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Vaccino anti-Covid: serve la prescrizione medica?

15 Febbraio 2022 | Autore:
Vaccino anti-Covid: serve la prescrizione medica?

Cosa prevedono le normative nazionali e comunitarie sulla somministrazione del siero? È legale fare l’iniezione senza l’impegnativa del dottore?

Siamo sicuri che la somministrazione del vaccino anti-Covid avvenga in maniera legale? È da ritenere, per usare un’espressione cara a chi si muove in ambito giuridico, «al di sopra di ogni ragionevole dubbio» che la vaccinazione con Pfizer e Moderna segua la corretta procedura prevista dalla normativa europea? È assodato che la campagna avviata più di un anno fa dal Governo italiano stia rispettando alla lettera le raccomandazioni delle case farmaceutiche? Qualche dubbio è venuto a chi ha letto attentamente le carte con cui la Commissione europea ha autorizzato l’immissione in commercio del vaccino a mRna prodotto da Pfizer, cioè il Comirnaty. Si legge in maniera chiara e inequivocabile che per la somministrazione del vaccino anti-Covid serve la prescrizione medica. Indicazione confermata nella comunicazione con cui, la Vigilia di Natale del 2020, il ministero della Salute italiano dava il via libera alla campagna vaccinale. Significa che prima di fare la puntura ci voleva l’impegnativa del medico curante? Forse non è proprio così.

È opportuno vedere che cosa prevedono le normative sull’obbligo di prescrizione medica, soprattutto di fronte all’obbligo vaccinale scattato nei confronti di personale sanitario e docente, per i cittadini over 50 e, dal 15 febbraio 2022, per tutti i lavoratori che abbiano raggiunto questa soglia di età.

Cosa si intende per prescrizione medica

Secondo il Codice di deontologia medica, la prescrizione deve essere fatta per diagnosticare, prevenire, curare e riabilitare un paziente. Tale prescrizione spetta esclusivamente a un medico, «impegna la sua autonomia e responsabilità e deve far seguito a una diagnosi circostanziata o a un fondato sospetto diagnostico». Inoltre, prosegue il Codice, il medico deve tenere conto «delle linee guida diagnostico-terapeutiche accreditate da fonti autorevoli e indipendenti quali raccomandazioni e ne valuta l’applicabilità al caso specifico».

Ancora: «Il medico è tenuto a un’adeguata conoscenza della natura e degli effetti dei farmaci prescritti, delle loro indicazioni, controindicazioni, interazioni e reazioni individuali prevedibili e delle modalità di impiego appropriato, efficace e sicuro dei mezzi diagnostico-terapeutici».

La normativa sulla prescrizione medica per il vaccino anti-Covid

Appurato che cos’è la prescrizione medica secondo il Codice deontologico, ecco che cosa ne dice in merito la Commissione europea che, nel rispetto di quanto previsto dal Regolamento europeo approvato dal Parlamento e dal Consiglio Ue [1], ha autorizzato in forma condizionata l’immissione in commercio del vaccino a mRna Comirnaty, prodotto da Pfizer/BioNTech.

La decisione di esecuzione della Commissione contiene un allegato in cui si precisa che si tratta di un medicinale «soggetto a prescrizione medica».

Successivamente, l’Agenzia europea del farmaco (nota come Ema) ha autorizzato il vaccino di Pfizer. Sicché, il ministero della Salute diede il via alla campagna vaccinale con una circolare firmata il 24 dicembre 2020. La circolare riportava tutta la prassi per eseguire la vaccinazione, compreso il modulo del consenso informato da presentare ai cittadini ed anche lo stesso allegato al documento della Commissione europea, con la dicitura «medicinale soggetto a prescrizione medica».

La Federazione nazionale dei medici chirurghi e odontoiatri, dal canto suo, ha ricordato che «il vaccino è un farmaco che dev’essere somministrato solo dopo prescrizione medica e sempre in seguito a valutazione anamnestica e clinica» ed ha sottolineato che pure l’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, prevede la prescrizione medica per la somministrazione del vaccino.

Il vaccino viene somministrato senza prescrizione?

Non ci sono dubbi, dunque, sul fatto che la prescrizione medica sia obbligatoria per poter somministrare il vaccino anti-Covid. La domanda che il comune cittadino si può porre, dunque, è la seguente: «Vuol dire che mi hanno fatto il vaccino senza prescrizione, visto che il mio medico non mi aveva detto di farlo?».

Si cammina su un filo molto sottile. Da una parte, un paziente non fa un esame o una terapia farmacologica se il suo medico non gliel’ha espressamente prescritto. La prassi normale vuole che il cittadino vada dal suo dottore a fare una visita perché non sta bene o perché deve fare dei controlli. Il medico fa l’anamnesi, cioè raccoglie le informazioni sullo stato di salute dell’assistito, e sulla base di queste informazioni, se lo ritiene opportuno, fa un’impegnativa per un esame strumentale o di laboratorio. Il paziente porterà l’esito dell’esame al medico, il quale valuterà se e quale terapia farmacologica è il caso di fare. In qualche caso, potrebbe anche prescrivere al paziente di fare il vaccino antinfluenzale o anti-pneumococco se l’età o la patologia lo richiedessero.

Per la campagna vaccinale non succede tutto questo. Ma non vuol dire che non ci sia una prescrizione medica. Il cittadino si presenta all’hub dove avvengono le vaccinazioni di sua spontanea volontà, dopo aver preso appuntamento perlopiù online. Gli viene consegnato un modulo in cui dovrà riportare le informazioni sul suo stato di salute, cioè in cui segna quello che normalmente racconta al suo medico di famiglia. Quel modulo verrà mostrato al medico che si trova nel box in cui avverrà la vaccinazione. Il dottore gli farà qualche altra domanda (o almeno dovrebbe farlo) per completare l’anamnesi. Dopodiché deciderà di fare o di non fare il vaccino. Nel primo caso, dovrà anche spiegare quali possono essere gli effetti collaterali o indesiderati e a quali rischi si va incontro. Il paziente firmerà il consenso informato e il medico procederà con l’iniezione.

Questa procedura può essere considerata una vera e propria prescrizione medica? C’è chi tecnicamente la considera tale, visto che c’è un’anamnesi, c’è una valutazione dello stato di salute del paziente, c’è un medico che comunica al paziente gli eventuali rischi e decide di fare il vaccino con il consenso informato dell’interessato.

C’è, invece, chi ritiene che il vaccino venga effettuato senza una prescrizione medica degna di questo nome, visto che la procedura seguita durante la campagna vaccinale negli hub non sempre prevede consenso effettivamente informato dopo una valutazione approfondita dello stato di salute del paziente e dei rischi che il vaccino potrebbe comportare per la sua salute.


note

[1] Regolamento Ue n. 726/2004.

Autore immagine: depositphotos.com


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1 Commento

  1. Buongiorno. In effetti dr. Garcia, a quanto pare, dalle tante testimonianze raccolte parlando con colleghi di lavoro e conoscenti, è proprio come lei ha scritto nell’ultimo capoverso ovvero che “la procedura seguita durante la campagna vaccinale negli hub non sempre prevede consenso effettivamente informato…” ed io aggiungerei che non viene assolutamente fatta una valutazione n’è approfondita n’è tanto meno blanda dello stato di salute del paziente e dei rischi che il vaccino potrebbe comportare per la sua salute in quanto gli operatori degli hub hanno fretta di effettuare quante più vaccinazioni possibili. (esistono anche testimonianze su youtube). Cordiali saluti.

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