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Difetto di conformità e garanzia per l’acquirente: Cassazione

15 Febbraio 2022
Difetto di conformità e garanzia per l’acquirente: Cassazione

Diritto di garanzia: riparazione, sostituzione o risoluzione del contratto, i diritti del consumatore. 

Come si fa la denuncia dei vizi al venditore

La denuncia dei vizi da parte del consumatore, anche ai sensi del Codice del consumo, può essere fatta con qualunque mezzo che in concreto si riveli idoneo a portare a conoscenza del venditore i vizi riscontrati. Si presume che i difetti di conformità che si manifestino entro sei mesi dalla consegna del bene siano sussistenti già a tale data, sicché il consumatore deve allegare la sussistenza del vizio, mentre grava sul venditore l’onere di provare la conformità del bene consegnato al contratto di vendita. La riparazione e la sostituzione di un bene non conforme devono essere effettuate non solo senza spese, ma anche in un lasso di tempo ragionevole e senza notevoli inconvenienti per il consumatore. 

Corte di cassazione, sezione 2 civile, ordinanza 7 febbraio 2022 n. 3695

Mancata riparazione prodotto difettoso: garanzia

Ove la sostituzione o la riparazione del bene non conforme rispetto al contratto di vendita non siano impossibili né siano eccessivamente onerose, il consumatore, scaduto il termine congruo per la sostituzione o la riparazione senza che il venditore vi abbia provveduto, ovvero se le stesse abbiano arrecato un notevole inconveniente, può agire per la riduzione del prezzo o per la risoluzione del contratto, pur in presenza di un difetto di lieve entità. 

Corte di cassazione, sezione 2 civile, ordinanza 7 febbraio 2022 n. 3695

L’azione di regresso del venditore finale in caso di difetto di conformità del bene

L’esercizio del diritto di regresso riconosciuto dall’art. 131, comma 1, del codice del consumo al venditore finale nei confronti del produttore (o degli altri soggetti ivi indicati) non è subordinato all’avvenuto adempimento di quanto preteso dal consumatore verso il medesimo venditore poiché il riferimento alla “esecuzione della prestazione”, contenuto nel comma 2 del citato art. 131, serve solo ad individuare il “dies a quo” del termine entro il quale azionare il detto diritto di regresso e, quindi, il relativo “exordium praescriptionis”.

Cassazione civile sez. III, 23/03/2021, n.8164

Vendita di beni di consumo affetti da vizio di conformità

In tema di vendita di beni di consumo affetti da vizio di conformità, ove la sostituzione o riparazione del bene non siano state impossibili né siano eccessivamente onerose, il consumatore, scaduto il termine congruo per la sostituzione o riparazione, senza che il venditore vi abbia provveduto, ovvero se le stesse abbiano arrecato un notevole inconveniente, può agire per la riduzione del prezzo o per la risoluzione del contratto, pur in presenza di un difetto di lieve entità. (Principio espresso in relazione a fattispecie disciplinata, “ratione temporis”, dall’art. 1519-quater c.c.).

Cassazione civile sez. II, 03/06/2020, n.10453

Se si chiede la riparazione si può poi optare per la risoluzione del contratto?

In tema di vendita di beni di consumo affetti da vizio di conformità, ove l’acquirente abbia inizialmente richiesto la riparazione del bene, non è preclusa la possibilità di agire per la risoluzione del contratto, ove sia scaduto il termine ritenuto congruo per la riparazione, senza che il venditore vi abbia tempestivamente provveduto, ovvero se la stessa abbia arrecato un notevole inconveniente. 

Corte di cassazione, sezione 6 civile, ordinanza 14 ottobre 2020 n. 22146

Vendita di beni di consumo affetti da vizio di conformità

In tema di vendita di beni di consumo affetti da vizio di conformità, ove la riparazione o la sostituzione risultino, rispettivamente, impossibile ovvero eccessivamente onerosa, va riconosciuto al consumatore, benché non espressamente contemplato dall’art. 130, comma 2, del d.lgs. n. 206 del 2005, ed al fine di garantire al medesimo uno standard di tutela più elevato rispetto a quello realizzato dalla Direttiva n. 44 del 1999, il diritto di agire per il solo risarcimento del danno, quale diritto attribuitogli da altre norme dell’ordinamento, secondo quanto disposto dall’art. 135, comma 2, del medesimo c. cons. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che, in presenza di una domanda principale volta alla eliminazione dei vizi ed una, subordinata, di carattere esclusivamente risarcitorio, riconosciuta l’esistenza dei vizi lamentati dal consumatore e, al contempo, l’eccessiva onerosità dell’intervento occorrente per la loro eliminazione, aveva circoscritto il risarcimento nei limiti del solo danno non coperto dalla sostituzione eccessivamente onerosa).

Cassazione civile sez. II, 20/01/2020, n.1082

Vendita di beni di consumo: responsabilità del venditore per qualsiasi difformità esistente al momento della consegna

In tema di vendita di beni di consumo, l’art. 130 del d.lgs. n. 206 del 2005 reca una specifica tutela del consumatore, prevedendo e disciplinando la responsabilità del venditore per qualsiasi difformità esistente al momento della consegna, mentre, come previsto dall’art. 135 del menzionato d.lgs., in tutti gli altri casi d’inadempimento si applicano le regole ordinarie, che richiedono una specifica allegazione (circa la natura contrattuale o extracontrattuale della responsabilità) e prova.

(Nella specie, con riferimento alla vendita di una autovettura, la S.C. ha rigettato l’impugnazione avverso la decisione, con cui era stata esclusa la responsabilità ex art. 130 del d.lgs. cit. del concessionario, stante il giudicato sull’inesistenza di difetti originari del bene, ed era anche stata negata ogni altra responsabilità, in mancanza di specifica allegazione e prova del nesso eziologico fra una condotta illecita qualificata e il danno, verificatosi a distanza di tempo dall’acquisto).

Cassazione civile sez. III, 30/05/2019, n.14775

Vendita a catena e diritti dell’acquirente 

Nella vendita a catena di beni di consumo, all’acquirente spettano, ai sensi dell’art. 131 del d.lgs. n. 206 del 2005, l’azione contrattuale, esperibile esclusivamente nei confronti del diretto venditore, per l’ipotesi di difetto di conformità del bene, nonché quella extracontrattuale contro il produttore, per il danno sofferto in dipendenza dei vizi che rendono la cosa pericolosa; né l’eventuale prestazione volontaria, da parte del produttore, di una garanzia convenzionale, ai sensi dell’art. 133 del citato d.lgs., determina una deroga a tali principi, sicché il cliente finale (consumatore) non può agire direttamente verso uno qualsiasi dei soggetti della catena distributiva, ma deve necessariamente rivolgersi al suo immediato venditore (venditore finale), ultimo anello della detta catena e suo dante causa. 

Corte di cassazione, sezione 2 civile, sentenza 27 luglio 2017 n. 18610

Oneri probatori del compratore e del venditore in caso di vizi della cosa venduta

In tema di inadempimento del contratto di compravendita, è sufficiente che il compratore alleghi l’inesatto adempimento, ovvero denunci la presenza di vizi che rendano la cosa inidonea all’uso al quale è destinata o ne diminuiscano in modo apprezzabile il valore, mentre è a carico del venditore, quale debitore di un’obbligazione di risultato ed in forza del principio della riferibilità o vicinanza della prova, l’onere di dimostrare, anche attraverso presunzioni, di aver consegnato una cosa conforme alle caratteristiche del tipo ordinariamente prodotto, ovvero la regolarità del processo di fabbricazione o di realizzazione del bene; ne consegue che, solo ove detta prova sia stata fornita, spetta al compratore di dimostrare l’esistenza di un vizio o di un difetto intrinseco della cosa ascrivibile al venditore.

Cassazione civile sez. III, 21/09/2017, n.21927

Prova

In tema di inadempimento del contratto di compravendita, è sufficiente che il compratore alleghi l’inesatto adempimento, ovvero denunci la presenza di vizi che rendano la cosa inidonea all’uso al quale è destinata o ne diminuiscano in modo apprezzabile il valore, mentre è a carico del venditore, quale debitore di un’obbligazione di risultato ed in forza del principio della riferibilità o vicinanza della prova, l’onere di dimostrare, anche attraverso presunzioni, di aver consegnato una cosa conforme alle caratteristiche del tipo ordinariamente prodotto, ovvero la regolarità del processo di fabbricazione o di realizzazione del bene; ne consegue che, ove detta prova sia stata fornita, spetta al compratore di dimostrare l’esistenza di un vizio o di un difetto intrinseco della cosa ascrivibile al venditore.

Cassazione civile sez. II, 02/09/2013, n.20110



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