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Diffondere video erotico con consenso del minore: è reato?

10 Febbraio 2022 | Autore:
Diffondere video erotico con consenso del minore: è reato?

È valida l’autorizzazione del minorenne a condividere il filmato hard che lo ritrae? Quando si evita l’accusa di pornografia minorile? Quando c’è revenge porn?

Sempre più spesso le giovani coppie si filmano con i propri smartphone nei momenti di intimità. Questa condotta, assolutamente lecita se fatta consensualmente, può diventare qualcosa di pericoloso se il filmato viene diffuso senza il consenso del diretto interessato, cioè della persona ripresa. Quando ciò avviene scatta il reato di revenge porn. Ma cosa succede se il video hard riprende una persona che non ha ancora compiuto diciotto anni? Diffondere il video erotico con il consenso del minore è reato?

Come detto, quando c’è l’accordo sulla pubblicazione del filmato non dovrebbero esserci problemi. Quando però sono coinvolti dei minorenni, le cose cambiano. Sul punto è intervenuta una recente sentenza a Sezioni Unite della Corte di Cassazione, stabilendo che il consenso prestato dal minore alla diffusione del video non può ritenersi valido, con conseguente responsabilità penale del maggiorenne che pubblica il filmato. Tutto ciò, a meno che non si dimostri di aver fatto tutto il possibile per impedire la divulgazione. È reato diffondere il video erotico con il consenso del minore? Scopriamolo insieme.

È legale fare un filmato hard con un minore?

La legge [1] punisce chi utilizza minorenni per realizzare materiale pornografico. Ciò tuttavia non vale quando il minore è d’accordo a farsi riprendere in pose erotiche o atteggiamenti provocatori.

Classico caso è quello della coppia di fidanzati che si filma durante un rapporto sessuale: se la ragazza è minorenne e pienamente consenziente, la semplice ripresa non costituisce reato. In questo caso si rientra nell’ambito della “pornografia domestica”, che non è illecito.

Le cose cambiano, però, se il materiale viene diffuso. Vediamo come.

Diffusione video hard senza il consenso: è reato?

Diffondere un video hard senza il consenso della persona (maggiorenne) ripresa costituisce il reato di revenge porn [2].

Per legge, infatti, chi, dopo averli realizzati o sottratti, invia, consegna, cede, pubblica o diffonde immagini o video a contenuto sessualmente esplicito destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate, è punito con la reclusione da uno a sei anni.

Ad esempio, se un uomo, per ripicca nei confronti della ex, decide di condividere su un gruppo WhatsApp il video erotico girato insieme, commette il reato di revenge porn.

Il crimine si estende anche a coloro che hanno ricevuto il filmato erotico e che, anziché limitarsi a guardarlo, contribuiscono a diffonderlo, purché però ciò sia fatto con lo scopo di arrecare danno.

Al contrario, se la diffusione avviene con il consenso della persona ripresa, non c’è alcun reato. Si pensi alle persone che pubblicano sui siti pornografici le loro “imprese” amorose.

Le cose cambiano, però, se la persona ripresa che presta il consenso è minorenne. Vediamo cosa dice la giurisprudenza.

Diffondere video hard con il consenso del minore: è reato?

Secondo la sentenza delle Sezioni Unite citata in apertura [3], diffondere un video erotico che rappresenta un minore fa scattare il reato di pornografia minorile, anche se c’è il consenso del minorenne stesso.

Ad esempio, se una coppia di fidanzati si riprende mentre ha un rapporto sessuale e poi decide di diffondere il video in rete, il consenso prestato dal minore (in genere, la ragazza) non è valido e, quindi, il maggiorenne risponderà di pornografia minorile.

Secondo la Cassazione, quindi, è reato diffondere il video erotico con il minore anche se l’interessato è d’accordo; e ciò perché l’under 18 non può mai prestare un valido consenso.

Revenge porn e pornografia minorile: differenza

Alla luce della decisione delle Sezioni Unite possiamo dire che la differenza tra revenge porn e pornografia minorile è la seguente:

  • scatta il reato di revenge porn se il video erotico è diffuso senza il consenso della persona (maggiorenne) ripresa;
  • scatta il reato di pornografia minorile ogni volta che si diffonde un video erotico che rappresenta un minorenne, anche se questi presta il consenso o se è lui stesso a chiedere la condivisione.

Insomma, ogni tipo di diffusione di video sessualmente esplicito che ritrae un minorenne è reato, a prescindere dal consenso di questi, che è da ritenersi sempre invalido: secondo la Suprema Corte, egli non ha ancora raggiunto un livello di maturità tale da compiere una valutazione davvero consapevole sulle conseguenze negative che potrà avere la mercificazione del suo corpo via WhatsApp o Facebook. E ciò perché il video potrebbe essere diffuso in epoca successiva a quando è stato realizzato.

Video erotico diffuso con il consenso del minore: è sempre reato?

Secondo la Corte di Cassazione, la diffusione del video hard che riprende un minore non costituisce reato solo se l’adulto prova di aver adottato tutte le cautele necessarie per evitare la sua condivisione.

Ad esempio, non risponde di pornografia minorile il ragazzo che conserva sul pc il video hard girato con la fidanzata minorenne se poi, a causa di un hackeraggio, il filmato viene sottratto e messo in rete.

Lo stesso dicasi se è il minore a far circolare il materiale erotico: in questo caso, non si potrà addossare la colpa al fidanzato maggiorenne che era contrario alla diffusione oppure che non ne sapeva nulla.

Diffusione video hard con minore: la decisione in sintesi

In estrema sintesi, secondo la Cassazione quando il video erotico è condiviso con terzi, l’adulto compie il reato di pornografia minorile anche se il minore è d’accordo o gli ha chiesto di farlo: il minorenne, infatti, non è in grado di prestare un valido consenso. Il reato si evita solamente se la condivisione è avvenuta contro la volontà del maggiorenne, ad esempio per il volere esclusivo del minore.


Quando il video erotico è condiviso con terzi, l’adulto compie il reato di pornografia minorile anche se il minore è d’accordo o gli ha chiesto di farlo: il minorenne, infatti, non è in grado di prestare un valido consenso. Il reato si evita solamente se la condivisione è avvenuta contro la volontà del maggiorenne, ad esempio per volere esclusivo del minore.

note

[1] Art. 600-ter cod. pen.

[2] Art. 612-ter cod. pen.

[3] Cass., sez. un., sent. n. 4616 del 9 febbraio 2022.

Autore immagine: Unsplash.com


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