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Senso unico alternato con semaforo: come funziona?

14 Febbraio 2022 | Autore:
Senso unico alternato con semaforo: come funziona?

Come va regolato il traffico nelle strettoie e restringimenti di carreggiata causati dai cantieri; qual è la responsabilità dell’ente proprietario della strada.

Lavori in corso, restringimenti di carreggiata, cantieri aperti: sono parecchi i casi in cui la viabilità è ostruita, e per canalizzare il traffico si ricorre a un semaforo temporaneo e provvisorio. Come funziona il senso unico alternato con semaforo? In apparenza è semplice: si passa a turno, quando scatta il verde dal proprio lato, e chi trova il rosso deve fermarsi.

Questa è la regola, ma tutti sanno che nella realtà le cose non funzionano così. C’è chi fa il furbo e passa quando il semaforo è già diventato rosso, pensando di farcela a passare la strettoia prima che la luce diventi verde dall’altra parte (la sincronizzazione non è immediata, proprio per consentire il deflusso, specialmente nei tratti lunghi). Ma c’è anche chi abita o lavora in un tratto intermedio e si immette sulla strada senza possibilità di vedere il semaforo, che è posizionato prima o dopo. Così i veicoli che passano col verde potrebbero trovarsi la strada ostacolata da questi mezzi che provengono dalle vie laterali. E allora ci si blocca, perché la corsia non è larga per consentire il passaggio ad entrambi.

Se poi succede un incidente, con uno scontro frontale o laterale tra due veicoli che arrivano da direzioni opposte, bisogna stabilire chi ha ragione e chi ha torto; e questo non è facile, perché ciascuno dei conducenti coinvolti dirà di essere passato con il verde. Quindi, si pone in termini ancora più drammatici la domanda: come funziona il senso unico alternato con semaforo? Vediamo.

Semaforo temporaneo: dove si trova?

Il semaforo temporaneo, o provvisorio, è un segnale di arresto che può trovarsi su qualsiasi tipo di strada urbana o extraurbana. Viene utilizzato per regolare il traffico in presenza di cantieri che causano restringimenti della carreggiata o di strettoie dovute a vari motivi, come una frana che ha abbattuto parte della strada. Se il semaforo provvisorio si trova fuori dai centri abitati deve essere preavvisato con l’apposito cartello triangolare, collocato in anticipo, per consentire ai conducenti di moderare la velocità.

Semaforo temporaneo: regole di funzionamento

Il semaforo temporaneo funziona come quelli tradizionali e segna la classica luce verde o rossa: deve essere rispettato dai conducenti, proprio come i classici semafori fissi.

L’art. 21 del Codice della strada vieta di «eseguire opere o depositi e aprire cantieri stradali, anche temporanei, sulle strade e loro pertinenze, nonché sulle relative fasce di rispetto e sulle aree di visibilità» senza aver ottenuto prima l’autorizzazione dell’ente proprietario della strada.

Quando si ottiene l’autorizzazione, il cantiere va segnalato, la viabilità va regolamentata e – se la larghezza della strettoia è inferiore a 5,60 metri – occorre istituire il senso unico alternato.

In questi casi (a meno che non si ricorra ai «movieri», gli addetti posti all’estremità della strettoia e dotati di paletta per far passare i veicoli), va collocato il semaforo provvisorio, che deve essere conforme alle previsioni normative appositamente stabilite per «strettoie e sensi unici alternati» [1]:

  • servono due semafori (comandati a mano dagli operai di cantiere o predisposti per il funzionamento automatico), ciascuno dei quali va collocato all’inizio del restringimento della carreggiata per chi percorre quel senso di marcia;
  • il semaforo temporaneo va posizionato sul lato destro, all’altezza della striscia di arresto temporanea (se ci sono più file, il semaforo va ripetuto a sinistra);
  • se il ciclo è a tempo fisso, il rosso non deve durare più di 2 secondi «salvo caso eccezionali di strettoie di grande lunghezza», che in realtà sono molto frequenti, sicché il tempo del rosso si protrae;
  • l’ente proprietario della strada ha la facoltà di stabilire o modificare la durata delle fasi di rosso/verde «in relazione alle situazioni di traffico» che, evidentemente, possono variare a seconda delle ore del giorno e dei momenti.

Regole di precedenza nei sensi unici alternati

Cosa deve fare chi si immette nella strettoia da una via laterale, o da un passo carrabile, e dunque non ha modo di controllare quale luce segna uno dei due semafori posti agli estremi del restringimento? In questi casi, può essere di aiuto la norma del Regolamento di attuazione del Codice della strada [1] che prevede il segnale di dare precedenza nei sensi unici alternati: «deve essere usato all’inizio delle strettoie permanenti o temporanee nelle quali, per le limitate dimensioni delle corsie e tenuto conto dell’andamento planimetrico della strada, nonché del tipo e delle dimensioni dei veicoli ai quali è consentito il transito, si rende necessario stabilire il senso unico di marcia alternato».

Questo segnale – stabilisce il Regolamento – «prescrive all’utente di dare la precedenza alla corrente di traffico proveniente in senso inverso». Può anche esserci il segnale opposto, e cioè quello che attribuisce il diritto di precedenza nel senso unico alternato: esso «dà la priorità a quel senso di circolazione che è meno intralciato dai lavori».

Queste regole, ovviamente, presuppongono che il segnale ci sia e sia stato collocato a cura dell’ente proprietario della strada nel tratto interessato dai lavori. A volte però il segnale di dare precedenza non basta e allora il Regolamento dispone che «nelle strettoie con il senso unico alternato ed i cui imbocchi non sono visibili uno dall’altro o che distino più di 50 metri, si deve porre in opera un impianto semaforico funzionante per l’intera giornata». Non solo: la norma prosegue dicendo che «qualora le condizioni del traffico lo richiedano, ovvero quando il senso unico alternato sia attivato per un tempo determinato, in luogo del semaforo può essere disposto un servizio di segnalamento manuale mediante personale a ciò delegato dell’ente proprietario della strada».

Quindi, se occorre in base alla lunghezza del restringimento e alle possibili intersezioni laterali, bisogna prevedere questo triplice sistema: i cartelli di precedenza, i semafori temporanei e il personale umano. C’è anche un’altra alternativa: ripetere i semafori provvisori dove servono. L’art. 161 del Regolamento di attuazione del Codice della strada prevede che: «Le lanterne semaforiche veicolari possono essere ripetute frontalmente all’uscita dell’area di intersezione, per migliorare la visibilità delle segnalazioni semaforiche, purché ciò non ingeneri confusione alle correnti di traffico veicolare non interessate a tali segnalazioni».

In concreto, quindi, deve essere l’ente proprietario della strada a prevedere e disciplinare queste situazioni, disponendo i segnali e/o i semafori del caso ed eventualmente accompagnando questi dispositivi con la presenza fisica di vigili o operai autorizzati, specialmente in prossimità delle intersezioni ed incroci più sensibili, che il solo semaforo temporaneo distante, posto a monte o a valle, non può regolare. Certo è che un aspetto così delicato della circolazione stradale non può essere lasciato al caso o alle iniziative autonome degli automobilisti che percorrono i tratti di strada interessati da strettoie e restringimenti più o meno temporanei, ma va pianificato dai responsabili del tratto di strada, che, come vedremo ora, hanno responsabilità giuridiche in caso di omissione.

Sinistro in senso unico alternato: responsabilità

Le regole di circolazione stradale che abbiamo esposto per i sensi unici alternati servono anche a stabilire la responsabilità in caso di sinistro stradale avvenuto in questi tratti. Ma – al di là dei casi di colpa evidente degli automobilisti coinvolti nell’incidente – se l’ente proprietario della strada non provvede ad adottare tutte le misure di cautela e di prevenzione necessarie a prevenire le situazioni di pericolo può essere ritenuto responsabile per i danni provocati a persone o cose da un sinistro stradale avvenuto in una strettoia o restringimento non segnalato o comunque non presidiato dai dispositivi che ti abbiamo descritto, a partire dal semaforo temporaneo.

In proposito una recente sentenza della Corte di Cassazione [2] afferma che l’esecuzione di lavori sulle strade pubbliche è da considerarsi «attività pericolosa» ai sensi dell’art. 2050 del Codice civile: ciò comporta che i danni subiti dagli utenti della strada «a causa e nello svolgimento dell’attività stessa» vengono presuntivamente imputati all’ente proprietario, a meno che esso non dimostri di aver adottato «tutte le misure idonee ad evitare il danno».

Ma la Suprema Corte sottolinea che questa facoltà di scelta discrezionale «non investe però quelle misure preventive che già la legge impone di adottare, ma è relativa solo a quelle aggiuntive che la situazione del caso concreto e/o i progressi della tecnica consigliano, sicché deve ritenersi non superata la presunzione di responsabilità da parte dell’esercente predetto che abbia adottato misure diverse da quelle prescritte da norme legislative (o regolamentari), senza che vi sia alcuna possibilità, in tal caso, di valutarne l’idoneità».

Quindi, le regole che abbiamo illustrato per presidiare i sensi unici alternati mettendoli in condizioni di sicurezza per gli automobilisti che percorrono quei tratti di strada possono essere integrate e adattate alla situazione concreta, ma mai derogate, altrimenti se si verifica un incidente l’ente proprietario è tenuto a risarcire i danni.


note

[1] Art. 42 D.P.R. n. 495 del 16.12.1992 (Regolamento di esecuzione e di attuazione del Nuovo Codice della Strada).

[2] Cass. sent. n. 13579 del 21.05.2019.

Autore immagine: canva.com/


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