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Articolo 70 Costituzione: spiegazione e commento

15 Febbraio 2022
Articolo 70 Costituzione: spiegazione e commento

Cosa dice e cosa significa l’art. 70 sul potere legislativo del Parlamento e sulla formazione delle norme su cui si regge il nostro sistema democratico.

La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere.

Il potere legislativo delegato al Parlamento

L’articolo 70 apre la sezione II della Costituzione, dedicata alla formazione delle leggi, cioè al cuore dell’attività del Parlamento. Questa norma, infatti, stabilisce che la funzione legislativa viene esercitata dalle Camere «collettivamente», il che significa che una legge non può entrare in vigore se è stata approvata solo dai deputati o solo dai senatori: ci vuole il consenso di entrambi per presentarla al presidente della Repubblica affinché apponga la sua firma e possa essere promulgata, cioè acquisisca piena efficacia.

Si tratta di un concetto tutt’altro che scontato, perché rappresenta niente meno che la sovranità del popolo. Lo dice il lessico stesso usato per scrivere l’articolo 70. I padri costituenti non hanno scelto a caso le parole per stabilire che le Camere, collettivamente, esercitano «la funzione legislativa» e non «il potere legislativo».

È vero che, nel linguaggio comune, si usa dire che la democrazia costituzionale prevede la divisione di tre poteri, cioè quello legislativo, quello esecutivo e quello giudiziario. Ma proprio perché la nostra è una democrazia costituzionale, è altrettanto vero che il potere appartiene al popolo e solo al popolo, il quale lo esercita delegando la parte attuativa. Così, è più corretto – come del resto fa l’articolo 70 della Costituzione – parlare di «funzione legislativa» nelle mani del Parlamento, il quale esercita il potere legislativo per conto del suo legittimo proprietario, cioè per conto del popolo.

Lo stesso, quindi, si può dire della funzione esecutiva, svolta dal Governo per conto dei cittadini, e della funzione giudiziaria, attuata dalla magistratura «nel nome del popolo italiano».

Alle Camere, quindi, il compito di fare e di approvare le leggi dello Stato e di garantire la legittimità dell’operato del Governo approvando o respingendo le iniziative proposte dall’Esecutivo.

Il lavoro collettivo delle Camere

L’articolo 70 della Costituzione non solo prevede che la funzione legislativa venga svolta dal Parlamento ma chiede che se ne occupino le due Camere «collettivamente», pur mantenendo ciascuna la propria autonomia.

Basta quell’avverbio, «collettivamente» a ribadire un principio già espresso dalla Costituzione in articoli precedenti: quello del bicameralismo perfetto. Un sistema secondo il quale una legge può essere promulgata solo se deputati e senatori hanno approvato lo stesso testo in successione, vale a dire prima una Camera e poi l’altra. In questo modo, viene rispettata l’unicità del Parlamento nel rispetto dell’autonomia e dell’indipendenza di due rami che appartengono allo stesso albero.

La procedura prevede che, quando viene presentato un disegno di legge, l’iter per il suo esame e la sua eventuale approvazione abbia inizio nella Camera in cui è stato presentato. Ne discuterà la commissione competente e, nel caso ottenga qui il via libera, passerà all’Aula per il voto. In caso di approvazione, il testo approderà nell’altra Camera dove farà gli stessi passaggi. Se non viene modificato e supera l’esame dell’Aula, diventerà legge in via definitiva ed entrerà in vigore una volta pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Lo scopo innovativo delle leggi

Scrivere ed approvare una legge è lo scopo principale dei parlamentari. Si potrebbe banalmente dire che sono pagati (tutto sommato abbastanza bene) per fare proprio quello: rinnovare l’ordinamento giuridico.

La natura innovativa di una legge è proprio quella di «aggiornare» l’ordinamento seguendo l’evoluzione sociale del Paese. Alcune norme entrate in vigore diversi decenni fa resistono ancora: basti pensare al Regio decreto del 1925 sull’assegnazione dei voti a scuola che – dice il testo ormai centenario – deve avvenire «su proposta dei singoli professori, in base ad un giudizio brevemente motivato, desunto da un congruo numero di interrogazioni e di esercizi scritti, grafici o pratici fatti in casa o a scuola, corretti e classificati durante il trimestre o durante l’ultimo periodo delle lezioni».

Altre leggi sono state superate dai cambiamenti sociali ed economici, da usi e costumi che richiedevano una svolta: si pensi alla legge sul divorzio del 1970, alla riforma del diritto di famiglia del 1975, alla legge che ha abolito nel 1981 il delitto d’onore ed il matrimonio riparatore, a quella che nel 2010 ha introdotto la parità sul lavoro (almeno in teoria).

Il Parlamento è chiamato ad esercitare la funzione legislativa, a lui delegata dall’articolo 70 della Costituzione, proprio in quest’ottica di rinnovare l’ordinamento di pari passo con i cambiamenti sociali più profondi.

Non bisogna dimenticare che i cittadini sono tenuti a rispettare le leggi approvate dalle Camere ma anche da altre istituzioni a cui la Costituzione consente di emanare delle specifiche normative. Nello specifico:

  • i decreti-legge e i decreti legislativi del Governo (emanati sotto il controllo del Parlamento);
  • i decreti del presidente del Consiglio dei ministri (gli ormai noti dpcm);
  • le leggi regionali;
  • le ordinanze comunali.

C’è infine un ulteriore strumento, molto più vicino al popolo, in grado di produrre una legge: il referendum.


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