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Differenze tra denuncia e querela

13 Febbraio 2022
Differenze tra denuncia e querela

Cosa sono la denuncia e la querela, come si presentano e cosa succede in caso di ritiro delle stesse. 

Avrete sentito parlare di denunce e querele. Forse gran parte di voi conosce la differenza, ma visto che potrebbe esserci qualcuno che ancora non la conosce o non la ricorda, la ripeteremo qui di seguito in due parole. 

In generale, possiamo dire che entrambe ricorrono quando è stato commesso un reato. Quindi, non si può parlare di denuncia o di querela in presenza di un illecito civile (ad esempio la mancata esecuzione di un contratto, l’omesso pagamento di una fattura, la ritardata restituzione di un debito, la consegna di un prodotto diverso rispetto a quello che si era ordinato). Né è possibile parlare di denuncia o querela in presenza di illeciti amministrativi (come una sanzione per violazione del Codice della strada). 

Denunce e querele servono dunque solo per segnalare, alle forze dell’ordine, la commissione di un illecito penale. Vediamo ora qual è la differenza tra denuncia e querela.

Cos’è la querela?

Ci sono reati, quelli meno gravi come il furto o la diffamazione, per i quali la giustizia può intervenire solo se è la vittima a chiederlo. E a tal fine deve attivarsi: deve cioè sporgere querela. In questi casi, se la vittima dovesse rimanere inerte non ci sarebbe alcuna possibilità di agire contro il colpevole, neanche se fosse colto in flagranza dalla polizia.

Come si sporge una querela? Molto semplice: bisogna presentarsi alla polizia, ai carabinieri o alla procura della Repubblica e raccontare il fatto, chiedendo che il colpevole sia punito. A tal fine, non è neanche necessaria la presenza di un avvocato: si può fare tutto da soli. 

La querela non deve neanche rispettare particolari requisiti di forma se si è chiari nell’intenzione di volere che le autorità procedano a punire il responsabile. Non è neanche necessario indicare le norme di legge violate o le prove che si hanno (anche se è opportuno farne menzione o, nel caso di documenti, allegarli). 

La querela poi sarà trasmessa al pubblico ministero che procederà alle indagini ed eventualmente chiederà il rinvio al giudizio del colpevole. 

In definitiva, la querela è l’atto che si presenta in caso di commissione di reati meno gravi.

Cos’è la denuncia?

Ci sono invece altri reati, quelli più gravi come l’omicidio, lo spaccio o la calunnia, per i quali la giustizia deve procedere indipendentemente dal fatto che lo chieda la vittima. A quest’ultima comunque è consentito presentare la segnalazione alle forze dell’ordine (anche in questo caso alla polizia, ai carabinieri o alla procura della Repubblica). Segnalazione che in questo caso si chiama denuncia e che, come la querela, non richiede l’assistenza di un avvocato, potendo essere presentata personalmente dalla vittima del reato.  

In altri termini, per alcuni crimini non occorre la segnalazione del cittadino: se le forze dell’ordine scoprono il fatto, possono procedere di propria iniziativa senza bisogno di alcuna autorizzazione, perfino contro la volontà della vittima. Si parla in questi casi di reati procedibili d’ufficio. 

Quindi, la denuncia è quella che si presenta per i reati più gravi, quelli cioè procedibili anche d’ufficio. 

Differenza tra denuncia e querela

Dal lato del cittadino non c’è alcuna differenza tra denuncia e querela: si tratta pur sempre di un atto o una dichiarazione verbale da presentare alle autorità. Il suo contenuto è sempre lo stesso: la vittima si limita a narrare il fatto e a chiedere la punizione del colpevole.

Ma bisogna sapere che, se si tratta di denuncia, anche laddove il denunciante cambi idea e proceda al ritiro della stessa, il procedimento penale prosegue lo stesso, proprio perché è lo Stato a portare avanti un interesse pubblico alla punizione del colpevole. Se ad esempio il figlio denuncia il padre per omicidio, non è poi ritirando la denuncia che la legge potrà perdonarlo. 

Viceversa, nel caso di querela, il ritiro della stessa da parte della vittima implica anche la cessazione del procedimento penale. 

Altra differenza fondamentale tra denuncia e querela è che la denuncia può essere sporta da chiunque mentre la querela solo dalla vittima. Ad esempio, se una persona, passeggiando in strada, si accorge di una rapina in banca, potrà chiamare la polizia e denunciare l’accaduto, anche se non è coinvolto nel crimine, cioè non è una vittima. Invece se un uomo offende un altro, solo quest’ultimo può querelarlo e non l’amico o il vicino di casa. 

Ultima differenza tra denuncia e querela sta nei termini.

La querela può essere sporta entro massimo tre mesi dalla conoscenza del reato. Quindi, ad esempio, se vi accorgete dopo due mesi che una persona vi ha diffamato su Facebook, il termine decorre da quando ne avete preso contezza.

Il termine è non più di tre mesi ma di sei mesi per lo stalking e il revenge porn, mentre è di un anno per la violenza sessuale. Quindi, il fatto che una donna non vi abbia denunciato per violenza sessuale dopo la prima settimana dal fatto non significa che non si sia trattato di violenza da parte vostra; potrebbe essere che lei debba ancora superare il trauma o trovare la forza e il coraggio per querelarvi. Insomma, per un anno starete col fiato sospeso.

Invece, la denuncia non ha termini di scadenza: può essere sporta in qualsiasi tempo, anche molto tempo dopo che il crimine è stato commesso. Ad esempio, la vittima di furto in abitazione potrà denunciare il fatto anche dopo un anno. Ovviamente, una denuncia così tardiva servirà a poco o a nulla.

L’unica scadenza di cui si deve tener conto quando si parla di reati procedibili d’ufficio è la prescrizione: non è infatti possibile denunciare un crimine oramai prescritto; o meglio: la denuncia in teoria sarebbe possibile, ma il pubblico ministero non potrebbe fare altro che archiviarla per estinzione del reato. 



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