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Si può indicare in anticipo il proprio amministratore di sostegno?

20 Luglio 2022 | Autore:
Si può indicare in anticipo il proprio amministratore di sostegno?

Qual è la persona che il giudice tutelare nomina per assistere chi è incapace di provvedere a sé? Quali sono i compiti dell’amministratore?

L’amministratore di sostegno è quella persona che aiuta chi non è completamente autonomo nel compiere gli atti quotidiani della propria vita. Ad esempio, l’amministratore può andare alle Poste a prendere la pensione, pagare le bollette, fare la spesa, comprare i farmaci, ecc. L’amministratore svolge questo compito gratuitamente, salvo il diritto a ottenere un’indennità direttamente dal beneficiario, secondo quanto stabilito dal giudice. Chi può rivestire questa carica? Si può indicare in anticipo il proprio amministratore di sostegno?

Normalmente, l’amministratore di sostegno è una persona vicina a chi ha bisogno di assistenza, come ad esempio il coniuge o un parente. Nulla vieta, però, che la nomina ricada su un altro soggetto; ad esempio, quando non c’è nessuno che possa prendersi cura del soggetto in difficoltà, il giudice può affidare l’incarico anche a un avvocato. In genere, ciò accade per le persone sole, senza parenti o con familiari lontani. Si può indicare in anticipo il proprio amministratore di sostegno? Vediamo cosa dice la legge.

Chi è l’amministratore di sostegno?

L’amministratore di sostegno è la persona che ha il compito di assistere chi si trova nell’impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi.

Cosa fa l’amministratore di sostegno?

L’amministratore di sostegno è tenuto ad assistere la persona incapace di provvedere a sé compiendo tutte le attività che il giudice gli ha delegato.

Ad esempio, l’amministratore potrà riscuotere la pensione e l’indennità di accompagnamento del beneficiario, acquistare beni di prima necessità, pagare le bollette, ecc.

Per le attività straordinarie, invece, l’amministratore dovrà chiedere l’autorizzazione al giudice. È il caso, ad esempio, della scelta di una terapia medica, di un ricovero presso una casa di cura, dell’acquisto o della vendita di un immobile, ecc.

Chi nomina l’amministratore di sostegno?

L’amministratore di sostegno è nominato dal giudice tutelare, su ricorso del diretto interessato, del coniuge, del convivente, dei parenti fino al quarto grado (compresi anche i cugini), degli affini fino al secondo grado (i cognati, ad esempio) e del pubblico ministero.

Il pm chiede al giudice la nomina di un amministratore di sostegno se, nell’esercizio delle sue funzioni, si accorge che un soggetto ha bisogno di aiuto perché incapace di provvedere a sé. È il caso dell’imputato che, durante il processo penale, appaia al pubblico ministero palesemente non autonomo.

Quando viene nominato l’amministratore di sostegno?

L’amministratore di sostegno viene nominato dal giudice, su ricorso dei soggetti sopra visti, quando la persona bisognosa di assistenza si trovi in uno stato di infermità fisica o mentale, anche solo temporanea.

A differenza del tutore, che è nominato solamente nel caso di gravi patologie mentali dell’interdetto, l’amministratore può essere chiamato ad assistere anche una persona che soffre di un impedimento fisico, anche solo momentaneo.

Si pensi all’uomo che ha subito un intervento e che ha bisogno di tempo per tornare a essere autonomo, oppure di chi ha riportato una frattura alle gambe e non può deambulare autonomamente.

Chi può essere nominato amministratore di sostegno?

Il giudice tutelare nomina l’amministratore di sostegno scegliendo tra il coniuge non separato, il convivente, il padre, la madre, il figlio, il fratello o la sorella, il parente entro il quarto grado ovvero il soggetto designato dal genitore superstite con testamento, atto pubblico o scrittura privata autenticata.

È dunque possibile designare, mediante testamento, un determinato soggetto amministratore di sostegno del proprio figlio.

Nel caso in cui non sia possibile designare una di queste persone, il giudice è libero di sceglierne un’altra, sempre nell’interesse del soggetto bisognoso di assistenza.

Ad esempio, molti tribunali scelgono l’amministratore di sostegno all’interno di elenchi nei quali sono iscritti professionisti (per lo più avvocati) che hanno seguito specifici corsi di formazione per rivestire questo ruolo.

Amministratore di sostegno: si può indicare in anticipo?

Prima ancora di scegliere tra il coniuge e i parenti più prossimi, il giudice deve tener conto della volontà espressa dallo stesso beneficiario, cioè dalla persona che ha bisogno di assistenza.

Secondo la legge (art. 408 cod. civ.), l’amministratore di sostegno può essere designato dallo stesso interessato, in previsione della propria eventuale futura incapacità, mediante atto pubblico o scrittura privata autenticata.

In pratica, ognuno di noi, in previsione di un’eventuale malattia, può indicare in anticipo quale soggetto dovrà essere nominato come proprio amministratore di sostegno dal giudice.

La scelta deve avvenire mediante atto pubblico o scrittura privata autenticata: nel primo caso, il notaio redige per intero l’atto, riportando le volontà del futuro beneficiario, mentre nella seconda ipotesi il notaio (o altro pubblico ufficiale, come ad esempio il segretario comunale) si limiterà ad attestare l’identità di chi ha posto la firma in sua presenza.

Il giudice può nominare amministratore una persona diversa da quella indicata?

La designazione dell’amministratore di sostegno fatta con atto pubblico è vincolante per il giudice tutelare: questi può infatti disattenderla solo se ricorrono gravi motivi.

Ad esempio, il giudice può decidere di non nominare l’amministratore di sostegno indicato dal beneficiario se, nel frattempo, è diventato anche lui incapace, oppure se è in corso una controversia e potrebbe sussistere un conflitto d’interessi.


L’amministratore di sostegno può essere designato dallo stesso interessato, in previsione della propria eventuale futura incapacità, mediante atto pubblico o scrittura privata autenticata.


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