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Quali sono gli eredi legittimari?

17 Febbraio 2022
Quali sono gli eredi legittimari?

Quota indisponibile: gli eredi legittimari hanno sempre diritto a una parte del patrimonio del defunto e non possono essere diseredati. 

Comprendere il diritto, per chi non ha studiato legge, non è cosa semplice. Ma la materia delle successioni, dei testamenti e della divisione dell’eredità è tra le più ostiche che vi siano. Una domanda frequente che viene di solito fatta a notai ed avvocati è: chi sono e quali sono gli eredi legittimari? 

Perché mai la necessità di una risposta chiara e precisa? Perché, come vedremo a breve, gli eredi legittimari hanno sempre diritto a una quota del patrimonio del defunto, anche se questi ha disposto diversamente con il proprio testamento, non li ha menzionati o ha lasciato loro solo dei beni marginali.

Detto in parole povere, non si può diseredare un erede legittimario (a meno che questi non si sia macchiato di indegnità, ipotesi però che ricorre solo al compimento di reati particolarmente gravi).

Detto ciò, per capire quali sono gli eredi legittimari, dovremo spiegare innanzitutto cos’è la quota disponibile e quella indisponibile del patrimonio del defunto.

Cos’è la quota indisponibile o quota di riserva?

Come abbiamo anticipato tra le righe in apertura, chi fa testamento non è completamente libero di lasciare i propri beni a chi vuole. Una parte del patrimonio deve andare ai parenti più stretti. E ciò per un vincolo di solidarietà familiare che la legge preserva e tutela. Ebbene, questa quota del patrimonio viene detta indisponibile o di riserva: «indisponibile» perché non se ne può disporre per come si vuole e «di riserva» perché riservata appunto ai familiari più stretti.

Cos’è la quota disponibile?

La quota disponibile è quella parte del patrimonio di cui ciascuno può fare ciò che vuole, lasciandolo in eredità a chiunque, anche a soggetti non legati da rapporti di parentela (ad esempio amici), società, associazioni, enti di beneficenza, ecc. Si può assegnare la quota di riserva anche a uno dei familiari a cui è già destinata la quota disponibile, così lasciando a questi una patrimonio superiore rispetto agli altri eredi.

Chi sono i legittimari?

I legittimari sono gli eredi a cui spetta la quota indisponibile: sono cioè quei familiari stretti di cui si è detto prima a cui viene riservata sempre una parte del patrimonio del defunto, indipendentemente da quanto questi ha stabilito nel proprio testamento. Se così non dovesse essere i legittimari potrebbero impugnare la divisione dell’eredità – tramite la cosiddetta «azione di lesione della legittima» – per ripristinare le giuste quote imposte dalla legge. A tal fine possono anche impugnare le donazioni fatte in vita dal defunto con cui questi potrebbe aver svuotato il proprio patrimonio al fine di ledere i legittimari prima ancora dell’apertura del testamento.

Il problema della tutela dei legittimari si pone evidentemente solo per le successioni tramite testamento. Se invece il testamento non c’è, è la legge a definire chi sono gli eredi e quali le quote che ad essi spettano, sicché non si pone alcun problema di lesione dei diritti dei familiari stretti.

Quali sono gli eredi legittimari?

Gli eredi legittimari sono:

  • il coniuge (anche se separato legalmente);
  • i figli;
  • i genitori (solo se non ci sono figli).

Pertanto, non è mai possibile diseredare il marito o la moglie (salvo sia intervenuto il divorzio, nel qual caso non è neanche necessaria una dichiarazione di diseredazione non avendo questi alcun diritto sull’altrui patrimonio). Allo stesso modo, non si può diseredare mai un figlio o, in assenza dei figli, i genitori.

Coniuge

In assenza di figli, a favore del coniuge è riservata la metà del patrimonio dell’altro coniuge.

Al coniuge è equiparata la parte di un’unione civile. 

Al coniuge, anche quando concorre con altri chiamati, sono riservati i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano, se di proprietà del defunto o comuni. Tali diritti, che si sommano alla quota spettante allo stesso in proprietà, gravano sulla porzione disponibile e, se questa non è sufficiente, per il rimanente sulla quota di riserva del coniuge ed eventualmente sulla quota riservata ai figli.

Il coniuge cui non è stata addebitata la separazione con sentenza passata in giudicato ha gli stessi diritti successori del coniuge non separato. 

Coniuge e figli

Se oltre al coniuge il defunto lascia anche un figlio, un terzo del patrimonio è riservato al coniuge e un altro terzo al figlio. Il testatore può dunque disporre di un solo terzo del proprio patrimonio.

Se i figli sono più di uno, ad essi è complessivamente riservata la metà del patrimonio e al coniuge spetta un quarto del patrimonio del defunto.

La divisione tra tutti i figli è effettuata in parti uguali.

Il testatore può dunque disporre di un solo quarto del proprio patrimonio.

Coniuge senza figli ma con i genitori

In assenza di figli, al coniuge è riservata la metà del patrimonio, mentre agli ascendenti un quarto. Il testatore può dunque disporre di un solo quarto del proprio patrimonio. 

Figli

In assenza di coniuge, all’unico figlio è riservata la metà del patrimonio.

In caso di pluralità di figli, a questi spettano (in parti uguali) due terzi del patrimonio. Il testatore può dunque disporre di un solo terzo del patrimonio.

Genitori e nonni

In mancanza sia del coniuge sia dei figli, a favore degli ascendenti in vita è riservato un terzo del patrimonio. Essi dividono tra loro tale quota. 



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