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Sequestro dell’auto al proprietario trasportato in stato di ebbrezza

27 Agosto 2014
Sequestro dell’auto al proprietario trasportato in stato di ebbrezza

Se un ubriaco affida la guida della propria vettura a un’altra persona ubriaca la macchina viene confiscata lo stesso.

 

Mettiamo questa scena (purtroppo non rara): siete un gruppo di amici e avete trascorso la serata in discoteca. Tutti quanti avete bevuto troppo e in particolare tu, che sei anche il proprietario dell’automobile con cui viaggerete per tornare a casa. Allora decidete che, alla guida, debba andare chi ha consumato meno drink: il più lucido “in termini relativi”, visto che anche lui è comunque abbastanza brillo. Che succede se vi becca la polizia? Chi ne paga le conseguenze? Vi sembrerà strano, ma anche il proprietario dell’auto non dimenticherà quella serata.

In pratica, se siete seduti sul sedile passeggero della vostra automobile e avete alzato troppo il gomito rischiate comunque il sequestro della vettura, anche se alla guida c’è un’altra persona. È questo, almeno, l’interpretazione che, della legge, ne dà la Cassazione [1].

Non è corretto, dunque, ritenere che l’auto possa essere confiscata solo se alla guida vi sia il proprietario (ubriaco).

La Suprema corte, in sostanza, dà questa motivazione: la legge prevede che la confisca non possa essere effettuata solamente se il proprietario dell’automobile è persona estranea al reato (in questo caso, la guida in stato di ubriachezza). Al contrario, se il proprietario della vettura affida la guida del proprio mezzo a un’altra persona che lui sa essere ubriaca, non può certo considerarsi estraneo ai fatti, visto che è presente sul mezzo e con gli stessi sintomi di ubriachezza del guidatore. Egli, in pratica, è consapevole di aver dato le chiavi del mezzo a un’altra persona in stato di ebbrezza. E, dunque, di ciò ne paga le conseguenze.

Sulla delicata materia della guida in stato di ebbrezza, la Corte di cassazione segue quindi la linea dura.

Il problema dell’abuso di alcool da parte di chi guida è da anni giustamente al centro di campagne di prevenzione, volte a prevenire gli incidenti e i morti che ogni anno si contano numerosi sulle strade. Accogliamo quindi con favore questo orientamento estensivo della Corte di cassazione, che punisce il proprietario di un’automobile anche quando non è lui stesso (ubriaco) alla guida del mezzo, ma è comunque presente sulla macchina guidata da un’altra persona ubriaca.

L’obiettivo della legge è infatti quello di togliere una potenziale fonte di pericolo, cioè l’automobile, dalle mani di una persona non idonea a guidarla o comunque (a dir poco) incauta nell’affidarla a un’altra persona non idonea alla guida.

In breve: non bisogna mai mettersi in auto dopo aver alzato il gomito né tantomeno sperare di farla franca solo perché si affida la vettura a un altro ubriaco.


note

[1] Cass. sent. n. 34687 del 24.09.2014.


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