Diritto e Fisco | Articoli

Come risparmiare nei consumi: acquisti al negozio e su internet

28 Agosto 2014
Come risparmiare nei consumi: acquisti al negozio e su internet

Crescono le alternative per la spesa conveniente all’insegna della qualità: discount, app, coupon, GAS (gruppi di acquisto solidale).

L’inflazione, la pressione fiscale, la crisi economica e l’incertezza sul futuro hanno portato gli italiani a risparmiare ormai su tutto. I dati, del resto, parlano chiaro: la spesa media mensile delle famiglie è scesa al livello più basso degli ultimi dieci anni: 2.359 euro nel 2013 (-2,5% rispetto al 2012) – è il dato certificato dall’Istat – quando nel 2004 arrivava a 2.389.

Come sempre succede in questi casi, a diminuire sono innanzitutto le spese per beni voluttuari come abbigliamento e calzature, tempo libero e cultura. Resta invece più o meno stabile la domanda per gli alimentari, che vedono però una contrazione alla voce “carne” e un aumento della quota delle famiglie che ha ridotto la qualità o la quantità dei generi alimentari acquistati.

Ma, al di là dello “svuotamento del carrello”, gli interventi di spending review domestica si sono tradotti in una modifica dei comportamenti. Il consumatore ha imparato a sperimentare nuovi modelli: si rivolge con più frequenza al canale dell’hard discount, non disdegna le più economiche marche private, sperimenta gli acquisti di gruppo o i servizi in condivisione, si destreggia tra sconti e promozioni, approfondisce la conoscenza di internet per fare confronti e individuare il prezzo migliore, diventando sempre più tecnologico e connesso anche in mobilità. Pazientemente, poi, attende i saldi per rinnovare l’abbigliamento o concedersi qualche extra spesa e include uno stop all’outlet al ritorno dalle vacanze.

In questa pagina ecco quindi alcune delle principali modalità esistenti per impostare una spending review che non significhi solo rinunce o tagli alla qualità e alla quantità dei beni acquistati. A partire dalla spesa intelligente nei punti vendita tradizionali della grande distribuzione. Poi ci sono le nuove tecnologie applicate allo shopping, ossia i voucher digitali (accanto ai buoni tradizionali che comunque resistono), i gruppi di acquisto solidale, formula che coniuga convenienza, sostenibilità ambientale e pianificazione. Per arrivare agli spacci aziendali, agli outlet e ai più recenti shopping club (offrono ai soci beni provenienti da cambi merce pubblicitari, campagne e ricollocazione di eccessi di produzione). Tutte alternative per una shopping experience multicanale e conveniente.

Cos’è la pressione promozionale

È l’incidenza delle vendite promozionali sul totale delle vendite. In altre parole, sono i prodotti “spinti” da sconti o bonus. Nel 2013 la pressione promozionale è arrivata al 27%. Negli ultimi anni, l’industria di marca e la grande distribuzione (Gdo) l’hanno usata per contrastare il calo di domanda e ridurre il divario di prezzo rispetto alle private label (marchi “alternativi) o ai prodotti unbranded (senza marchio) dei discount

GRANDI CATENE

«Infedeltà» e confronti per alleggerire lo scontrino

La ricerca della convenienza ha cambiato la mappa mentale degli italiani e il loro rapporto con i punti vendita. Certo, oggi la scelta di dove fare la spesa è più ampia che mai: dai minimarket agli ipermercati, passando per discount, mercati e superstore, non c’è che l’imbarazzo della scelta. A fare da “navigatore” in questo percorso è spesso il volantino promozionale, consultato dall’87% degli italiani (fonte Iri) che oggi non lo cercano più solo nella cassetta della posta ma anche online, sui siti delle catene distributive o sui portali specializzati in promozioni.

La partita del prezzo più basso si gioca a colpi di ribassi, tagli prezzo, “3×2” e sottocosto. E i consumatori hanno ormai capito che la fidelizzazione a un punto vendita conviene sino a un certo punto, e che rincorrere le offerte, benché faticoso, è il modo migliore per pagare i prezzi più bassi. Tanto che in super, ipermercati e discount crescono praticamente solo le vendite in promozione, arrivate a una pressione superiore al 30% (fonte Nielsen).

Il rinvio delle spese non necessarie, la rinuncia allo stoccaggio domestico dei prodotti, la riduzione degli sprechi e l’eliminazione del superfluo hanno alleggerito il carrello della spesa. Penalizzando soprattutto gli ipermercati, per decenni il canale più conveniente: oggi, considerati anche costo del carburante e tempo necessario, stanno perdendo terreno a favore di altri tipi di negozi. Soprattutto il discount, dove ora si trovano prodotti di marca, area del fresco, reparti self service (come la panetteria), orari più comodi ma sempre un forte focus sulla convenienza. «Paradossalmente oggi il discount è la miglior scelta per chi cerca i prodotti delle marche leader che qui costano il 50-60% in meno rispetto a super o ipermercati – spiega Marco Bulfon, coordinatore delle inchieste di Altroconsumo che sta lavorando all’annuale graduatoria dei punti vendita più convenienti d’Italia – Invece sui prodotti unbranded c’è più concorrenza e da quando la Gdo ha ampliato l’offerta di primi prezzi e creato al suo interno le aree discount la forbice di prezzo con il discount si è accorciata».

Ma, quando devono comprare frutta e pesce, salumi e formaggi, carne e verdura, molti italiani preferiscono rifornirsi al mercato rionale, «che resta molto competitivo sui prezzi degli alimenti freschi. Non altrettanto convenienti sembrano i mercatini a km zero e i farmer’s market» afferma Bulfon.

Da qualche tempo, nella competizione sulla convenienza è sbucato un concorrente inatteso: le botteghe etniche. In base a una ricerca Censis/Cei quasi 1 italiano su 4 le preferisce alla Gdo e ci compra regolarmente prodotti alimentari, frutta e verdura. La ragione? I prezzi competitivi, la possibilità di trovare alimenti particolari, la comodità di orari e ubicazione.

COUPON

Con il buono via internet la promozione non sfugge

Risparmiare da 50 fino a 100 euro al mese sulla spesa, dalla pasta ai detersivi: è la promessa degli e-coupon, i buoni sconto disponibili sul web da presentare al supermercato. A proporli – gratuitamente – sono numerosi siti specializzati, (come www.scontomaggio.com, dimmicosacerchi.it, www.solocoupon.com) che ne offrono un’ampia serie. Individuati quelli più interessanti, non resta che stamparli (con il codice a barre leggibile) e presentarli alla cassa quando si va a fare la spesa. Stesso meccanismo per i codici sconto, da usare per gli acquisti sul web, e che si trovano su siti specializzati, come codicesconto.com o coupongratuiti.com. L’offerta si fa sempre più ampia e conveniente tanto da aver coinvolto anche aziende di marca e catene commerciali, che li propongono sui loro siti. E c’è chi, come Esselunga, permette persino di scegliere su quali prodotti usarli.

A volte, però, dietro questi sistemi si nascondono delle trappole per gli acquirenti: in proposito rinviamo all’articolo “Groupon: ritardi e truffe. Come difendersi”.

Spesso non occorre navigare su internet, perché sono le stesse promozioni a raggiungerci tramite e-mail o i social network. Ad esempio, sulla bacheca facebook di Auchan ci sono le offerte del giorno e i buoni sconto da spendere negli ipermercati mentre Carrefour ha scelto Twitter per segnalare le sue promozioni dell’ultimo minuto. Utile anche il servizio «shopping@alert» di Doveconviene.it che segnala in modo automatico, con e-mail personalizzate, le nuove promozioni relative all’insegna o al particolare prodotto che si vuole tenere d’occhio.

Del resto il risparmio passa sempre più attraverso lo smartphone: il 47% di chi ne possiede uno ha già usato i coupon ricevuti sul cellulare (fonte Osservatorio Mobile& Marketing). Merito anche delle numerose applicazioni disponibili sugli store di Apple e Google (in genere gratuite) che aiutano a prendere al volo le offerte più convenienti del momento. È il caso delle app che raggruppano promozioni e coupon (come Xonti), di quelle che mettono a disposizione i volantini dei supermercati vicino casa (come Promoqui) e di quelle che tramutano la spesa in crediti spendibili sui principali siti di social shopping o in ricariche telefoniche e buoni benzina (come «Pazzi per le Offerte» di Klikkapromo.it). In effetti tutti i siti comparatori di prezzi e offerte relativi ai prodotti di largo consumo hanno realizzato le loro app, per seguire i “cacciatori di offerte”.

Ad esempio, quella di Risparmiosuper.it trasforma lo smartphone in uno scanner: accostandolo al codice a barre del prodotto, l’app mostra il prezzo a cui viene venduto negli altri negozi dei dintorni. Potenza della geolocalizzazione, che sta aprendo nuove frontiere anche nel mondo del social shopping, che ormai dai viaggi, dai servizi estetici o dalle cene al ristorante, si è esteso anche a farmacie, botteghe di specialità ed enoteche. E se Groupalia ha realizzato un’applicazione che elenca i deals disponibili in zona e che permette di acquistarli al volo, l’app di Youppit.it funge da vero e proprio “deals aggregator” e riunisce tutte le opportunità di shopping a prezzo scontato che ci circondano.

I GAS: Gruppi di acquisto solidale

Su fornitori, prezzi e ritiri la scelta si fa in gruppo

È prima di tutto una scelta “etica” e salutistica, ma anche la ricerca del risparmio ha la sua importanza: il 48% di chi partecipa a uno dei quasi 2mila Gruppi di acquisto solidale (Gas) esistenti in Italia lo fa per spendere meno. In effetti, chi predilige alimenti freschi o biologici, diventando un “gasista”, può risparmiare dal 10-20% rispetto a quanto spenderebbe in negozio. Entrare nel circuito dei Gas non è come far la spesa in base all’istinto del momento: i partecipanti ai Gas uniscono le forze in nome di uno shopping sociale ed etico.

Insieme si danno regole condivise, scelgono i produttori (soprattutto piccoli e locali), stringono relazioni di fiducia con i fornitori a cui garantiscono prezzi equi e gestiscono ritiri e consegne delle merci ordinate. Un modo concreto per realizzare un’altra economia e garantirsi prodotti a filiera corta, di stagione, realizzati da produttori selezionati e controllati, spesso recuperando varietà antiche e tradizionali, difficili da trovare nei normali circuiti distributivi, spesso prodotti espressamente per i singoli Gas su disciplinari condivisi.

Un altro filone “storico” dei Gas è quello dei prodotti per neonati, acquistati all’estero e pagati fino al 30% meno che in Italia (si veda il Gas Lattemiele, www.movimentoconsumatorimilano.it). In questi primi 20 anni di attività in Italia (il primo Gas è sorto nel 1994) il carrello della spesa si è arricchito con detergenti, capi di abbigliamento e scarpe. E di recente con l’energia elettrica (www.co-energia.org) o con luce e gas, permettendo a un utente di risparmiare in bolletta 135 euro l’anno (www.abbassalabolletta.it).

OUTLET

Tra villaggi, spacci e club affari scontati e assortimento

Maglioni, scarpe e borsette: per rinnovare il guardaroba all’insegna dello shopping intelligente – e senza ricorrere al web – ci sono tante possibilità. La prima si chiama filiera corta: ossia andare a monte, dai produttori, acquistando negli spacci aziendali o nei factory store, che sono sempre più numerosi e che cominciano anche a fare rete, come accade ai calzaturieri delle Marche (www. www.in-outlet.it). Le formule sono diverse: alcune aziende non vendono le nuove collezioni ma solo quelle precedenti, altre le propongono ma allo stesso prezzo praticato nei negozi. Quasi tutte, invece, hanno anche un’area discount, con merce di fine serie o difettata, proposta a prezzi bassi. Quindi, è bene verificare le condizioni applicate, la qualità delle merci e gli sconti praticati.

Avvertenze che valgono anche per gli outlet village. Dopo la recente apertura di Shopinn vicino a La Spezia (www.shopinnbrugnato5terre.it) e quella annunciata di The Castle nei dintorni di Firenze, sono oltre una trentina le cittadelle dello shopping di lusso a prezzi scontati sorte in tutta Italia. Gli italiani ormai le frequentano con assiduità, anche perché offrono una shopping experience unica fatta di grandi brand scontati del 30-70%, servizi di intrattenimento ed eventi, come concerti e chef cooking. Per “sfruttarle” al meglio è preferibile andarci durante la settimana, verificare la possibilità di usufruire di sconti aggiuntivi (riservati, ad esempio, ai titolari di alcune fidelity card) e approfittare delle vendite speciali o dei saldi, quando i prezzi scendono ulteriormente.

Un altro interessante circuito è quello degli “shopping club“, i negozi dove confluiscono i prodotti provenienti dai cambi merce pubblicitari e dalle campagne promozionali (come www.bdmretail.com e www.mix-srl.it). Vini e spumanti, valigie e cosmetici, abiti e casalinghi, mobili e tecnologia, giocattoli, profumi: qui si trovano i prodotti pubblicizzati sui mass media ma con prezzi inferiori dal 40% al 70% rispetto a quelli ufficiali. E poiché di solito si tratta di prodotti di grandi marche e delle collezioni di stagione il risparmio è significativo. Gli shopping club sono però aperti solo ai “soci”, dotati di una tessera, nominale e gratuita emessa dal negoziante. In genere questa card è rilasciata ai dipendenti, ai collaboratori e a titolari delle imprese, dei cral convenzionati con il negozio (a costo zero) o a chi possiede una partita Iva.

Ok al cambio o al rimborso per il prodotto difettoso

Ho acquistato un vestito in un outlet, ma la taglia è sbagliata. Posso chiedre al venditore un cambio?

Per legge, le modalità e la possibilità stessa di concedere il cambio a causa della taglia sbagliata sono a discrezione del commerciante. Spesso, però, i consumatori confondono questa eventualità con il diritto alla garanzia. Quest’ultima vale per due anni dall’acquisto, in qualsiasi punto vendita si acquisti la merce, ma scatta solo se il capo presenta un difetto di fabbricazione. In questo caso, occorre denunciare il vizio entro 60 giorni dall’acquisto, presentandosi con lo scontrino fiscale (o una fotocopia). Il commerciante è tenuto a sostituire la merce, a farla riparare senza costi per il cliente o, se ciò non è possibile, a rimborsare il prezzo. Ma le regole cambiano se il prodotto è stato scelto online o ordinati al telefono o fuori dai locali commerciali (in un hotel, ad esempio, o una fiera), senza la possibilità di visionarlo prima. Qui entra il gioco il diritto di recesso (da esercitare entro 14 giorni dalla consegna, si veda la «Guida famiglia» del 19 agosto) che dà la facoltà di rispedire la merce al mittente e ottenere il rimborso dei soldi.

Nel periodo dei saldi le opportunità si ampliano

Durante i saldi, conviene ancora comprare con i coupon o è meglio acquistare in saldo in negozio o sui siti?

Il meccanismo dei coupon è diverso da quello impiegato per i saldi fisici e online: i coupon, più che per svuotare i magazzini, vengono usati a fini di marketing e per raggiungere una massa critica di acquirenti. I principali operatori, di solito, durante il periodo dei saldi non praticano sconti ulteriori sui beni e servizi, anche perché i prezzi sono già così vantaggiosi che praticare sconti sarebbe superfluo. Si può comunque confrontare il prezzo originario del partner commerciale con quello offerto dal coupon, per individuare l’alternativa più conveniente.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube