciò, nessuno può riprodurre una foto o un quadro altrui, neanche se lo trova già pubblico su Google. Al contrario, deve sempre avvalersi del consenso del suo autore o, in caso di decesso di questi, dei suoi eredi. 

La tutela del diritto d’autore scade però dopo 70 anni dalla morte del creatore dell’opera.

Per quanto riguarda le opere d’arte presenti in musei o pinacoteche è altresì necessario chiedere l’autorizzazione al gestore delle stesse e pagare un compenso. Leggi sul punto Posso fotografare un quadro famoso?

L’eccezione alla possibilità di usare quadri o fotografie altrui?

Esiste un’eccezione al divieto di usare e pubblicare quadri e fotografie altrui. Ciò succede quando si tratta di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro (entrando così in concorrenza con il creatore). In tali casi, quindi, non è necessario chiedere il consenso all’autore. 

Si può pubblicare il catalogo di un pittore?

Secondo la Cassazione, i cataloghi devono rispettare il diritto d’autore. La raccolta di opere di un’artista in uno studio metodologico viola il diritto d’autore se riproduce integralmente i lavori ed è in concorrenza sull’utilizzo economico che spetta ai titolari del diritto. Lo stesso vale nel caso di riproduzione, non limitata ai particolari, delle opere inserite nel catalogo di una mostra. 

È quindi illegittima – come nel caso deciso dalla Suprema Corte – la pubblicazione, insieme a un’Università, di uno «Studio metodologico» in svariati volumi. Una catalogazione informatica di 24mila lavori di Schifano che – ad avviso della Corte territoriale – era lecita perché non riguardava la produzione complessiva dell’artista e non aveva scopo commerciale, ma scientifico. Circostanze che avrebbero consentito alla duplicazione di rientrare nella deroga prevista dall’articolo 70 della legge sul diritto d’autore. Una norma secondo la quale è libera la riproduzione strumentale alla critica o alla discussione, o solo illustrativa per scopi legati all’insegnamento e alla ricerca scientifica dell’utilizzatore. Senza porsi dunque in concorrenza con l’utilizzo economico delle opere che spetta al titolare del diritto. 

Nel caso esaminato, la Cassazione ha negato che l’opera, alla quale l’Università aveva contribuito solo per un volume, avesse solo scopi illustrativi. Lo Studio, riproducendo in scala opere protette, era idoneo a entrare in concorrenza con i diritti di sfruttamento esclusivo dei titolari.


note

[1] Cass. ord. n. 4038/2022.

Autore immagine: depositphotos.com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube