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Responsabilità ex socio per debiti tributari della società di capitali: Cassazione

13 Febbraio 2022
Responsabilità ex socio per debiti tributari della società di capitali: Cassazione

Ex soci e notifica cartelle di pagamento o accertamenti Agenzia Entrate: c’è trasmissibilità del debito?

Società estinta e iscrizione a ruolo dei tributi non versati a nome dei soci: azioni esperibili dai soci

In tema di società di capitali, la disciplina dettata dall’art. 2495, comma 2, c.c., come modif. dall’art. 4 d.lgs. n. 6 del 2003, nella parte in cui ricollega alla cancellazione dal registro delle imprese l’estinzione immediata della società, implica che nei debiti sociali subentrano “ex lege” i soci, sicché il Fisco, ove le proprie ragioni nei confronti dell’ente collettivo siano state definitivamente accertate (ad esempio, per mancata tempestiva impugnazione dell’atto impositivo, ovvero per intervenuta estinzione del relativo giudizio, o infine per intervenuto giudicato sostanziale) può procedere all’iscrizione a ruolo dei tributi non versati sia a nome della società estinta, sia a nome dei soci (“pro quota”, in relazione ai relativi titoli di partecipazione), e ciò ai sensi degli artt. 12, comma 3, e 14, lett. b), d.P.R. n. 602 del 1973, nonché azionare comunque il credito tributario nei confronti dei soci stessi, non occorrendo procedere all’emissione di autonomo avviso di accertamento, ai sensi dell’art. 36, comma 5, d.P.R. cit., relativo al diverso titolo di responsabilità di cui al precedente comma 3 (nel testo antecedente alla modifica apportata dall’art. 28, comma 5, del d.lgs. n. 175 del 2014), di natura civilistica e sussidiaria.

Ne discende che con l’impugnazione della cartella di pagamento conseguentemente loro notificata, i soci – ferma la definitività dell’accertamento nei confronti della società e la sua incontestabilità nel merito – possono lamentare l’inesistenza originaria o sopravvenuta del titolo formatosi nei confronti della società, oppure contestare il fondamento della propria responsabilità, dimostrando di non aver conseguito utili dalla liquidazione.

Cassazione civile sez. trib., 05/11/2021, n.31904

Riscossione dei debiti tributari di società di persone estinte per cancellazione dal registro: la cartella di pagamento va notificata ai soci

In tema di riscossione dei debiti tributari di società di persone estinte a seguito della cancellazione dal registro delle imprese, è consentita l’applicazione analogica dell’art. 65, comma 4, d.P.R. n. 600 del 1973, in presenza delle condizioni ivi previste, ma la notifica della cartella di pagamento, da compiersi presso la sede sociale, deve essere effettuata ai soci, sia pure collettivamente ed impersonalmente indicati, e non alla società che, non essendo più esistente, non può essere più parte di alcun rapporto tributario.

Cassazione civile sez. trib., 29/10/2021, n.30736

Trasmissibilità agli ex soci dei debiti tributari della società di capitali estinta

La Corte, esprimendosi sulla vexata quaestio relativa alla trasmissibilità agli ex soci dei debiti tributari della società di capitali estinta, ha confermato la legittimazione passiva del socio ricorrente e ha statuito l’illegittimità della pretesa erariale per insussistenza degli elementi accertativi necessari ad azionarla nei suoi confronti, mancando la contestazione della responsabilità in relazione alla quota di partecipazione ex art. 2495 c.c. ovvero in relazione ai beni ricevuti, in proporzione, per effetto della liquidazione ex art. 36, d.p.r. n. 602 del 1973.

Cassazione civile sez. trib., 05/10/2021, n.26910

Responsabilità dei soci di tipo legale e debiti tributari della società

In materia tributaria, la responsabilità dei soci ai sensi dell’art. 36, comma 3, d.P.R. n. 602 del 1973, è di tipo legale, in quanto prevista “ex lege”, e insorge al verificarsi delle condizioni poste dalla norma, indipendentemente dal dolo o dalla colpa, ma secondo le norme di cui agli artt. 1176 e 1218 c.c., postulando l’esistenza e la definitività del debito tributario della società, la sussistenza di attività della liquidazione, la distrazione dei beni e l’assegnazione ovvero il percepimento di beni o somme di denaro in un determinato arco temporale, nonché l’infruttuosa riscossione della società. Essa inoltre è autonoma, sebbene dipendente dalla responsabilità degli amministratori e liquidatori ed è solidale ex art. 1294 c.c.

Cassazione civile sez. trib., 26/05/2021, n.14570

La responsabilità del liquidatore per mancato pagamento delle imposte sul reddito delle persone giuridiche ha natura civilistica

Seppur accertabile in sede tributaria, la responsabilità del liquidatore che ometta il pagamento delle imposte sul reddito delle persone giuridiche, i cui presupposti si siano già verificati, ha natura civilista, non tributaria, di tal che è escluso che ne derivi una successione o coobbligazione nei debiti tributari, nemmeno se la società sia stata cancellata dal registro delle imprese.

Cassazione civile sez. trib., 25/02/2021, n.5161

Avviso di accertamento notificato agli ex soci di società cancellata dal registro: sull’impugnazione decide il g.t. se riguarda l’illegittimità della pretesa

La controversia sorta dall’impugnazione di un avviso di accertamento fiscale notificato agli ex soci di una società cancellata dal registro delle imprese, con cui sia stata dedotta l’insussistenza, nel caso concreto, della responsabilità dei soci per i debiti tributari della società, sul presupposto, da un lato, dell’operatività del meccanismo introdotto dall’art. 28, comma 4, del d.lgs. n. 175 del 2014 (circa il differimento per cinque anni dell’effetto estintivo della società cancellata nel settore tributario e contributivo) e, dall’altro lato, della mancata riscossione di somme in base al bilancio finale di liquidazione, ai sensi dell’art. 2495 c.c., è devoluta alla giurisdizione tributaria, atteso che entrambi i motivi di impugnativa ruotano intorno alla postulata illegittimità o inesistenza della pretesa fiscale azionata dall’ufficio nei confronti dei soci della società estinta, che deve formare oggetto di esame da parte del giudice naturale di quel rapporto, costituito dal giudice tributario.

Cassazione civile sez. un., 15/01/2021, n.619

Riscossione esattoriale e possibilità per il coobbligato di impugnare la cartella per i debiti tributari della società

In tema di riscossione ed esecuzione a mezzo ruolo di tributi il cui presupposto impositivo sia stato realizzato dalla società e la cui debenza risulti da un avviso di accertamento notificato alla società e da questa non impugnato, il socio può impugnare la cartella notificatagli eccependo (tra l’altro) la violazione del beneficio di preventiva escussione del patrimonio sociale. In tal caso, se si tratta di società semplice (o irregolare) incombe sul socio l’onere di provare che il creditore possa soddisfarsi in tutto o in parte sul patrimonio sociale; se si tratta, invece, di società in nome collettivo, in accomandita semplice o per azioni, è l’amministrazione creditrice a dover provare l’insufficienza totale o parziale del patrimonio sociale (a meno che non risulti “aliunde” dimostrata in modo certo l’insufficienza del patrimonio sociale per la realizzazione anche parziale del credito, come, ad esempio, in caso in cui la società sia cancellata). Ne consegue che, se l’amministrazione prova la totale incapienza patrimoniale, il ricorso andrà respinto; se, invece, il coobbligato beneficiato prova la sufficienza del patrimonio, il ricorso andrà accolto.

Se la prova della capienza è parziale, il ricorso sarà accolto negli stessi limiti. Se nessuna prova si riesce a dare, l’applicazione della regola suppletiva posta dall’art. 2697 c.c. comporterà che il ricorso sarà accolto o respinto, a seconda che l’onere della prova gravi sul creditore, oppure sul coobbligato sussidiario.

Cassazione civile sez. un., 16/12/2020, n.28709

Nel processo tributario, l’estinzione della società, di persone o di capitali, conseguente alla cancellazione dal registro delle imprese, determina un fenomeno di tipo successorio

Nel processo tributario, l’estinzione della società, di persone o di capitali, conseguente alla cancellazione dal registro delle imprese, determina un fenomeno di tipo successorio, in forza del quale i rapporti obbligatori facenti capo all’ente non si estinguono – venendo altrimenti sacrificato ingiustamente il diritto dei creditori sociali – ma si trasferiscono ai soci, i quali ne rispondono, nei limiti di quanto riscosso a seguito della liquidazione o illimitatamente, a seconda del regime giuridico dei debiti sociali cui erano soggetti “pendente societate”; ne discende che i soci peculiari successori della società subentrano ex art. 110 c.p.c. nella legittimazione processuale facente capo all’ente, in situazione di litisconsorzio necessario per ragioni processuali, ovvero a prescindere dalla scindibilità o meno del rapporto sostanziale, dovendo invece escludersi la legittimazione “ad causam” del liquidatore della società estinta (nella specie destinatario di cartella di pagamento quale coobbligato ai sensi dell’art. 2495, comma 2, previgente art. 2456, comma 2, c.c.) il quale può essere destinatario di un’autonoma azione risarcitoria ma non della pretesa attinente al debito sociale.

Cassazione civile sez. trib., 30/07/2020, n.16362

Avviso di accertamento per redditi imputati per trasparenza al socio 

In tema di imposte sui redditi, l’avviso di accertamento per redditi imputati per trasparenza al socio, in seguito ad infruttuosa notifica di un precedente atto impositivo ad una società estinta in data antecedente, non è affetto da nullità derivata in conseguenza dell’invalidità della notifica alla società stessa, in quanto in tal caso si realizza un fenomeno di tipo successorio, in virtù del quale le obbligazioni facenti capo alla società si trasferiscono ai singoli soci che ne rispondono illimitatamente o nei limiti di quanto riscosso in seguito alla liquidazione a seconda che, “pendente societate”, fossero illimitatamente o limitatamente responsabili per i debiti sociali.

Cassazione civile sez. trib., 30/07/2020, n.16365

Responsabilità dei liquidatori e degli amministratori di società in liquidazione per imposte sul reddito delle persone giuridiche

In tema di responsabilità dei liquidatori e degli amministratori di società in liquidazione per imposte sul reddito delle persone giuridiche, a seguito di liquidazione del patrimonio in epoca anteriore alla formale messa in liquidazione della società, il credito dell’Amministrazione finanziaria ha natura civilistica e trova titolo autonomo, riconducibile agli artt. 1176 e 1218 c.c., rispetto all’obbligazione fiscale vera e propria, costituente mero presupposto della responsabilità stessa, ancorché da accertarsi con atto motivato – e ricorribile – da notificare ai sensi dell’art. 60 d.P.R. n. 600 del 1973; ne consegue che l’Ufficio, per poter pretendere il pagamento in via sussidiaria nei confronti del liquidatore, deve provare di aver iscritto i relativi crediti quantomeno in ruoli provvisori.

Cassazione civile sez. trib., 20/07/2020, n.15377

Cancellazione della società liquidata dal registro delle imprese, onere della prova e presupposti della responsabilità dei soci

In tema di effetti della cancellazione di società di capitali dal registro delle imprese nei confronti dei creditori sociali insoddisfatti, ferma comunque la legittimazione dei soci in quanto successori della società estinta, dei cui debiti essi rispondono secondo lo statuto della propria responsabilità, il disposto dell’art. 2495 c.c., comma 2, implica che, rispondendo i soci nei limiti di quanto riscosso a seguito della liquidazione, grava sul creditore l’onere della prova circa la distribuzione dell’attivo sociale e la riscossione di una quota di esso in base al bilancio finale di liquidazione, trattandosi di elemento della fattispecie costitutiva del diritto azionato dal creditore nei confronti del socio.

Cassazione civile sez. I, 06/12/2019, n.31933



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