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Russia e Ucraina sull’orlo di guerra: cosa sta succedendo

14 Febbraio 2022 | Autore:
Russia e Ucraina sull’orlo di guerra: cosa sta succedendo

Da cosa nasce il conflitto fra Russia e Ucraina? Perché Putin dovrebbe invadere il Paese?

La crisi tra Ucraina e Russia ha raggiunto un livello di tensione particolarmente elevato. La situazione è precipitata in poco tempo. Il rischio di un’invasione delle truppe russe si fa ogni ora più concreta, malgrado i tentativi diplomatici e i colloqui tra i leader mondiali. Mosca e Kiev sono sull’orlo di una guerra. I mercati risentono delle tensioni crescenti, decollano i prezzi di gas e petrolio, cadono le Borse europee.

Secondo alcune indiscrezioni dell’intelligence americana, la prossima mossa di Vladimir Putin in settimana sarà l’invasione dell’Ucraina. Cosa succederebbe a questo punto? Gli Usa e il blocco Nato potrebbero intervenire scatenando di fatto una guerra mondiale?

I Paesi del G7 sono pronti a infliggere sanzioni alla Russia dall’impatto «enorme e immediato» nel caso di un’aggressione ai danni dell’Ucraina, come riporta una nota congiunta dei ministri delle Finanze del G7.

Ma cos’è successo fra Russia e Ucraina?

Per capire la situazione attuale si deve ricordare che Mosca, dopo il crollo dell’unione sovietica nel 1991, non si è mai rassegnata a perdere le 14 repubbliche che erano sotto il suo controllo per cui, con pazienza, sta cercando di ricostituire il vecchio impero. Alcune nazioni, capita l’antifona, hanno subito aderito alla Nato come la Polonia, la Cecoslovacchia, la Romania, la Bulgaria, la Georgia, l’Azerbaigian ed altri Paesi.

La Russia dice che questo è un accerchiamento da parte dell’Occidente, facendo finta di non sapere che la Nato è un’alleanza esclusivamente difensiva. Ciò vuol dire che l’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord non può aggredire alcun Paese, ma deve intervenire solo se un Paese aderente è aggredito da una potenza straniera (vedi Russia). In questo scenario, la richiesta dell’Ucraina di aderire alla Nato, non ancora accettata, è la pillola più amara che la Russia di Putin potrebbe ingerire, soprattutto perché già da anni ha ripreso la tecnica di tutti i Paesi che hanno mire espansionistiche verso i vicini. A volte, con l’invasione armata diretta del territorio (vedi Crimea di pochi anni fa), ma più diffusamente sobillando le popolazioni domiciliate ai confini, quindi di lingua anche russa, con promesse di future autonomie amministrative ed economiche.

Tuttavia, come ha dichiarato alla Bbc Radio 5 Live l’ambasciatore di Kiev nel Regno Unito, Vadym Prystaiko, l’Ucraina potrebbe rinunciare all’obiettivo di entrare nella Nato se ciò può contribuire a evitare una guerra con la Russia. Prystaiko ha espresso la disponibilità dell’Ucraina a essere “flessibile”, nonostante l’obiettivo di entrare nella Nato sia inserito nella Costituzione. Ma una fonte del governo britannico ha spiegato alla Bbc che è “troppo presto” per valutare se la dichiarazione dell’ambasciatore possa spingere la Russia ad allentare la tensione.

Intanto, è possibile constatare che, come fece la Germania nel 1939 con Danzica e Polonia, ora la Russia sta effettuando la stessa tecnica con la regione del Donbass (regione più ad est dell’Ucraina con capitale dell’est); con la Transcarpazia (regione a sud ovest dell’Ucraina confinante con la Romania); con l’Ossezia del sud territorio nel Caucaso rivendicato con la Giorgia; con Abcasia (parte occidentale della Georgia sulla costa del Mar Nero) controllata tramite la penisola della Crimea dove esistono già le basi navali e atomiche della Russia. Altra tecnica di conquista sono le presunte esercitazioni militari, dove sono frequenti gli sconfinamenti, le provocazioni, presunte oppure programmate e le richieste anch’esse programmate di aiuto alla Russia da parte delle popolazioni ucraine di lingua russa.

Con un quadro del genere l’Occidente, a meno che non si voglia scatenare una guerra nucleare, può fare poco per l’Ucraina, ma può effettuare enormi depositi di armi nei Paesi confinanti (Romania, Cecoslovacchia, Polonia,) per scoraggiare future mire di sfogliare il carciofo Europa poco per volta (vedi soldi ai separatisti italiani).

In caso di invasione ci saranno certamente misure di boicottaggio economico. Teniamo presente che il rublo non è una moneta riconosciuta nei commerci internazionali per cui tutti i crediti ed i depositi finanziari e commerciali (compresi i capitali privati di Putin e degli altri gerarchi) sono tenuti in America. Questi fondi verrebbero immediatamente sequestrati dagli Usa. Vi sarebbero naturalmente delle ritorsioni commerciali verso l’Europa (vedi fornitura di gas ed altro) condanne e sacrifici per tutti. Senza parlare di circa 50.000 morti previsti nei primi giorni di invasione dell’Ucraina fra soldati ucraini regolari e gli invasori russi.



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