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Quali segreti sono leciti in un matrimonio?

10 Febbraio 2022
Quali segreti sono leciti in un matrimonio?

Bugie tra marito e moglie: quando mentire non costituisce una violazione della legge. Dal tradimento alle malattie, dal non volere figli al testamento. 

La legge non ci obbliga a dire la verità. Chi dice una bugia a un’altra persona non può essere incriminato. Le bugie sono vietate solo quando integrano una truffa o una falsa testimonianza in un processo. In tutti gli altri casi, mentire è legale. Qualcuno potrebbe chiedersi: questo vale anche per le coppie sposate? Il marito che mente alla moglie su quanto guadagna, su quanti soldi ha accumulato sul conto corrente, o che non le dice di essere impotente commette forse illecito? Lo commette la moglie che nasconde di avere l’amante o di non volere figli e che perciò sta prendendo la pillola? E dall’altro lato quali segreti sono leciti in un matrimonio?

Sotto un aspetto puramente morale, nella coppia bisognerebbe essere sempre sinceri, non solo perché le bugie hanno le gambe corte e prima o poi vengono scoperte, ma anche perché chi non è in pace con l’altro coniuge non può esserlo con sé stesso. E per questa pace è innanzitutto necessaria la condivisione e quindi la sincerità. Peraltro, le bugie sono come le ciliegie: una tira l’altra; sicché, è meglio non cominciare se non si vuol vivere una vita dietro una maschera. E se poi volete sentire anche la paternale degli psicologi, secondo alcuni chi mente è una persona insicura, con bassa autostima o, nella peggiore delle ipotesi, con disturbi di personalità. 

Quando però entra in gioco la legge, la morale la lascia parlare e subentrano tutta una serie di valutazioni diverse. Ecco allora quali segreti sono leciti in un matrimonio, almeno secondo la legge. 

Lo stipendio e il conto in banca

Quando la coppia opta per la separazione dei beni, ciascun coniuge mantiene l’assoluta proprietà di ciò che acquista, che guadagna e che risparmia: non deve cioè dividere nulla di ciò che è suo con l’altro. L’unico obbligo è di contribuire alle necessità familiari in proporzione alle proprie capacità economiche o fisiche. E ciò vale anche per le coppie non sposate. Questo significa che, pur non essendovi l’obbligo di rivelare al partner quanto si ha sul conto, non si può però lamentare difficoltà economiche solo per sottrarsi ai propri doveri coniugali. Questa bugia integrerebbe una violazione degli obblighi di solidarietà che la legge impone ai componenti di una famiglia. Una violazione a fronte della quale però non è prevista alcuna sanzione se non il cosiddetto «addebito» nel caso di separazione e divorzio. Questo significa che chi non si prende cura del coniuge non può poi chiedere l’assegno di mantenimento. 

Quando invece la coppia adotta il regime di comunione dei beni le cose vanno diversamente. Finché marito e moglie sono sposati, ciascuno dei due è proprietario del reddito percepito con il proprio lavoro e quindi anche dei risparmi accumulati sul conto corrente. Pertanto, anche in questo caso, è lecito tenere segreto durante il matrimonio quanto si guadagna e il proprio saldaconto. È quella che viene definita «infedeltà finanziaria». Vale tuttavia quanto detto prima in merito all’obbligo di contribuire ai bisogni della famiglia in proporzione alle proprie capacità: quindi, se anche non c’è bisogno di far vedere la busta paga e l’esatto importo percepito dal proprio datore di lavoro, non si può fingere povertà. Ma, rispetto alle coppie in regime di separazione dei beni, c’è una profonda differenza: in caso di separazione, tutti i risparmi devono essere divisi al 50%. E quindi lì c’è l’obbligo di rivelare tutti i propri conti correnti e quanto in essi si detiene. E se si ha il sospetto che il coniuge menta, si possono richiedere tali informazioni dall’Agenzia delle Entrate. 

Le precedenti relazioni

Quanto all’infedeltà, come noto, ciò che è vietato non è tanto tenere nascosto il fatto di avere l’amante o di intrattenere una chat erotica con un’altra persona, ma il comportamento in sé per sé. Questo vale solo per le coppie sposate, visto che per quelle conviventi è lecito tradire (anche se non lo è moralmente e socialmente). Pertanto chi, in uno slancio di sincerità o in un rigurgito di sensi di colpa, svela al coniuge di averlo tradito non può, solo per questo, ritenersi a posto con la legge. 

Anche in questo caso, però, il tradimento non subisce alcuna sanzione se non – in caso di separazione – la perdita del diritto al mantenimento e dei diritti ereditari in caso di morte dell’ex.

Ciò su cui però la legge non dice nulla è in merito alle precedenti relazioni, quelle cioè avute prima di sposarsi, anche se intrattenute all’epoca del fidanzamento. Poiché infatti l’infedeltà è vietata solo dal momento in cui si diventa coniugi, si può ben tenere nascosta una liason avuta in epoca anteriore, senza perciò violare la legge. 

Anche il fatto di avere corteggiatori non è illecito e, pertanto, se un coniuge non dice all’altro che il proprio collega di lavoro gli ha strizzato l’occhio – e magari lo fa solo per quieto vivere – non sta violando alcuna norma di legge. 

Il fatto di prendere la pillola

Anche se, il fatto di non volere figli o di essere impotenti è considerato motivo sufficiente per invalidare il matrimonio, il prendere la pillola per scongiurare una gravidanza solo momentaneamente indesiderata non è vietato. La donna è infatti libera di disporre del proprio corpo per come vuole, senza che l’uomo possa interferire in tali scelte. Né è tenuta a comunicare al marito le proprie scelte.

Fare testamento

È lecito, e anzi del tutto normale, nascondere al marito o alla moglie il contenuto del proprio testamento. Anche se non è necessario che esso rimanga per forza segreto, non esiste alcun obbligo di svelarne al coniuge l’esistenza, il luogo di conservazione e tantomeno le disposizioni. Certo, se non si opta per il testamento olografo (ossia quello custodito in casa), sarà comunque necessario far sì che, alla propria morte, qualcuno si accorga dell’esistenza del documento. E quindi sarebbe bene confidare a qualcuno il luogo di conservazione di esso.

Avere una malattia grave

A nessuno piace soffrire da solo. Ma, in alcuni casi, nascondere una situazione del genere avviene a fin di bene, per non far soffrire il coniuge. Dunque, una bugia consentita nel matrimonio è quella relativa al proprio stato di salute. 

Avere un secondo numero di telefono

Questa è brutta a dirsi. I numeri di telefono sono dati personali e quindi coperti dalla privacy. Questo significa che chi ha un secondo numero di telefono non è tenuto a comunicarlo al marito o alla moglie. Chiaramente, non bisogna poi ricadere in comportamenti incompatibili con il matrimonio, come appunto l’infedeltà. Ma, se così fosse, il doppio dispositivo ne conterebbe le tracce e la bugia affiorerebbe subito a galla.

Il giudizio dei suoceri

Chiudiamo con una nota di colore. Se, come abbiamo visto, tra marito e moglie c’è in gran parte l’obbligo di dirsi la verità, quest’obbligo non riguarda invece le vicende estranee al matrimonio, anche se relative a familiari. Così, ad esempio, la figlia che nasconde al marito che la propria madre non lo tollera non sta violando la legge. La suocera è libera di odiare il genero e viceversa. Ma chiaramente la legge non vi potrà imporre di rivelare il giudizio dei vostri genitori in merito alla persona che avete sposato. 



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