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Diffamazione su internet: sì al risarcimento danni per il comunicato allusivo sul web

26 Agosto 2014
Diffamazione su internet: sì al risarcimento danni per il comunicato allusivo sul web

L’offesa sul web punita come sulla sul giornale di carta: i criteri elaborati per la stampa applicati a Internet, un mezzo che, più di radio e tv, diffonde notizie e idee; il link che annunciava l’apertura del processo a dover essere aggiornato con l’assoluzione.

Una notizia, perché possa essere pubblicata senza ledere i diritti di nessuno, deve presentare i cosiddetti “tre requisiti della stampa”, ossia verità, pertinenza e continenza. La notizia, in pratica, deve essere

1. vera,

2. di pubblico interesse

3. attuale.

Ebbene, queste regole valgono anche sul web. Pertanto, prima di pubblicare una notizia o una considerazione personale su una pagina di internet siete tenuti a verificare se il fatto di cui state parlando rispetta tali requisiti.

Infatti, anche se la Cassazione ha più volte chiarito che il web non è assimilabile ai giornali, radio e tv, esso resta comunque un mezzo che “come e più di altri diffonde notizie e idee”. E, dunque, ai fini della diffamazione, ben si possono applicare i criteri di verità, pertinenza e continenza elaborati dalla giurisprudenza per l’informazione offline.

Ne consegue che scatta il risarcimento danni per un comunicato dal tenore allusivo pubblicato dal sito web che getta ombre sulla condotta dell’interessato e induce il lettore a dubitare di lui. E ciò specie quando lo stesso link non risulta poi aggiornato con la notizia dell’assoluzione nel procedimento aperto nei confronti del soggetto protagonista del “lancio” precedente: una collocazione diversa nel sito web, infatti, finisce per sfumare la portata della sentenza favorevole all’interessato.

È quanto emerge da una sentenza della Cassazione appena pubblicata [1].

Sul fronte penale alla diffamazione via Internet può essere applicata l’aggravante del mezzo della pubblicità [2]: una ipotesi diversa rispetto a quella della stampa.E dunque non c’è corrispondenza totale con le regole relative agli articoli di giornale. Ma il diritto di cronaca e di critica va bilanciato comunque con il diritto all’onore e alla reputazione, a prescindere dal mezzo di diffusione utilizzato: contano dunque la verità obiettiva (o putativa) del fatto, ma anche l’interesse pubblico alla notizia e soprattutto le relative modalità di esposizione (non bisogna quindi insinuare nel lettore una idea che leda l’altrui onore).


note

[1] Cass. sent. n. 18174/14 del 25.08.2014.

[2] Di cui al comma 3 dell’art. 595 cod. pen. in quanto via di mezzo (tertium genus) fra la stampa e gli altri mezzi di pubblicità.

Autore immagine: 123rf com


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