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Vincite non dichiarate: cosa rischia chi ha il Reddito di cittadinanza

17 Febbraio 2022 | Autore:
Vincite non dichiarate: cosa rischia chi ha il Reddito di cittadinanza

Sequestro della carta Rdc, revoca del sussidio e procedimento penale: ecco le conseguenze in caso di mancata dichiarazione dei proventi realizzati al gioco.

Giocare e scommettere può essere divertente, specialmente quando si vince; ma chi percepisce sussidi dallo Stato deve stare attento. È vero che i proventi delle vincite al gioco sono già tassati in partenza, e si riceve la somma netta, ma quelle somme vanno considerate ai fini dei requisiti di spettanza del beneficio. E allora, in caso di vincite non dichiarate, cosa rischia chi ha il Reddito di cittadinanza?

Non conviene fare gli struzzi e tenere nascosta la vincita realizzata al gioco, perché si rischia parecchio. Per prima cosa scatta il sequestro della carta Rdc; poi, c’è la revoca del sussidio e, infine, un procedimento penale per un reato che prevede la reclusione da uno a tre anni. È capitato ad una signora di Salerno che aveva giocato su un casinò online e aveva vinto somme consistenti. La Corte di Cassazione, con una recente sentenza [1], ha respinto il suo ricorso, perché le somme occultate andavano dichiarate dalla beneficiaria per la corretta attribuzione del Reddito di cittadinanza e per determinare le variazioni dell’importo spettante. Dunque, quelle vincite andavano comunicate all’Inps, in quanto costituivano «informazioni dovute e rilevanti ai fini della revoca o della riduzione del beneficio».

Così la Suprema Corte ha ritenuto sussistente il reato ed ha confermato il sequestro della carta Rdc. A nulla è valso opporre che le vincite erano state accreditate su un conto online destinato al gioco e non erano state riscosse, bensì rigiocate e perse, tant’è che il conto di gioco, al momento dell’accertamento, presentava un saldo negativo tra ricariche e prelievi: per gli Ermellini è stato decisivo il fatto che quelle somme non erano state dichiarate ai fini della concessione del Reddito di cittadinanza.

Ora procediamo con ordine e vediamo più in dettaglio per le vincite non dichiarate, cosa rischia chi ha il Reddito di cittadinanza, analizzando una per una le tre conseguenze che abbiamo anticipato: il sequestro della carta, la revoca del beneficio e il procedimento penale.

Sequestro carta Rdc

La carta Postepay o Postamat su cui viene accreditato il Reddito di cittadinanza può essere sequestrata dall’autorità giudiziaria in caso di vincite al gioco non dichiarate. In questi casi, scatta il sequestro preventivo, una misura cautelare che si adotta nel procedimento penale per impedire che il reato venga portato a conseguenze ulteriori: sequestrando la carta e togliendola al percettore gli si impedisce di incassare le future tranche del Reddito.

Revoca del Reddito di cittadinanza

Per ottenere il Reddito di cittadinanza bisogna versare in uno stato di disoccupazione, o di occupazione non stabile e precaria, ed avere un reddito Isee del nucleo familiare di appartenenza inferiore a 9.360 euro (aumentati in caso di famiglie numerose). Inoltre, il valore degli immobili posseduti (a parte la prima casa) non deve superare i 30mila euro, ed il patrimonio mobiliare (la somma delle giacenze di conti correnti e dei depositi in titoli, libretti, azioni, obbligazioni, ecc.) non deve eccedere i 6mila euro (la cifra è incrementata di 2mila euro per ogni componente del nucleo familiare).

È proprio qui che si annida il pericolo in caso di vincite al gioco: il Reddito di cittadinanza viene revocato d’ufficio dall’Inps non solo quando si sono dichiarate circostanze false per ottenerlo senza averne diritto, ma anche quando sono state omesse le variazioni delle condizioni economiche rilevanti. Dunque, anche per l’omessa dichiarazione della vincita al gioco si perde il Reddito di cittadinanza.

Omessa dichiarazione delle vincite: è reato?

La legge istitutiva del Reddito di cittadinanza [2] prevede due diverse fattispecie di reato per le dichiarazioni mendaci rese al fine di ottenere, o di mantenere, il beneficio economico che in realtà non spetterebbe:

  • il primo caso riguarda «chiunque, al fine di ottenere indebitamente il beneficio, rende o utilizza documenti falsi o attestanti cose non vere, ovvero omette informazioni dovute». La pena è la reclusione da 2 a 6 anni;
  • la seconda ipotesi riguarda «l’omessa comunicazione delle variazioni del reddito o del patrimonio, anche se provenienti da attività irregolari, nonché di altre informazioni dovute e rilevanti ai fini della revoca o della riduzione del beneficio». La violazione è punita con la reclusione da 1 a 3 anni.

È proprio quest’ultimo il reato che ci interessa: nella sentenza che abbiamo anticipato all’inizio [1], la Cassazione afferma che quelle vincite accreditate sul conto di gioco online (per un ammontare molto superiore ai 6mila euro soglia) erano entrate nella «effettiva disponibilità» della beneficiaria del Reddito di cittadinanza, che, però, non le aveva dichiarate nell’istanza volta ad ottenere il sussidio. Così facendo era venuta meno – spiega il Collegio – al «dovere di lealtà del cittadino verso le istituzioni dalle quali riceve un beneficio economico». E in ogni caso quelle vincite al gioco, pur non dovendo essere indicate nella dichiarazione dei redditi (in quanto tassate a monte, con ritenuta applicata alla fonte a titolo d’imposta) erano comunque «rilevanti ai fini della concessione o meno del Reddito di cittadinanza».

Approfondimenti

Per altre informazioni leggi “Reddito di cittadinanza: cosa rischia chi attesta il falso?“.


note

[1] Cass. sent. n. 5309 del 15.02.2022.

[2] Art. 7 D.L. n.4/2019, conv. in L. n. 26/2019.


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1 Commento

  1. E’ quello che è capitato anche a me. Quindi, aver perso complessivamente non conta? Vabbé, se ci sarà il processo, mi farò 3 anni di Grand Hotel.

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