Diritto e Fisco | Articoli

I carabinieri possono entrare in casa e chiedere i documenti?

13 Febbraio 2022
I carabinieri possono entrare in casa e chiedere i documenti?

Quale potere hanno i poliziotti e i carabinieri di identificare una persona in casa propria o eventuali altri conviventi?

Un nostro lettore ci chiede se, durante la notifica di un atto giudiziario a un residente in una abitazione, i carabinieri possono entrare in casa e chiedere i documenti. La risposta è abbastanza semplice anche se il comportamento risulta piuttosto insolito. La polizia ha il potere di identificare chiunque, ovunque questi si trovi, quindi anche a casa sua. Lo può fare sull’uscio della porta perché non potrebbe entrare in casa altrui senza mandato, a meno che non vi siano fondati sospetti di gravi reati (come lo spaccio di droga o il traffico di armi) oppure per catturare un latitante.

Vero è che la polizia potrebbe chiedere solo le generalità e non il documento d’identità se questi non lo ha con sé. Ma è anche vero che se il documento d’identità non è a casa, in quale altro luogo può trovarsi? Sicché, in quel caso, ogni giustificazione rivolta a non fornire la carta d’identità, la patente o il passaporto potrebbe risultare pretestuosa e la polizia o i carabinieri potrebbero condurre l’interessato presso i propri uffici per l’identificazione. Chi invece si rifiuta di rispondere all’invito di fornire le proprie generalità commette reato.

Vero è che, quando i carabinieri notificano un atto giudiziario, come nel caso di specie, possono pretendere di conoscere l’identità del soggetto a cui affidano il documento, anche al fine di redigere la relazione di notifica, un’attestazione in cui appunto dichiarano a chi è stato consegnato l’atto. E ciò vale sia quando quest’ultimo viene recapitato al suo destinatario che ad altro soggetto stabilmente convivente.

In sintesi, i carabinieri non possono entrare in casa senza prove di gravi reati ma, sulla porta della stessa, possono chiedere i documenti. E ciò indipendentemente dal tipo di attività che sono chiamati a svolgere in quel momento (indagini, notifiche e così via).



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube