Assegno unico figli: i chiarimenti definitivi dell’Inps

10 Febbraio 2022 | Autore:
Assegno unico figli: i chiarimenti definitivi dell’Inps

L’Istituto precisa alcuni dettagli sul trattamento che riguardano l’Isee, i beneficiari, i figli maggiorenni, il doppio reddito familiare.

Il tempo stringe e le domande presentate per ottenere l’assegno unico per i figli, in arrivo a marzo, sono molto meno di quelle previste: nemmeno due milioni sui sette milioni di nuclei familiari interessati, secondo le stime del Governo. Colpa dell’abitudine di rinviare le cose all’ultimo momento? O della mancanza di interesse verso la nuova misura di sostegno? Può darsi. All’Inps, però, è venuto il sospetto che all’origine di questa scarsa adesione ci sia la poca chiarezza dimostrata finora su chi ha diritto all’assegno e che cosa bisogna fare per ottenerlo. Per colmare ogni possibile lacuna, è appena stata pubblicata una circolare con i chiarimenti definitivi dell’Inps sull’assegno unico per i figli.

Assegno unico: ci vuole per forza l’Isee?

La circolare dell’Inps chiarisce innanzitutto che è possibile presentare domanda per avere l’assegno unico per i figli anche senza Isee. A patto, però, di accontentarsi della misura minima dell’assegno, cioè dei 50 euro che percepisce chi ha un Isee superiore a 40mila euro. Sarà necessario, inoltre, allegare alla domanda un’autocertificazione in cui si attesta il nucleo familiare di riferimento. Il contribuente potrà presentare l’Isee nell’arco dell’anno ma non inciderà sull’importo dell’assegno in corso di erogazione.

Per capirci: se un nucleo fa domanda senza Isee e con l’autocertificazione per ottenere l’assegno da marzo 2022, il trattamento resterà al minimo per 12 mesi, salvo poi procedere ad un conguaglio a gennaio e febbraio 2023 sulla base dell’Isee in corso di validità al 31 dicembre 2022.

Assegno unico: vengono pagati gli arretrati?

L’Inps conferma che gli arretrati a decorrere dal mese di marzo verranno riconosciuti solo se la domanda verrà presentata entro e non oltre il mese di giugno 2022. Per le richieste di assegno unico per i figli pervenute dal 1° luglio 2022, l’assegno decorrerà dal mese successivo a quello della domanda (ad agosto per quelle presentate a giugno, a settembre per le richieste pervenute ad agosto e così via).

In ogni caso, l’Inps avverte che l’assegno verrà riconosciuto entro 60 giorni dalla domanda ma, come detto, con decorrenza dal mese successivo alla presentazione della richiesta. Perciò, stando a quanto comunicato nella circolare, chi farà la domanda a luglio riceverà l’assegno al massimo entro settembre con ciò che gli spetta già dal mese di agosto.

Assegno unico: ne hanno diritto anche i nonni?

Secondo la circolare dell’Inps, l’assegno unico per i figli può essere richiesto non solo a beneficio dei genitori ma anche dei nonni per i nipoti, a una di queste condizioni: che ci sia un formale provvedimento di affido dei minori oppure che ci sia un collocamento o un accasamento etero familiare.

Assegno unico: è dovuto sempre per i maggiorenni?

L’Inps precisa nei suoi chiarimenti sull’assegno unico per i figli che, per quanto riguarda i maggiorenni fino a 21 anni, il trattamento viene riconosciuto solo se il ragazzo si trova in una di queste situazioni per tutta la durata del beneficio:

  • è iscritto ad un percorso di studi;
  • svolge il servizio civile;
  • è iscritto alle liste di collocamento;
  • svolge un tirocinio o un lavoro con reddito fino a 8mila euro annui.

Nel caso in cui il figlio sia studente, occorrerà dimostrare la sua condizione con un attestato di frequenza o con l’iscrizione ad un percorso riconosciuto.

Assegno unico: spetta anche a chi non paga le tasse in Italia?

Tra i requisiti per poter ottenere l’assegno unico per i figli c’è quello della residenza obbligatoria in Italia al momento della presentazione della domanda e da almeno due anni anche non continuativi. Viene richiesto anche di pagare l’imposta sul reddito al nostro Erario, al lordo degli oneri deducibili. Significa che l’assegno spetta anche ai lavoratori frontalieri che lavorano all’estero, vivono in Italia ma sono esonerati dal pagamento delle imposte nel nostro Paese in base ad un accordo internazionale.

Viceversa, il trattamento non viene riconosciuto a chi lavora in Italia e vive all’estero, poiché manca il requisito della residenza.

Assegno unico: che succede se lavorano i due genitori?

Se i due genitori lavorano ed hanno un reddito proprio, scatta una maggiorazione dell’assegno unico di 30 euro per ogni figlio minorenne. In pratica, 30 euro in più con un Isee fino a 15mila euro, importo che si riduce fino ad azzerarsi a quota 40mila euro di Isee.

La maggiorazione spetta per qualsiasi tipo di reddito: lavoro dipendente o assimilati, pensione, lavoro autonomo, reddito d’impresa.



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