Diritto e Fisco | Articoli

Articolo 68 Costituzione: spiegazione e commento

13 Febbraio 2022
Articolo 68 Costituzione: spiegazione e commento

Cosa dice e cosa significa l’art. 68 che garantisce l’immunità ai parlamentari e richiede l’autorizzazione dell’Aula per perquisizioni o arresti.

I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni.

Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, né può essere arrestato o altrimenti privato della libertà personale, o mantenuto in detenzione, salvo che in esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna, ovvero se sia colto nell’atto di commettere un delitto per il quale è previsto l’arresto obbligatorio in flagranza.

Analoga autorizzazione è richiesta per sottoporre i membri del Parlamento ad intercettazioni, in qualsiasi forma, di conversazioni o comunicazioni e a sequestro di corrispondenza.

La corazza dell’immunità parlamentare tra privilegio e garanzia

Uno dei luoghi comuni che riguardano i politici e che risultano maggiormente antipatici ai comuni cittadini è quello dell’immunità parlamentare. «Tanto, fanno quello che vogliono e a loro non succede mai niente», si sente dire spesso. Chi la pensa così non ha tutti i torti: sa che se fa qualcosa di sbagliato può finire subito in galera mentre per un deputato o per un senatore le cose non stanno proprio così: se anche sono meritevoli di arresto, ora che scattano le manette si può arrivare in qualche caso alla prescrizione. In questo modo, l’immunità parlamentare viene vista come un privilegio difeso a denti stretti dalla «casta».

Tuttavia, l’articolo 68 della Costituzione non mira a costruire una corazza per proteggere i parlamentari a tutti i costi da loro eventuali azioni illegali. La norma, piuttosto, è stata pensata per creare uno strumento di garanzia per il legislatore in modo tale che non possa essere attaccato da un altro organo esterno nel momento in cui deve prendere qualche decisione «scomoda» per qualcuno. In altre parole, si pensi a chi, per avere espresso un’idea o un’opinione personale su un determinato argomento, viene accusato di qualcosa che non ha fatto solo per farlo finire nei guai ed impedire che possa votare un certo provvedimento. Il sistema legislativo, in questo modo, resterebbe inevitabilmente minacciato e compromesso.

Il problema è che l’evoluzione dell’articolo 68 della Costituzione ha rafforzato considerevolmente la corazza dell’immunità parlamentare fino a renderla ancora più antipatica agli occhi della cittadinanza. In pratica, quando è stata scritta la Costituzione l’immunità riguardava i fatti di rilevanza penale. Oggi, come si può leggere nella prima frase di questo articolo, si sconfina sul terreno civile, dato che un parlamentare non è tenuto a rispondere nemmeno «delle opinioni espresse», il che significa che non può essere chiamato a risarcire un eventuale danno per avere offeso qualcuno.

Non solo: per quanto riguarda le opinioni espresse, l’immunità parlamentare non scade mai. Il deputato e il senatore la mantengono anche quando non sono più in carica ma solo per ciò che hanno detto durante il periodo in cui erano parlamentari.

La richiesta di autorizzazione a procedere

Detto questo, però, è anche vero che l’articolo 68 della Costituzione, nella sua attuale formulazione, concede meno privilegi ai parlamentari rispetto al passato. Una volta, ad esempio, un magistrato non poteva avviare un’indagine preliminare su un deputato o su un senatore (men che meno avviare un processo nei loro confronti) senza l’autorizzazione a procedere della Camera di riferimento. Dal 1993 in poi (guarda caso dopo il clamore dell’inchiesta Mani Pulite iniziata un anno prima), quell’autorizzazione non serve più per indagare o processare un parlamentare. Le Camere devono pronunciarsi solo nel caso in cui il magistrato debba compiere determinati atti che interessino la libertà del diretto interessato, i luoghi dove abita o lavora, i suoi mezzi di comunicazione (telefono, fax, e-mail, ecc.).

Ciò vuol die che il tribunale deve richiedere l’autorizzazione a procedere per effettuare l’arresto di un parlamentare, per compiere delle perquisizioni personali o domiciliari, per sequestrare dei beni, dei valori o dei documenti di sua proprietà, per sottoporlo ad intercettazioni telefoniche o ambientali.

Gli unici casi di arresto per i quali non è prevista l’autorizzazione a procedere sono quelli che scattano dopo una sentenza definitiva di condanna o quando il soggetto in questione viene colto in flagranza. Si capisce, pertanto, che negli ultimi anni l’immunità parlamentare si è ridimensionata notevolmente.

L’iter per chiedere e ottenere l’autorizzazione a procedere è piuttosto articolato. Innanzitutto, il giudice deve inviare la richiesta al Presidente della Camera a cui appartiene il parlamentare indagato o da indagare. Il Presidente la trasmette alla Giunta per le autorizzazioni, che al Senato si chiama Giunta per le elezioni e le immunità. La Giunta esprime un parere e lo sottopone all’Aula affinché l’autorizzazione sia accolta o respinta.

I princìpi di libertà di opinione e di inviolabilità del parlamentare

Come abbiamo visto, quindi, l’articolo 68 della Costituzione consente al parlamentare di beneficiare di una doppia garanzia. La prima, quella di godere di libertà di opinione e di voto senza doverne rispondere per il resto della sua vita, anche quando ha finito il proprio mandato, né in sede civile né in sede penale.

La seconda garanzia concessa dall’articolo 68 è quella dell’inviolabilità della sua persona, del suo domicilio e della sua corrispondenza. In questo modo, ciò che può apparire come un privilegio viene presentato come una tutela del deputato o del senatore contro eventuali atti intimidatori.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube