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Lavoro occasionale accessorio e voucher: la guida pratica

29 Agosto 2014
Lavoro occasionale accessorio e voucher: la guida pratica

Buoni acquistabili per piccoli servizi: con i voucher tocca al committente verificare l’importo-limite; rapporti con Inps, Inail e tassazione.

Per far emergere una parte di lavoro sommerso e garantire ai lavoratori i diritti fondamentali, dal 2003 c’è il lavoro occasionale di tipo accessorio, pagabile con voucher. Oggi è ammesso per le attività che non danno, con riferimento alla totalità dei committenti, compensi oltre i 7.000 euro in un anno solare, rivalutati con l’indice Istat.

Il voucher può essere utilizzato da tutte le categorie di prestatori, in alcuni casi con limiti (per esempio, in agricoltura, v. dopo).

Imprenditori commerciali e professionisti possono utilizzare un lavoratore con voucher per non più di 2.000 euro per singolo committente.

È imprenditore commerciale qualsiasi persona fisica o giuridica operi su un certo mercato, senza che l’aggettivo “commerciale” circoscriva l’attività all’intermediazione nella circolazione di beni.

Il limite per committente non dovrebbe valere, dunque, per quelli che non svolgono attività commerciali o professionali, come associazioni senza fini di lucro ed enti pubblici.

L’Inps ha chiarito che i limiti di compenso sono sull’importo netto e l’anno solare è il periodo dal 1° gennaio al 31 dicembre. Si detrae dal lordo quanto dovuto per contributi e servizio.

Il lavoro accessorio in agricoltura è consentito per le attività: stagionali effettuate da pensionati e giovani con meno di 25 anni (iscritti a un ciclo di studi in un istituto scolastico di ogni ordine e grado, compatibilmente con gli impegni scolastici, o sempre se iscritti all’università); svolte per produttori con volume d’affari non oltre 7.000 euro (ma non possono essere rese da iscritti l’anno prima agli elenchi dei lavoratori agricoli, operai a tempo determinato).

Il lavoro accessorio è consentito anche nella pubblica amministrazione (entro i limiti di spesa e del patto di stabilità) e per percettori di sostegni al reddito e integrazioni del salario (in tutti i settori, agricoltura ed enti locali, entro i 3.000 euro totali).

Occorre la comunicazione preventiva (telematica o al contact center) del rapporto all’Inps.

I voucher sono

 

1. telematici (F24 – voucher virtuali con rendiconto sul sito Inps)

2. oppure cartacei (acquistabili in sedi Inps, presso tabaccai, sportelli bancari abilitati e uffici postali).

Il committente deve monitorare il rispetto dei limiti economici da parte dei lavoratori e rispettare le norme di sicurezza del lavoro [1].

Cos’è il lavoro accessorio?

Il lavoro accessorio è un’attività lavorativa che non dà luogo, con riferimento alla totalità dei committenti, a compensi superiori a 5.000 euro nel corso di un anno solare, annualmente rivalutati sulla base della variazione dell’indice Istat nell’anno precedente. Fermo il limite complessivo di 5.000 euro, per committenti imprenditori commerciali o professionisti, il limite è 2.000 euro a committente.

L’ACQUISTO: I titoli su carta si comprano anche in banca e dal tabaccaio

Per usare i voucher il committente deve comunicare l’inizio del rapporto di lavoro solo all’Inps (la comunicazione vale pure ai fini Inail). Il valore nominale dei voucher può essere 10 euro, 20 (2 buoni non separabili) o 50 (5 buoni non separabili). I voucher sono orari.

I canali d’acquisto sono molteplici (e sintetizzati nella scheda sotto). Se si sceglie il canale telematico, il committente deve rendicontare (anche in momenti diversi) sul sito internet dell’Inps l’entità della prestazione svolta per ogni lavoratore. A rendicontazione avvenuta, l’Inps accredita i contributi, provvede a girare all’Inail il premio dovuto, trattiene la quota per il servizio e avvia la procedura di accreditamento del compenso da parte delle Poste Italiane.

Il lavoratore riceverà il compenso sulla sua Inps Card (se l’ha attivata) o con lettera di bonifico domiciliato, con la quale potrà riscuotere l’importo presso tutti gli uffici postali.

La riscossione del bonifico deve avvenire entro il mese successivo alla data di emissione. Oltrepassato questo termine è necessario richiedere alla sede Inps una nuova emissione. Tutto questo vale per il canale telematico.

Invece, i voucher cartacei acquistati presso l’Inps o gli uffici postali sono poi riscossi dai lavoratori presso qualsiasi ufficio postale entro 24 mesi dal giorno dell’emissione.

Chi ha invece voucher dalle banche convenzionate dovrà riscuotere l’importo presso il medesimo circuito bancario entro un anno dal giorno dell’emissione.

I buoni acquistati presso i tabaccai convenzionati possono essere riscossi presso tutti i rivenditori autorizzati dal secondo giorno successivo alla fine della prestazione per un importo massimo di 500 euro per operazione ed entro un anno dal giorno dell’emissione. Qualora i voucher acquistati non dovessero essere stati utilizzati, è necessario chiedere il rimborso esclusivamente presso le sedi dell’Inps, utilizzando il modulo predisposto («Mod. SC52», scaricabile dal sito web dell’ente).

Il sempre più diffuso utilizzo dei voucher cartacei comporta anche situazioni dove questi vengono smarriti, rubati, falsificati o, addirittura, vengono copiate le Inps Card. Per questi casi, è necessario effettuare la relativa denuncia agli organi di polizia e consegnarla alla sede Inps. Questa rilascerà duplicati o voucher nuovi e procederà ad annullare quelli emessi in precedenza.

I TETTI: Attività occasionale con compensi fino a 7mila euro

Per rendere più certo l’utilizzo dei voucher da parte di committenti e lavoratori, il concetto di occasionalità del lavoro accessorio è stato sostanzialmente identificato col limite economico del compenso. Il lavoro accessorio è dunque utilizzabile, da parte dei committenti, in tutti i settori produttivi (comprese le attività non commerciali), nella pubblica amministrazione e nell’agricoltura.

I limiti economici rivalutati, al netto di quanto dovuto per contributi, per il 2014 sono:

– 7.000 euro complessivi per singolo percipiente;

– 2.0o0 euro che il lavoratore occasionale può percepire da un imprenditore commerciale o professionista.

Il limite di 2.000 euro è riferito in senso ampio alle attività di qualsiasi soggetto, persona fisica o giuridica, che opera su un determinato mercato; niente limite per le attività svolte senza fine di lucro (Onlus, pubblica amministrazione eccetera).

In agricoltura i buoni sono consentiti solo per le attività:

stagionali effettuate da pensionati e da giovani con meno di 25 anni di età se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado, compatibilmente con gli impegni scolastici o in ogni periodo dell’anno se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso l’università;

– a favore di soggetti di piccole dimensioni (produttori agricoli con volume d’affari non oltre i 7.000 euro), che non possono essere svolte da soggetti iscritti l’anno prima negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli (quindi non c’è limite soggettivo per i prestatori di lavoro, tranne se assunti l’anno prima come operai a tempo determinato).

Il ministero del Lavoro ha chiarito che, data la specialità dell’agricoltura, non si applica l’ulteriore limite di 2.000 euro (2.020 euro per il 2014) previsto per le prestazioni rese a imprenditori e professionisti. È applicabile, dunque, solo il limite più elevato di 5.000 euro (5.050 nel 2014) su base annua.

Il lavoro accessorio è consentito anche per i percettori di prestazioni di sostegno al reddito e di prestazioni integrative del salario (assegno di disoccupazione). A loro per il 2014 l’uso dei voucher è consentito in tutti i settori (anche in agricoltura, entro il limite di 3.000 euro), compresi gli enti locali, nel limite massimo di 3.000 euro complessivi di corrispettivo nell’anno solare (al netto della trattenuta per contributi). Contrariamente alle altre ipotesi di ricorso ai voucher, il limite economico per questi lavoratori non è stato rivalutato per il 2014.

Se la prestazione lavorativa è contenuta entro i limiti fissati dalla norma, al personale ispettivo degli organi di vigilanza non è consentito entrare nel merito delle modalità di svolgimento della prestazione: si vanificherebbe la finalità dell’istituto. Quindi, se sono corretti i presupposti per l’instaurazione del rapporto, si presume che ogni prestazione nei limiti economici sopra descritti sia per definizione occasionale e accessoria, anche se in azienda ci sono lavoratori che svolgono la stessa prestazione con un contratto di lavoro subordinato.

Un limite al lavoro accessorio c’è per le prestazioni a favore di terzi, come appalti e somministrazione (esiste una deroga per gli steward negli impianti sportivi), per contrastare soprattutto il “dumping sociale”. Inoltre l’età per l’accesso al lavoro è 16 anni, quindi l’utilizzo del lavoro accessorio non è consentito per giovani di età inferiore.

LA DENUNCIA: Rapporto da dichiarare all’Inps in via preventiva

Un obiettivo dei voucher è l’emersione del lavoro nero. Così la mancata denuncia preventiva del rapporto di lavoro accessorio comporta la maxi-sanzione per il lavoro nero. Più controverso il caso in cui lavoratore supera il limite economico. Il ministero del Lavoro ritiene che in sede di accertamento ispettivo, e solo se il committente ha natura di impresa, se il limite è superato, si può verificare se la prestazione sia riconducibile a un rapporto di tipo autonomo o subordinato, con eventuali conseguenze sul piano lavoristico e contributivo.

L’Inps non ha ancora una procedura automatizzata certa che consente ai committenti di controllare il rispetto dei limiti di compenso. Sarà dunque utile per loro verificare la situazione dei lavoratori interessati e richiedere un’autodichiarazione sui compensi percepiti da terzi, che basta per evitare almeno le conseguenze di sanzionatorie, fermi restando gli adempimenti di comunicazione.

Un altro aspetto che non va sottovalutato sono gli adempimenti di sicurezza del lavoro. A chi effettua prestazioni occasionali di tipo accessorio si applicano tutte le norme speciali in materia di sicurezza e tutela della salute (con la sola esclusione dei piccoli lavori domestici a carattere straordinario), compresi l’insegnamento privato supplementare e l’assistenza domiciliare a bambini, anziani, ammalati e disabili. Dunque, occorrono valutazione dei rischi, informazione, obblighi formativi e sorveglianza sanitaria. Infine, i compensi al lavoratore extracomunitario entrano nel reddito necessario per rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno.

TASSE E CONTRIBUTI: I compensi sono esenti da ogni onere fiscale

Il compenso percepito con voucher è esente da qualsiasi imposizione fiscale e non incide sullo stato di disoccupato o inoccupato. Il limite totale annuo per il 2015 per singolo percipiente è 7.000 euro netti (per percettori di prestazioni di sostegno al reddito, 3.000 euro netti/4.000 euro lordi). Fermo restando il limite complessivo per ogni percipiente, l’importo annuo per committente, impresa o studio professionale, non può superare 2.000 euro netti.

Incertezze invece sull’arco temporale: per l’Inps il periodo di riferimento (anno solare) è quello dal 1° gennaio al 31° dicembre, per ministero del Lavoro e Fondazione studi dei consulenti del lavoro è un periodo di 365 giorni che può decorrere da qualsiasi giorno.

A favore di chi percepisce sostegni al reddito (Cig, Cigs, Aspi, mini Aspi, mobilità, disoccupazione speciale edile) è la compatibilità e possibilità di cumulare per intero le prestazioni integrative del salario e gli altri sostegni con i compensi da voucher entro i 3.000 euro per anno solare. Ma in questo caso l’Inps toglie dalla contribuzione figurativa relativa alle prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito gli accrediti contributivi derivanti dal lavoro accessorio.

L’Inps ha chiarito che la quota di contribuzione Ivs (1,3 euro per ogni buono lavoro da 10 euro) va alla gestione a carico della quale c’è l’onere dell’accredito figurativo correlato alle prestazioni integrative o di sostegno al reddito e la quota di contributi pensionistici non si accredita sulla posizione contributiva del lavoratore.

Sono ammessi al lavoro accessorio i pensionati con trattamenti di anzianità o pensione anticipata, di vecchiaia, di reversibilità, assegno sociale, assegno ordinario di invalidità e pensione agli invalidi civili, più tutti gli altri trattamenti compatibili con ogni attività lavorativa. Resta così escluso il titolare di trattamenti per i quali è accertata l’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi lavoro, quale il trattamento di inabilità.

Il versamento contributivo all’Inps va nella gestione separata.

In caso di infortunio, si ha diritto alle relative prestazioni e il committente dovrà fare la denuncia. Invece non c’è diritto ad altre prestazioni, come malattia, maternità, disoccupazione e assegni familiari.

Sul sito internet dell’Inps c’è una serie di servizi per i lavoratori: registrazione con Pin e servizi per possessori di voucher.

Il cameriere lavora al posto del titolare

Ho un piccolo bar. Posso farmi sostituire qualche giorno da un cameriere qualificato in cerca di occupazione che prende l’Aspi perché ha cessato il lavoro stagionale? Quanto posso pagare?

Sì. Si applica al committente il limite massimo, per singolo percipiente, di 2.0o0 euro netti previsto per chi svolge attività commerciale o come professionista. Inoltre il lavoratore, percettore di sostegno al reddito, può avere per il 2014 compensi per lavoro accessorio entro i 3.000 euro netti/4.000 euro lordi. La remunerazione è legata alle ore effettuate. I voucher sono orari e il lavoratore percepirà 7,50 euro netti per ora lavorata. Per non incorrere nelle pesantissime sanzioni previste per il lavoro nero, va data la comunicazione preventiva del rapporto all’Inps; poi si dovrà scegliere se utilizzare i voucher con modalità telematiche o i cartacei.

Chi è in Cig può cumulare prestazioni occasionali

Sono in Cig ordinaria e mi sono stati proposti lavori occasionali con voucher. Devo dare comunicazioni sulla compatibilità con la Cig? Cosa comporta sui contributi? Il compenso va dichiarato in Unico?

Nel 2014 in Cig si possono effettuare lavori con voucher in tutti i settori, entro 3mila euro totali netti. Non occorrono particolari comunicazioni all’Inps: basta l’autodichiarazione al committente su quanto eventualmente già percepito, in modo che si possa verificare il rispetto dei limiti. È il committente a dover comunicare all’Inps l’instaurazione del rapporto di lavoro occasionale, con procedura telematica. Al pagamento l’Inps sottrarrà dalla contribuzione figurativa della Cig gli accrediti contributivi da lavoro accessorio. La quota di contributi pensionistici compresi nel lordo del voucher andrà alla gestione che ha l’onere dell’accredito figurativo correlato alla Cig. Non si dovrà dichiarare alcun reddito.


note

Autore immagine: 123rf com


4 Commenti

  1. Non mi è chiaro se essiste un limite dei voucher che il COMMITTENTE puo acquistare in un anno. Grazie.

  2. Salve. vorrei sapere in una srl che si occupa di ristorazione il limite di €. 2000,00 è riferito ad ogni singolo percettore?

  3. io sono in mobilita’ e vorrei sapere se posso usufruire di pagamenti mensili effettuati con voucher e se c’è un limite massimo annuale grazie

  4. Non capisco se copre una prestazione settimanale o addirittura mensile in questo caso quanti possono essere acqiuistati

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