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Spese per baby sitter dei figli: sono straordinarie e da rimborsare?

11 Febbraio 2022
Spese per baby sitter dei figli: sono straordinarie e da rimborsare?

La madre può pretendere la restituzione delle spese per la baby-sitter o deve prima trovare l’accordo con il padre dei figli?

Nei rapporti tra ex coniugi si pone spesso il problema del rimborso delle spese per la baby sitter dei figli sostenute dal coniuge collocatario (di norma, la madre). Più in particolare, ci si chiede se tali esborsi possano essere considerati spese straordinarie (come tali da rimborsare) o ordinarie (e come tali non dovute in quanto coperte dall’assegno di mantenimento). 

La questione in realtà non ha una definizione certa: tutto dipende sia dal contenuto della sentenza che ha deciso i termini della separazione o del divorzio, sia dal protocollo del tribunale a cui tale sentenza si sia richiamata. Ci spieghiamo meglio. 

L’assegno di mantenimento e le spese straordinarie

Come noto, quando una coppia si separa (sia essa sposata o convivente), in assenza di accordo tra i genitori, il giudice determina l’ammontare di un assegno che il genitore non convivente con il figlio dovrà versare mensilmente all’altro al fine di partecipare a tutte le spese occorrenti per la gestione ordinaria della prole. È il cosiddetto «assegno di mantenimento».

A quest’obbligo poi se ne aggiunge un altro: quello di partecipare alle cosiddette spese straordinarie, quelle cioè imprevedibili e che pertanto non possono essere quantificate in anticipo, ma che comunque si rendono necessarie o opportune per la crescita, educazione, studio o formazione dei figli. Vi rientrano ad esempio le spese mediche, i viaggi scolastici, l’iscrizione a scuole private, ecc.

Alcune spese straordinarie, in quanto necessarie, possono essere sostenute direttamente dal genitore convivente con i figli (il cosiddetto genitore «collocatario») che, presentando poi il conto all’altro (con i relativi documenti giustificativi) avrà diritto al rimborso. Altre spese straordinarie, in quanto opportune ma non necessarie, devono prima essere concordate tra i due coniugi (e, in assenza di accordo, sarà il giudice a decidere). Sicché, il genitore che affronti queste ultime senza prima aver consultato l’altro, non potrà poi chiederne il rimborso.

Le spese di baby sitter sono spese straordinarie?

La prima fonte per capire quali sono le spese ordinarie per i figli, a cui pertanto il coniuge collocatario debba fare fronte senza possibilità di chiedere rimborsi (in quanto già coperte dell’assegno di mantenimento), è la sentenza del tribunale di separazione o divorzio. Ma quest’ultima non può sempre prevedere ogni singola esigenza della vita quotidiana. Sicché molti tribunali hanno redatto delle apposite tabelle, i cosiddetti protocolli famiglia. Queste indicano quali spese si considerano straordinarie e quali ordinarie. 

Ad esempio, secondo il protocollo del tribunale di Roma, di Pistoia e di Monza, le spese di doposcuola e baby-sitter sono da considerarsi ordinarie e perciò non rimborsabili. Secondo il tribunale di Bari sono spese ordinarie solo a condizione che i genitori lavorino entrambi.

Secondo invece il protocollo del tribunale di Genova, Bergamo, Milano, Padova, Varese, Verona e di Palermo, le spese per baby-sitter sono straordinarie e da concordare di volta in volta, sia alla necessità della stessa che all’entità delle ore.

Secondo il Consiglio nazionale forense (Cnf), le spese per babysitter, se già presenti nell’organizzazione familiare prima della separazione, devono considerarsi ordinarie in quanto il genitore che si avvale della collaboratrice può, nel frattempo, dedicarsi all’attività lavorativa. Se fossero straordinarie, questi ne trarrebbe un duplice guadagno (il reddito e il sostegno dell’ex).

Sono da considerarsi invece straordinarie – e quindi da rimborsare su accordo – se l’esigenza nasce con la separazione e deve coprire l’orario di lavoro del genitore che li utilizza (così almeno per i protocolli del tribunale di Roma, Pistoia, Varese).

Sempre secondo il Cnf le spese di babysitteraggio sono ordinarie se conseguenti al nuovo assetto determinato dalla cessazione della convivenza, a condizione che si tratti di spesa sostenibile.

Spese baby-sitter: Cassazione

Una recente sentenza della Cassazione [1] ha stabilito che l’ex marito non può contestare il credito dell’ex moglie relativo alle spese per la baby sitter, definito con provvedimento presidenziale fondato sul Protocollo Famiglia adottato dal tribunale. Le spese per la baby sitter sono prive di qualsiasi carattere di straordinarietà se agevolmente rappresentate in quanto certe e prevedibili nel loro ordinario ripetersi. E non basta che l’ex marito, di fronte al precetto che liquida il credito all’ex moglie, faccia rilevare le proprie contrarietà sulla durata oraria del babysitteraggio e sull’entità delle indennità riconosciute per il servizio svolto. Contestazioni che non rendono indefinito e incerto il rimborso liquidato. 

Spese baby-sitter: schema

Baby sitter e sistemazione prima o dopo scuola
prescuola, doposcuola e babysitter:a) se già presenti nell’organizzazione familiare prima della separazione

b) se l’esigenza nasce con la separazione e deve coprire l’orario di lavoro del genitore che li utilizza

c) se conseguenti al nuovo assetto determinato dalla cessazione della convivenza, a condizione che si tratti di spesa sostenibile

a)
– ORD (Linee guida CNF, Prot. Pistoia, Prot. Roma)
– STRA [accordo] (Prot. Palermo)
b)
– STRA [accordo] (Prot. Roma, Prot. Pistoia, Prot. Varese)
– STRA [no accordo] (Prot. Torino se necessitati per da esigenze lavorative del genitore collocatario)
c) ORD (Linee guida CNF)
prescuola e doposcuola se necessitati da esigenze lavorative del genitore collocatarioSTRA [no accordo] (Prot. Alessandria, Prot. Napoli)
spese di custodia (baby sitter)– STRA [accordo] (Prot. Bergamo, Prot. Milano, Prot. Padova, Prot. Varese, Prot. Verona)
– ORD (Prot. Bari)
spese di custodia (baby sitter) in caso di malattia dei figli o del genitore collocatario in mancanza di strutture gratuite o della disponibilità dell’altro genitore o di parenti disponibili– STRA [no accordo] (Prot. Vicenza)
– STRA [accordo] (Prot. Firenze)
spese di custodia dei minori (baby sitter) se rese necessarie per impegni lavorativi di entrambi i genitori, in caso di malattia della prole al di sotto dei 12 anni e/o del genitore affidatario, in mancanza di alternative gratuite (ad es. strutture pubbliche/scolastiche, genitore non affidatario, parenti disponibili)– STRA (Prot. Pistoia, Prot. Pordenone, Prot. Sondrio)
– STRA [no accordo] (Prot. Bologna)
spese di custodia dei minori (baby sitter) se rese necessarie per impegni lavorativi di entrambi i genitori, in caso di malattia dei minori– STRA [accordo] (Prot. Alessandria anche in caso di malattia del genitore, Prot. Napoli anche in caso di malattia del genitore, Prot. Pavia)
gruppo estivo comunale e/o parrocchiale, tempo prolungato, prescuola e doposcuola o in mancanza baby sitter, solo se resi necessari dalle esigenze lavorative di entrambi i genitoriSTRA [no accordo] (Prot. Lecco), fuori delle ipotesi specificate le spese di baby sitter sono STRA [accordo]

note

[1] Cass. sent. n. 4388/2022.


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