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Pedone investito: se il pirata scappa, il fondo vittime strada risarcisce

26 Agosto 2014
Pedone investito: se il pirata scappa, il fondo vittime strada risarcisce

Auto pirata: se la vittima non è nelle condizioni psicofisiche di prendere il numero della targa dell’investitore il risarcimento del Fondo è comunque dovuto.

 

Il principio base è: chi viene investito da un’auto pirata, che poi fugge, ha diritto di chiedere il risarcimento del danno subito allo speciale Fondo di garanzia per le vittime della strada.

Dunque, in casi come questo, è fondamentale che l’investitore sia rimasto ignoto.

Non si deve, però, addossare alcuna responsabilità alla vittima, se quest’ultima non ha fatto in tempo a identificare il numero di targa del pirata della strada.

Facciamo un esempio (che poi corrisponde a un caso giudiziario reale). Mettiamo che un pedone venga investito da un’automobile e che il conducente di quest’ultima, benché in un primo momento si fermi sul luogo dell’incidente, dove accorrono anche altre persone, poi risalga in macchina e faccia perdere le sue tracce.

In caso come questo il fondo di Garanzia è tenuto a risarcire l’infortunato e non può rifiutare la prestazione adducendo (così come è capitato in passato) che la mancata identificazione dell’auto dell’investitore è dovuta a dolo oppure a colpa della vittima.

In sostanza: anche se il pedone investito ha avuto la possibilità di prendere il numero di targa del pirata della strada, perché quest’ultimo per qualche minuto si è fermato sul luogo dell’incidente, non per tale mancanza il risarcimento gli deve essere negato.

Sul punto è d’accordo anche la Cassazione [1].

Secondo la Suprema corte, è infatti fondamentale che, in una vicenda del genere, il giudice valuti con estrema attenzione le condizioni fisiche e psichiche della vittima dopo l’incidente. In quei momenti, lo shock può benissimo impedire all’investito di avere le forze per identificare il responsabile dell’incidente, chiedere il suo nome o annotarsi il numero di targa. Né, tanto meno, si può pretendere che le persone accorse sul posto si prendano la briga di fermare il pirata della strada o annotino il suo numero di targa.

 

La sentenza della Corte di cassazione ribadisce un principio molto importante: non si può chiedere al pedone appena investito di trasformarsi in un investigatore privato per identificare il pirata della strada che l’ha travolto.

Se si accerta che l’incidente c’è stato e che la vittima non era nelle condizioni psicofisiche adatte per consentirgli di prendere il numero di targa dell’automobile che l’ha investita, la vittima ha tutto il diritto di chiedere il risarcimento dei danni al Fondo di garanzia per le vittime della strada.


note

[1] Cass. sent. n. 745 del 14.01.2011.

Autore immagine: 123rf com


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