Riforma giustizia: le novità per velocizzare i procedimenti civili

29 Agosto 2014
Riforma giustizia: le novità per velocizzare i procedimenti civili

I punti della riforma della giustizia: negoziazione assistita, separazioni e divorzi davanti all’ufficiale di stato civile, arbitrati davanti agli avvocati, nuove misure per il recupero dei crediti e per le testimonianze.

 

Un anno per la durata del primo grado. E dimezzamento dell’arretrato che oggi sfonda i 5 milioni di cause. Con questi obiettivi il ministero della Giustizia presenta oggi in Consiglio di ministri un decreto legge e un disegno di legge delega.

Il decreto legge

Il dl (in tutto 22 articoli) mette sul tappeto due strade, in larga parte affidate agli avvocati, per affrontare le liti pendenti e le controversie “in entrata” nei tribunali. La prima via è riservata alle cause pendenti sia in primo grado sia in appello. Se non riguardano diritti indisponibili o la materia del lavoro, possono chiedere al giudice di promuovere un procedimento arbitrale (ne abbiamo parlato in “Il nuovo procedimento arbitrale davanti agli avvocati”). L’autorità giudiziaria, dopo avere accertato l’assenza di ostacoli, trasmette il fascicolo al presidente del Consiglio dell’ordine forense del circondario in cui ha sede il tribunale oppure alla Corte d’appello per la nomina del collegio arbitrale. Gli arbitri sono individuati, dopo accordo tra le parti o dal presidente del Consiglio forense, tra gli avvocati iscritti da almeno 3 anni all’Albo. Il procedimento avanza a quel punto davanti agli arbitri e il lodo conclusivo ha gli stessi effetti della sentenza.

La convenzione di negoziazione assistita costituita da un accordo attraverso il quale le parti convengono di risolvere in maniera amichevole la controversia con l’assistenza degli avvocati. La convenzione, da redigere in forma scritta e con assistenza legale, deve contenere la durata della procedura che non può essere inferiore a un mese e l’oggetto della lite (non deve riguardare diritti indisponibili). L’avvocato dovrà sempre, è dovere deontologico, informare il cliente della possibilità di risolvere la lite con la negoziazione. Questa deve comunque essere tentata (sul modello della conciliazione obbligatoria) prima di avviare la causa davanti al giudice in tutte le controversie disciplinate dal Codice del consumo e per tutte quelle per risarcimento danni da circolazione stradale come pure per tutte le domande di pagamento per somme fino a 50mila euro.

Quando la negoziazione rappresenta condizione di procedibilità, la condizione è avverata e quindi si potrà andare davanti al giudice se l’invito non è stato seguito da adesione oppure è arrivato un rifiuto entro 30 giorni dal ricevimento. Tuttavia, il rifiuto o il silenzio potranno essere valutati dal giudice nella decisione sull’attribuzione delle spese di giudizio e per responsabilità aggravata.

La convenzione di negoziazione assistita da un avvocato può evitare di passare dal giudice per separazioni e divorzi. Può cioè essere conclusa tra coniugi con lo scopo di raggiungere una “soluzione consensuale di separazione personale, di cessazione degli effetti civili del matrimonio, di scioglimento del matrimonio, di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio” (ne abbiamo parlato in “Arriva il divorzio brevissimo”).

Sempre in materia di diritto di famiglia, i coniugi, nelle medesime materie possono concludere davanti all’ufficiale dello stato civile un accordo di separazione personale.

L’ufficiale dello stato civile riceve da ciascuna delle parti personalmente la dichiarazione che vogliono separarsi oppure far cessare gli effetti civili del matrimonio o ottenerne lo scioglimento secondo condizioni concordate. Allo stesso modo si procede per la modifica delle condizioni di separazione o di divorzio. L’accordo non può contenere patti di trasferimento patrimoniale. Le 2 possibilità sono però escluse in presenza di figli minori, maggiorenni incapaci o portatori di handicap grave o economicamente non autosufficienti.

Il disegno di legge delega

Nel disegno di legge delega (18 i mesi a disposizione), messo a punto grazie al lavoro della commissione Berruti, trovano spazio il potenziamento del tribunale delle imprese e l’introduzione di quello della famiglia.

Si traccia poi la fisionomia di un nuovo modello processuale che punta a rendere immediatamente esecutive le sentenze di primo grado e di appello. Quanto a quest’ultimo poi ne è rafforzato il carattere impugnatorio, anche attraverso la codificazione degli orientamenti giurisprudenziali e la tipizzazione dei motivi di gravame; si introducono criteri di maggior rigore in relazione all’onere dell’appellante di indicare i capi della sentenza che vengono impugnati; si potenzia il divieto di nuove allegazioni.


Ecco i principali punti della riforma

 

NEGOZIAZIONE: L’alternativa al contenzioso

Chi intende andare in giudizio per cause relative a consumi o per danni da incidenti stradali deve prima invitare l’altra parte alla stipula di una “convenzione di negoziazione” assistita da un avvocato. Il tentativo è condizione di procedibilità. L’accordo è titolo esecutivo.

ARBITRATO: Taglia cause “extragiudiziale”

Su richiesta delle parti le cause civili pendenti in tribunale o corte d’appello possono essere trasferite in sede arbitrale. Sono esclusi i processi che riguardano i diritti indisponibili e quelli in materia di lavoro e previdenza. Gli arbitri sono individuati tra gli avvocati iscritti all’Ordine da almeno tre anni

 

SEPARAZIONI E DIVORZI: Iter semplificato

Se non ci sono figli minorenni i coniugi potranno concludere un accordo di separazione o divorzio con la negoziazione assistita da un avvocato o davanti all’ufficiale di stato civile. Stessa possibilità anche per modificare le condizioni stabilite precedentemente dopo la fine del matrimonio

PROCESSO CIVILE: Passaggio al rito sommario

Nelle cause civili assegnate al tribunale in composizione monocratica il giudice – valutata la complessità della lite – può disporre nell’udienza di trattazione, con ordinanza non impugnabile, di trasferire il giudizio dal rito ordinario a quello sommario di cognizione.

TUTELA DEL CREDITO: Scatta il tasso “rafforzato”

Se le parti non hanno determinato la misura del tasso di interesse, scatta quello previsto per i ritardati pagamenti nelle transazioni commerciali (8,15%). Velocizzato il processo esecutivo. Nuovo regole per la ricerca dei beni da pignorare anche con modalità telematiche.

TESTIMONIANZA: Dichiarazioni ai difensori

La parte può produrre, sui fatti rilevanti, dichiarazioni di terzi, capaci di testimoniare, rilasciate al difensore, che, dopo identificazione, ne attesta l’autenticità.

Il difensore avverte il terzo che la dichiarazione può essere utilizzata in giudizio e delle conseguenze di falsità.

FALSO IN BILANCIO: Inasprimento pene

Inasprimento del falso in bilancio, introduzione dell’autoriciclaggio, modifiche alla legge Severino e alla disciplina delle intercettazioni, anticorruzione. Del pacchetto giustizia che oggi approda al Consiglio dei ministri fa parte anche un nutrito segmento di diritto penale sostanziale, affidato a un disegno di legge. Tra le misure più attese la riformulazione degli articoli del Codice civile sul falso in bilancio.

Cade anche un altro degli elementi più controversi, quello delle soglie di punibilità, che l’attuale versione del Codice civile scandiva in proporzione sul risultato di esercizio oppure sul patrimonio netto; cancellata anche l’esenzione dovuta a stime non corrette. La procedibilità a querela (da parte della società, dei soci, dei creditori o degli altri destinatari della comunicazione sociale) è prevista solo per le società che non raggiungono i requisiti minimi previsti dalla legge per essere assoggettate a procedura fallimentare. In ogni caso, se la querela non è stata presentata oppure è stata rimessa, scatta comunque la sanzione pecuniaria, modulata sulla falsariga del decreto 231 del 2001, in un range tra 10 e 100 quote. Qualsiasi necessità di querela sparisce invece se la società è quotata. Per questa fattispecie, l’articolo 2622 del Codice è drasticamente semplificato, prevedendo un unico reato sanzionato con pena compresa fra 3 e 8 anni.

AUTORICICLAGGIO

La bozza di disegno di legge prevede una sanzione, fra 3 e 8 anni, per l’autore del reato presupposto, il quale, avendo commesso un delitto non colposo con l’obiettivo «di procurare a sé o ad altri un ulteriore vantaggio in attività imprenditoriali o finanziarie», «sostituisce, trasferisce o impiega denaro, beni o altre utilità, provenienti da tale delitto». Il riferimento alle attività imprenditoriali e finanziarie, invocata da più parti, circoscrive la rilevanza penale alle condotte riconducibili al reale riciclaggio. Quest’ultimo vede un aggravamento della pena quando il delitto è commesso nell’esercizio di attività bancaria o finanziaria oppure nell’esercizio della funzione di amministratore, sindaco liquidatore o altro ruolo con potere di rappresentanza dell’imprenditore.

PROCESSI PENALI: Forbici alle impugnazioni

La scure sulla possibilità di impugnare le sentenze di merito penali viene raggiunta con due nuove norme. La prima riguarda la tipizzazione dei motivi di appello ai verdetti di primo grado. In sostanza sarà ammessa l’impugnazione solo a precise condizioni di legge, restringendo in tal modo i presupposti richiesti oggi, che esigono solo di indicare i capi di imputazione su cui si ricorre e i punti di fatto sui quali il tribunale avrebbe operato una valutazione scorretta. Con una conseguenza molto rilevante: se domani la Corte d’appello verificasse che il ricorso non sta nei binari stretti stabiliti dal legislatore, potrebbe dichiararlo inammissibile de plano in camera di consiglio, senza celebrare il processo e senza che l’imputato né il suo difensore possano eccepire alcunché. E in questa ipotesi il giudice che ha emesso la condanna di primo grado potrebbe mandarla direttamente, e molto velocemente, in esecuzione.

Il secondo step della cesoia è mirato sui ricorsi in Cassazione, In caso di «doppia conforme» – cioè di due sentenze di condanna con eguale esito in primo e in secondo grado – non si può adire la Suprema Corte.


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