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Cosa rischia l’avvocato che non emette fattura?

11 Febbraio 2022
Cosa rischia l’avvocato che non emette fattura?

Omessa fatturazione: termini per emissione fattura, conseguenze fiscali e deontologiche per il legale che non emette il documento fiscale dopo aver ricevuto il pagamento.

Potrebbe ben succedere che un cliente insoddisfatto dell’operato del proprio avvocato decida di “vendicarsi” e di denunciare all’Agenzia delle Entrate il fatto che questi, pur avendo percepito diversi acconti, non abbia mai emesso una fattura. O che lo stesso ufficio delle imposte, rilevando bonifici sul conto corrente, si accorga dell’evasione del professionista. Cosa rischia l’avvocato che non emette fattura? Le conseguenze sono di due tipi: la prima di ordine fiscale, la seconda di tipo deontologico. Analizziamole qui di seguito.

Mancata emissione della fattura: conseguenze fiscali

L’emissione della fattura deve avvenire non appena il cliente paga il corrispettivo. È infatti da questo momento che lo Stato può esigere l’Iva. 

Il fatto di aver emesso comunque una fattura pro forma (anche detto “avviso di parcella”) non costituisce una giustificazione. 

Nel caso di versamento di acconti, il professionista deve emettere la fattura ogni volta che tali importi gli vengono erogati, per quanto parziali. Così, ad esempio, un avvocato che abbia chiesto un compenso di 2.000 euro, che riceva un acconto di 500 euro, dovrà emettere una fattura di 500 euro non appena riceve il denaro. La fattura per il saldo sarà poi emessa al momento dell’ultimo pagamento.

Si ricorda, solo per completezza, che l’avvocato ha tre anni dall’ultimazione della prestazione per chiedere il pagamento: dopo tale termine il suo credito cade in prescrizione.

Conseguenze fiscali dell’omessa fatturazione

L’omessa fatturazione costituisce un reato – quello di dichiarazione infedele – se l’importo evaso allo Stato supera, complessivamente (ossia sommando tutte le fatture non emesse dall’avvocato) 100mila euro in un anno e i redditi dichiari superano il 10% del totale (o comunque 2 milioni di euro). 

Al di sotto di questa soglia invece si rischia solo una sanzione amministrativa. Tale sanzione:

  • va dal 100% al 200% dell’imposta relativa al corrispettivo non fatturato o all’imponibile non registrato (con un minimo di 516 euro) nel caso di omessa fatturazione di operazioni imponibili;
  • va dal 5% al 10% del corrispettivo non fatturato (con un minimo di 516 euro) se si tratta di omessa fatturazione di operazioni non imponibili o esenti.

È possibile ridurre le sanzioni entro 1 anno dal pagamento attraverso l’istituto del ravvedimento operoso.

Denuncia anonima all’Agenzia delle Entrate o alla Guardia di Finanza

Il cliente che non abbia ricevuto la fattura da parte del proprio avvocato non può eseguire una denuncia anonima all’Agenzia. La segnalazione deve essere sempre firmata. In ogni caso, ciò non toglie che l’eventuale lettera non firmata possa spingere gli accertatori ad effettuare, d’ufficio, una verifica.

Conseguenze deontologiche dell’omessa fatturazione 

Gli articoli 16 e 29 del codice deontologico forense stabiliscono l’obbligo per l’avvocato di emettere la fattura in modo tempestivo e contestualmente al pagamento. Lo ha ricordato il Consiglio Nazionale Forense in una recente sentenza [1]. Pertanto, è legittima la sanzione disciplinare nei confronti dell’avvocato che non rilascia al cliente il documento fiscale nello stesso momento in cui riceve i soldi (nel caso di assegno bancario può attendere il buon fine del pagamento). Si va dalla censura a sanzioni più gravi in relazione alla gravità della condotta (tenuto conto anche dell’importo). 

La sanzione disciplinare scatta anche in caso di adempimento tardivo, che non risulta preso in considerazione dal codice deontologico, anche se effettuato sulla base di strumenti legislativi tipici eventualmente applicati, ad esempio il ravvedimento operoso.

Il ravvedimento operoso dell’avvocato mitiga non solo la sanzione fiscale (come abbiamo visto sopra) ma anche la sanzione disciplinare se non è portato a compimento attraverso un subdolo escamotage.

Come dimostrare di aver pagato in contanti l’avvocato?

Secondo il Cnf è possibile dimostrare di aver pagato in contanti l’avvocato anche attraverso le dichiarazioni di testimoni oculari che abbiano visto la materiale consegna del denaro al professionista [2]. 

Non ha alcun valore la dichiarazione del cliente.

Cosa ha stabilito il Cnf

Il Cnf ha stabilito che: «Giova evidenziare che l’avvocato ha l’obbligo, sanzionato dall’art. 16 e 29 codice deontologico (già art. 15 cod. prev.), di emettere fattura tempestivamente e contestualmente alla riscossione dei compensi, restando irrilevante l’eventuale adempimento tardivo, non preso in considerazione dal codice deontologico, quand’anche effettuato in virtù di strumenti legislativi tipici eventualmente applicati, quali il c.d. “ravvedimento operoso”, che avrebbe potuto mitigare la sanzione disciplinare (CNF, sentenza n. 186 del 9 ottobre 2020; Conf. CNF, sentenza n. 16 del 23 aprile 2019) ove mai non portato a compimento attraverso un subdolo escamotage».

In conseguenza della premessa il legale rischia, almeno, la sanzione della censura.

In precedente decisione, sentenza n. 81 del 28 aprile 2021, il C.N.F. aveva confermato la sanzione della sospensione per mesi 2 stabilendo che: «L’avvocato ha l’obbligo, sanzionato dagli artt. 16 e 29 codice deontologico (già art. 15 cod. prev.), di emettere fattura tempestivamente e contestualmente alla riscossione dei compensi, restando irrilevante l’eventuale ritardo nell’adempimento in parola, non preso in considerazione dal codice deontologico».


note

[1] CNF decisione n. 210/21.

[2] CNF decisione n. 148/18. I limiti ex articolo 2721 cod. civ. e seguenti, infatti, riguardano soltanto l’esistenza del contratto come fonte di obbligazioni fra le parti. Risulta invece ammissibile la prova testimoniale quando si tratta di accertare un fatto storico soltanto connesso al contratto, il quale non riguarda fatti che incidono sul rapporto e sulle obbligazioni connesse: l’unico obiettivo è verificare l’osservanza degli obblighi deontologici di emettere fattura per ogni pagamento ricevuto.

Autore immagine: depositphotos.com


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