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L’ex moglie può non far vedere figlia al padre se non paga alimenti?

13 Febbraio 2022
L’ex moglie può non far vedere figlia al padre se non paga alimenti?

Se la madre non fa vedere la figlia al padre che non versa l’assegno di mantenimento è reato e può essere denunciata?

Un nostro lettore ci informa di essere in procinto di separarsi. La moglie, con la quale ha tentato un accordo prima di presentare il ricorso in tribunale, vorrebbe il mantenimento per sé stessa e per i figli. Tuttavia, in questo momento, l’uomo non ha alcuna disponibilità economica per pagare, essendo ormai da diversi mesi disoccupato. Lei lo ha minacciato di non fargli più vedere la figlia. Può fare una cosa del genere senza una sentenza?

Inoltre il lettore ci fa presente di disporre di una casa di proprietà del padre. Se dovesse mancare quest’ultimo, la moglie potrebbe vantare pretese su tale immobile?

Partiamo dal primo quesito: l’ex moglie può non far vedere figlia al padre se non paga alimenti?

Cosa rischia l’ex marito che non paga il mantenimento?

Bisogna innanzitutto distinguere l’assegno di mantenimento dovuto alla donna e quello invece ai figli. Per il primo infatti si tiene conto delle potenzialità economiche di quest’ultima e della concreta capacità di produrre reddito. Se pertanto dovesse risultare che la donna è in grado di lavorare ed ha un’età tale da potersi ancora collocare sul mercato del lavoro, la sua richiesta di mantenimento potrebbe essere rigettata o quantomeno ridimensionata.

Diverso è il discorso per i figli: siano essi minorenni, portatori di handicap o maggiorenni non ancora autosufficienti, spetta ad entrambi i coniugi provvedere al loro mantenimento fino a quando questi non raggiungeranno un’autonomia economica tale da consentir loro di mantenersi da soli.

Il mancato adempimento agli obblighi alimentari nei confronti dell’ex moglie e dei figli configura il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare. Ragion per cui, l’uomo può essere querelato e, conseguentemente, condannato penalmente.

Il semplice fatto di essere disoccupato non giustifica la mancata corresponsione dell’assegno di mantenimento, né alla moglie, né per i figli (soprattutto se minorenni, visto che, in tal caso, il loro stato di incapacità si presume). Difatti, anche chi è senza lavoro deve sforzarsi di adempiere agli obblighi familiari, dando prova di aver fatto tutto il possibile per procurarsi il denaro per il mantenimento. Come? Ad esempio vendendo eventuali immobili di sua proprietà, dimostrando di aver cercato un’occupazione (di qualsiasi tipo) e di non esserci riuscito non per propria colpa. Insomma, l’impossibilità economica per evitare una condanna penale deve essere di tipo «oggettivo», non altrimenti superabile.

Ex moglie non ottiene il mantenimento e non fa vedere il figlio al padre

Il fatto però di non adempiere al dovere alimentare nei confronti dell’ex moglie o dei figli, per quanto penalmente sanzionabile, non giustifica il rifiuto, da parte della madre, a consentire il diritto di visita al padre. Un rifiuto di questo tipo peraltro non lederebbe solo il diritto/dovere di quest’ultimo di esercitare la potestà genitoriale e l’affidamento condiviso – che spetta per legge – ma anche il diritto alla bigenitorialità del figlio, il quale, come sancito dalla Costituzione e dalla giurisprudenza, deve poter mantenere sereni e stabili rapporti con entrambi i genitori.

Se la madre dovesse ostacolare gli incontri tra il figlio e il padre, quest’ultimo potrebbe rivolgersi al giudice e ottenere, nei confronti della prima, la condanna al pagamento di una sanzione pecuniaria con possibilità di arrivare alla perdita del collocamento o, addirittura, nei casi più gravi, all’affidamento esclusivo in proprio favore del figlio.

Le pretese dell’ex moglie sulla casa del padre

Dal quesito che ci viene posto sembra di capire che la casa sia ancora intestata al padre dell’uomo e che questi teme che, un giorno, morendo il genitore, l’ex moglie possa rivendicare diritti sull’immobile.

La questione va risolta nel seguente modo.

Se la casa è stata data in comodato – ossia in prestito – dal padre al figlio, in caso di separazione l’ex moglie potrebbe rivendicare il diritto di abitazione su tale casa qualora il giudice collocasse presso di lei i figli.

Se viceversa, non sussiste tale situazione, l’eventuale decesso del padre e l’acquisto per eredità dell’immobile da parte del figlio impedirebbe all’ex moglie di ottenere una quota dello stesso. Ciò perché gli immobili ricevuti in successione ereditaria non ricadono in comunione legale dei coniugi. Ciò vale quindi, a maggior ragione, se la coppia è sposata in regime di separazione dei beni.

Peraltro c’è anche da dire che, se è vero che con la separazione, l’ex coniuge può comunque vantare diritti successori nei confronti dell’ex marito, una volta intervenuto il divorzio tali diritti cessano per sempre.



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