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Quando è necessaria l’autentica della firma?

15 Febbraio 2022
Quando è necessaria l’autentica della firma?

Cos’è l’autentica di firma, chi può farla, quando è obbligatoria e quanto costa.

Uno dei quesiti più frequenti quando si deve concludere un atto e dargli valore legale è il seguente:  quando è necessaria l’autentica della firma? Per comprendere la risposta è necessario innanzitutto stabilire cos’è l’autentica della firma e chi può farla. Dovremo anche ricordare la differenza tra «atto pubblico» e «scrittura privata»: difatti, l’autentica della firma ha ragione d’essere solo sulle scritture private e serve appunto per dare alla sottoscrizione su di esse apposta lo stesso valore di quella presente su un atto pubblico. Insomma, salvo quanto diremo meglio qui di seguito, l’autentica della firma è una procedura che serve per dare maggiore certezza alla sottoscrizione e renderla più difficilmente contestabile.

Ma procediamo con ordine e vediamo quando è necessaria l’autentica della firma.

Differenza tra atto pubblico e scrittura privata

L’atto pubblico è quel documento redatto davanti a un pubblico ufficiale, come ad esempio il notaio, un poliziotto, un carabiniere o un funzionario del Comune. È ad esempio un atto pubblico il rogito notarile di compravendita di una casa, una denuncia, una multa stradale, un accertamento fiscale, un verbale della Finanza, la sentenza di un giudice e così via. Come si può notare, tutti questi atti hanno in comune il fatto che a compierli è un pubblico ufficiale.

La scrittura privata è invece l’atto stipulato tra due soggetti privati. Lo è un contratto tra privati, un testamento olografo (quello cioè conservato a casa), una ricevuta di pagamento e così via.

La sostanziale differenza tra i due atti è che chi firma un atto pubblico non può disconoscere, in un momento successivo, la propria sottoscrizione: non può cioè dire che la firma non è sua. E ciò perché, dinanzi a lui, c’era il pubblico ufficiale a controllare la sua identità e a verificare la genuinità della firma.

Si può sempre contestare la firma su un atto pubblico ma bisogna farlo con un particolare procedimento civile chiamato querela di falso. Si tratta di un’apposita causa nella quale bisogna fornire le prove che la firma non è propria. Frequente è il caso di chi voglia dimostrare che la ricevuta apposta sull’avviso di una raccomandata non è la propria e che pertanto di tale atto non ha mai preso conoscenza.

Invece la firma presente su una scrittura privata può sempre essere contestata dal suo presunto autore, il quale potrebbe assumere che la stessa sia stata falsificata. Si pensi al caso di una compagnia del gas che pretenda il pagamento di una bolletta da un utente sulla base di un contratto su cui vi è una firma che però questi ritiene non essere la propria.

Contestare dunque la firma su una scrittura privata è molto semplice: basta la semplice dichiarazione della parte. In questo caso, spetterà all’avversario – ossia a colui che vuol avvalersi di tale scrittura – dimostrare il contrario, ossia l’autenticità della sottoscrizione. E dovrà farlo depositando documenti da quali si evinca che la grafia è proprio la stessa del soggetto presunto firmatario.

Cos’è l’autentica della firma e a cosa serve?

L’autentica della firma consiste in un’attestazione effettuata da un pubblico ufficiale che viene posta nella parte finale di un atto concluso tra soggetti privati. In tale attestazione, il pubblico ufficiale dichiara che la firma del privato presente in calce all’atto è stata posta in sua presenza, in tal modo garantendo ad esso una maggiore certezza circa la sua autenticità.

In questo modo si vuol evitare che il firmatario possa, in un momento successivo, affermare che la firma non è la propria e che l’atto è un falso (cosa che, si è visto, sopra, sarebbe altrimenti sempre possibile con le scritture private). Non può farlo proprio perché c’è l’attestazione del pubblico ufficiale che lo ha visto personalmente apporre tale sottoscrizione. E difatti le dichiarazioni del pubblico ufficiale fanno piena prova di quanto avvenuto in sua presenza, ivi compreso il fatto di aver assistito alla firma di un atto.

In questo modo, la scrittura privata autenticata è una categoria intermedia tra l’atto pubblico e la scrittura privata semplice.

Quando è necessaria l’autentica della firma?

Non esiste una categoria generale di atti per i quali serve l’autentica della firma. È la legge che lo prescrive di volta in volta. In generale, comunque tutto ciò per cui serve l’autentica della firma, si può anche fare con l’atto pubblico, ossia l’atto notarile. Con la differenza che quest’ultimo è più costoso.

Un tipico esempio in cui l’autentica della firma è necessaria è per il mandato processuale sugli atti giudiziari: ad esempio, quando si deve fare una causa civile, il cliente firma l’atto processuale a tergo del quale poi l’avvocato – che in tale circostanza assume le vesti del pubblico ufficiale – appone l’autentica.

L’autentica è poi necessaria quando si stipula una compravendita di un’automobile o di una moto.

L’autentica è richiesta per le compravendite immobiliari o per la costituzione di altri diritti relativi a immobili come superfici o servitù. Tuttavia, in questi casi, si usa quasi sempre l’atto pubblico, ossia il rogito notarile. Ed è richiesta anche per la delega a comprare o a vendere un immobile.

L’autentica è imposta dalla legge ​per alcune dichiarazioni sostitutive dell’atto di notorietà. Le dichiarazioni sostitutive sono, in pratica, dichiarazioni che vengono rese dall’interessato sotto la sua responsabilità.

Può infine essere richiesta per deleghe per la riscossione di benefici economici da parte di terzi soggetti come, ad esempio per il ritiro della pensione di un’altra persona.

Chi fa l’autentica della firma?

L’autentica viene posta da un pubblico ufficiale. Tale è di norma il notaio o il funzionario apposito del Comune. Di solito, è la legge che richiede l’autentica a specificare, di volta in volta, a quale pubblico ufficiale rivolgersi. In assenza di indicazioni, ci si affida a un notaio.

Quando costa l’autentica di firma?

Se l’autentica della firma viene apposta da un dipendente della Pubblica Amministrazione ha un costo pari a 0,52 euro per diritti di segreteria (mentre nel caso in cui l’autentica sia esente da bollo il costo è limitato ad un diritto di segreteria di 0,26 euro). A ciò si aggiunge di solito la marca da bollo da 16,51 euro.

Invece se l’autentica viene effettuata da un notaio il costo oscilla tra 100 e 400 euro.



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