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Condominio: il conto corrente si controlla solo con l’amministratore

26 Agosto 2014
Condominio: il conto corrente si controlla solo con l’amministratore

Privacy: i condòmini non chiedono i dati bancari all’istituto di credito ma all’amministratore.

 

Va bene la trasparenza, ma sempre con l’intermediazione dell’amministratore di condominio. Così ogni condomino può accedere al conto corrente condominiale e verificare di persona la gestione contabile delle spese. Ma lo può fare solo per il tramite dell’amministratore, che a sua volta non può in alcun modo sottrarsi dal compito.
A stabilirlo è innanzitutto la legge di riforma del condominio del 2012, che ha posto l’obbligo per ogni amministratore di aprire un conto corrente, postale o bancario, per la gestione delle spese condominiali. Oggi il codice civile [1] prescrive che “ciascun condomino, per il tramite dell’amministratore, può chiedere di prendere visione ed estrarre copia, a proprie spese, della rendicontazione periodica”.
Ma già nell’anno precedente alla riforma si è discusso a lungo sulla possibilità, per il singolo condomino, di accedere direttamente al conto corrente condominiale. L’Arbitro bancario finanziario (Abf) [2] aveva accolto le istanze di alcuni condomini, che chiedevano alla banca, senza ottenerle, le fotocopie dell’estratto conto condominiale, rifacendosi ad una sentenza del Tribunale di Salerno del 30 luglio 2007.
Tuttavia, con l’entrata in vigore della riforma del condominio (18 giugno 2013), è stato evidenziato il ruolo di “intermediario” dell’amministratore, l’unico a poter ottenere l’estratto conto bancario. Lo stesso Arbitro bancario [3] ha rivisto la propria vecchia posizione, negando l’accesso diretto al singolo condomino e introducendo il “tramite” dell’amministratore.

Sulla questione si è espresso anche il Garante della privacy, che il 31 marzo 2014 ha risposto con una nota a un’istanza presentata da Confedilizia. “Nonostante il conto sia intestato al condominio, i singoli condòmini sono ora titolari di una posizione giuridica che consente loro di verificare la destinazione dei propri esborsi e l’operato dell’amministratore, mediante l’accesso in forma integrale, per il tramite dell’amministratore, ai relativi estratti conto bancari o postali”.

Un principio già sancito dal Garante nelle “Linee guida in ambito bancario”, dove si riconosce il diritto ad ottenere “copia di atti o documenti bancari” senza alcuna limitazione, neanche nelle forme di un parziale oscuramento, anche se contengono dati personali di terzi.

In passato, ma prima ancora della recente riforma, la Cassazione aveva invece deciso in senso diametralmente opposto (leggi l’articolo nel box “precedenti contrari”).


note

[1] Art. 1129 co. 7 cod. civ.

[2] ABF decisione n. 1282 del 6.03.2013.

[3] ABF decisione n. 400 del 22.01.2014.

Autore immagine: 123rf com


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