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Articolo 71 Costituzione: spiegazione e commento

16 Febbraio 2022
Articolo 71 Costituzione: spiegazione e commento

Cosa dice e cosa significa l’art. 71 su chi ha il potere di presentare una proposta o un progetto di legge all’interno e all’esterno delle istituzioni.

L’iniziativa delle leggi appartiene al Governo, a ciascun membro delle Camere ed agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale.

Il popolo esercita l’iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli.

Chi può esercitare l’iniziativa legislativa?

La funzione legislativa attribuita al Parlamento dall’articolo 70 della Costituzione non è preclusa ad altri organi, enti o istituzioni dello Stato. Così come può essere esercitata dai cittadini, a determinate condizioni. L’articolo 71 della Costituzione conferma in questo modo, per l’ennesima volta, la possibilità data al popolo di partecipare in maniera attiva alla vita politica e all’attività pubblica del Paese: tutti possono presentare una proposta articolata da discutere nelle Camere affinché entri a far parte dell’insieme delle leggi dello Stato.

In particolare, la norma permette di esercitare la funzione legislativa:

  • ad ogni parlamentare;
  • a gruppi di parlamentari, anche di partiti diversi, che condividono uno stesso progetto;
  • al Governo;
  • ad ogni Consiglio regionale;
  • al Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (il Cnel) per le proposte in materia economica e sociale;
  • ai cittadini.

In quest’ultimo caso, però, affinché possa essere presentata, la proposta di iniziativa popolare deve essere appoggiata da almeno 50.000 elettori. Le firme a sostegno del progetto di legge, da presentare alla cancelleria della Corte di Cassazione da parte di almeno dieci promotori, devono essere autenticate ed accompagnate da certificato elettorale. Se ne deduce che tale proposta può essere presentata soltanto da cittadini italiani con diritto al voto. Non sono validi i fogli vidimati oltre sei mesi prima della presentazione della proposta alla Camera. Questo vuol dire che le firme devono essere raccolte in un periodo massimo di sei mesi prima della presentazione della proposta.

Va ricordato, comunque, che nessuna legge può entrare in vigore se non viene approvata dai due rami del Parlamento, cioè sia dalla Camera dei deputati sia dal Senato.

L’iniziativa legislativa del Governo

Merita un commento a parte l’iniziativa legislativa in mano al Governo, riconosciuta dall’articolo 71 della Costituzione. In primo luogo, perché in questo modo il Consiglio dei ministri dispone di ulteriori competenze oltre alla funzione esecutiva, propria di questo organo. Inoltre, è il Governo a poter valutare in ogni momento l’opportunità di introdurre dei nuovi provvedimenti legislativi a seconda delle necessità del Paese, sulla base delle sue capacità tecniche e della visione politica che gli viene riconosciuta. Senza dimenticare che è l’Esecutivo ad avere un particolare rapporto di fiducia con il Parlamento.

Tra le iniziative legislative che la Costituzione pone nelle mani del Governo ci sono quelle relative all’approvazione del bilancio e del rendiconto consuntivo.

Le varie forme di iniziativa legislativa

Nel linguaggio istituzionale ci sono molti termini simili che, però, nascondono delle differenze sostanziali. Anche le iniziative di carattere legislativo consentite dall’articolo 71 della Costituzione possono trarre in inganno o creare confusione, quando si parla di disegni di legge, decreti legge, proposte di legge, progetti di legge. Ciascuna di queste iniziative appartiene a soggetti diversi, vale a dire:

  • il disegno di legge è l’iniziativa legislativa proposta dal Governo o da membri del Senato;
  • la proposta di legge è l’iniziativa proposta da altri soggetti come deputati, almeno 50.000 elettori, Consigli regionali o Cnel;
  • il progetto di legge è l’iniziativa che rimane, per così dire, «anonima»: non viene specificato, infatti, da chi, tra i soggetti sopra indicati, è stata assunta l’iniziativa.

Queste proposte devono essere, comunque, strutturate in articoli (ne basterebbe anche uno solo) e precedute da una sorta di introduzione in cui illustrare i motivi per cui vengono presentate. Il testo finisce nelle mani dei parlamentari affinché ne possano prendere visione e poi sul tavolo della Commissione competente in materia di una delle Camere. Una volta ricevuto il via libera in Commissione, la proposta passa in Aula per la sua approvazione. Quindi, viaggia verso l’altro ramo del Parlamento affinché segua lo stesso iter e, nel caso, riceva l’approvazione definitiva.



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