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Quanto costa registrare un logo?

22 Luglio 2022 | Autore:
Quanto costa registrare un logo?

Il logo è il biglietto da visita di un’azienda. La sua tutela avviene mediante la registrazione.

Il logo rappresenta graficamente il nome di un prodotto o di un’azienda e può consistere in un’immagine, in un disegno particolare o in una combinazione di questi due elementi. Grazie al logo un prodotto o un’azienda sono riconoscibili da parte dei consumatori e si distinguono dai concorrenti.

Per assicurarsi il diritto esclusivo di utilizzare un logo, per potere godere di eventuali diritti economici derivanti dalla concessione di utilizzo a terzi e per potere agire legalmente in caso di contraffazioni, un passaggio fondamentale è quello della registrazione. Quanto costa registrare un logo?

Il costo della registrazione di un logo varia in base agli obiettivi di business che si perseguono. Infatti, se il prodotto o l’azienda a cui fa riferimento vanno commercializzati o operano solo in Italia, è sufficiente che la registrazione del logo avvenga a livello nazionale e la spesa sarà relativamente bassa. Il discorso cambia se si intendono esportare i prodotti o se l’azienda intende operare in Europa. In tal caso, va registrato un logo UE e i costi aumenteranno.

Prima di addentrarci nell’esame dell’argomento è opportuno fare una precisazione: dal punto di vista tecnico, registrare un logo equivale a registrare un marchio. Il logo, infatti, rappresenta la versione figurativa di un marchio.

La registrazione di un logo deve essere preceduta da due passaggi fondamentali:

  1. innanzitutto è necessario compiere un’indagine di mercato per assicurarsi che il logo scelto non sia simile o identico ad un altro logo già registrato. Per effettuare quest’operazione si può consultare la banca dati nazionale messa a disposizione dall’Ufficio italiano brevetti e marchi oppure i dati reperibili sul sito Internet dell’Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale;
  2. in secondo luogo, occorre classificare il logo. Per fare ciò prima bisogna stabilire a quale prodotto il logo deve fare riferimento e successivamente va individuata la classe di appartenenza nel Sistema internazionale di classificazione dei marchi o Sistema di Nizza.

Per registrare un logo nazionale va presentata un’apposita domanda presso l’Uibm – Ufficio italiano brevetti e marchi – del ministero dello Sviluppo economico. A tal fine, è possibile recarsi personalmente presso una qualsiasi Camera di commercio e depositare la domanda in formato cartaceo oppure si può usare la procedura di deposito telematico, disponibile sul sito Internet dell’Uibm.

Se la registrazione è relativa a un logo UE, la domanda può essere compilata in una delle lingue dell’Unione europea, compreso l’italiano. Quindi, va depositata con modalità telematica presso l’Euipo – Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale. È possibile anche procedere al deposito comunitario del proprio logo con modalità cartacea.

La registrazione del logo non è immediata in quanto gli organi preposti, sia a livello nazionale sia comunitario, devono effettuare i propri controlli sulla legittimità della richiesta.

Dopo che è stata constatata la regolarità dell’iter seguito e la completezza della domanda, quest’ultima è pubblicata sul bollettino dell’Uibm o su quello dell’Euipo per la procedura comunitaria.

Se entro tre mesi non viene presentata alcuna opposizione, si procede alla registrazione e al rilascio di apposito certificato.

Una volta effettuata la registrazione del logo essa avrà effetto per 10 anni a partire dalla data di deposito della domanda. Alla scadenza si potrà procedere al rinnovo del logo per altri 10 anni.

La domanda di registrazione di un logo può essere presentata personalmente dall’interessato oppure da:

  • un avvocato, regolarmente iscritto all’albo tenuto dal relativo ordine forense o da un consulente in proprietà industriale, iscritto nell’apposito albo professionale tenuto dall’Ufficio italiano brevetti e marchi, se si tratta della registrazione di un logo nazionale;
  • un avvocato abilitato ad esercitare in uno Stato membro, sempre che lo Stato membro consenta agli avvocati di agire in qualità di esperti in proprietà industriale in ambito comunitario, o da un mandatario abilitato, iscritto nell’elenco tenuto dall’Euipo, se si tratta della registrazione di un logo UE.

Le spese di registrazione di un logo sono costituite da due voci principali:

  1. l’onorario del professionista, al quale, eventualmente, ci si è rivolti per curare la pratica di registrazione;
  2. le tasse di registrazione da versare ai singoli uffici, il cui importo varia in base alla tipologia di registrazione da effettuare (nazionale o UE).

Le spese di registrazione, altresì, dipendono dalla territorialità, ovvero da quali e in quanti Stati si vuole commercializzare il prodotto o i servizi dell’impresa interessata e dal numero di classi merceologiche da coprire.

Se il logo viene registrato in Italia ed è riferito a una sola classe merceologica, i costi fissi ammontano a:

  • 101,00 euro, per le tasse di concessione governativa;
  • 16,00 euro, per la marca da bollo da applicare sul modulo originale della domanda di registrazione;
  • 40,00 euro, per i diritti di segreteria, se la domanda di registrazione è depositata presso la Camera di commercio.

Vi sono, poi, dei costi variabili pari a 34,00 euro per ogni classe merceologica di prodotti/servizi oltre la prima e a 337,00 euro anziché 101,00 euro, se al posto di un logo singolo viene registrato un logo collettivo [1].

I pagamenti vanno effettuati con il Mod. F24. La data di deposito del logo corrisponderà alla data di effettuazione del pagamento.

Qualora si depositi il logo attraverso un consulente/avvocato, è necessario presentare una lettera d’incarico e per la tassa di concessione governativa si pagano 34,00 euro.

Se il logo viene registrato a livello comunitario le spese sono pari a:

  • 855,00 euro per le tasse di registrazione e per una sola classe merceologica;
  • 50,00 euro per l’aggiunta di una seconda classe merceologica;
  • 150,00 euro per l’aggiunta di ulteriori classi merceologiche.

I predetti costi sono relativi al caso in cui si decida di presentare la domanda di registrazione personalmente. Se ci si avvale dell’aiuto di un professionista è necessario inserire tra le voci di spesa anche quella relativa alla parcella.

Per un maggiore approfondimento dell’argomento è consigliata la lettura dell’articolo “Come registrare un logo”.


note

[1] Il logo collettivo identifica le caratteristiche di qualità o di provenienza dei prodotti di più aziende.


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