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Quando la casa spetta alla moglie?

17 Febbraio 2022
Quando la casa spetta alla moglie?

Separazione e divorzio: quando spetta il diritto di abitazione sulla casa coniugale. 

Un nostro lettore sta per separarsi. Ci chiede pertanto: quando la casa spetta alla moglie? Sul punto sono stati scritti fiumi di giurisprudenza e non si registrano più orientamenti difformi da quello che è ormai l’insegnamento costante della Cassazione. La Corte ha spiegato non solo quando spetta la casa all’ex moglie ma anche quale casa e fino a quando. Di tanto parleremo meglio qui di seguito in modo da illustrare tutti i rischi che corre chi sta per separarsi.

Quando la casa spetta alla moglie?

Il giudice è tenuto ad assegnare la casa coniugale al coniuge con cui i figli andranno a vivere. Deve però trattarsi dei figli minori, maggiorenni non ancora autosufficienti o portatori di handicap.

In pratica, quando il giudice emette il provvedimento con cui nomina il cosiddetto «genitore collocatario» (quello cioè presso cui la prole avrà la residenza) gli riconosce anche il diritto di abitazione sulla casa coniugale, anche se di proprietà dell’altro coniuge.

Lo scopo di previsione è garantire ai figli di continuare a vivere nello stesso ambiente domestico ove erano cresciuti, senza dover subire l’ulteriore trauma – oltre a quello della disgregazione familiare – di un trasloco (con conseguente cambiamento delle abitudini).

La casa viene assegnata quindi non come sostegno al reddito all’ex coniuge. Sicché, il diritto di abitazione può spettare anche a chi non ha invece diritto all’assegno di mantenimento per avere un proprio reddito sufficiente a vivere. 

Se pertanto la coppia non ha figli o se questi sono ormai autonomi dal punto di vista economico, la casa resta nella disponibilità del suo proprietario. 

È chiaro però che se la casa è cointestata o se la coppia è in comunione dei beni la casa andrà divisa in natura o, nel caso in cui ciò sia impossibile, dovrà essere venduta affinché il ricavato sia spartito in quote uguali. È anche concesso a uno dei due coniugi di riscattare la quota dell’altro, cedendogli il controvalore in denaro secondo i prezzi di mercato.

Quale casa spetta alla moglie?

Non qualsiasi casa spetta alla moglie ma solo quella che, al momento della separazione, era la dimora abituale della famiglia. Il giudice non può quindi assegnare all’ex moglie la seconda casa, la casa per le vacanze o un altro immobile.

Questo però significa anche che, se il marito è proprietario di un immobile ove però la famiglia non vive, su di esso non spetterà il diritto di abitazione all’ex moglie.

All’ex moglie può essere riconosciuto anche il diritto di abitazione sulla casa ricevuta in prestito, ossia in comodato, dai suoceri (ossia dai genitori del marito). Per scongiurare tale evenienza è necessario che i titolari dell’immobile stipulino con il figlio un contratto di comodato scritto, con indicazione della data di scadenza, e lo registrino all’Agenzia delle Entrate.

Per quanto tempo la casa resta alla moglie?

La casa coniugale resta all’ex moglie fin quando sussistono le necessità dei figli. Quindi, è possibile chiederne la restituzione se i figli diventano autonomi, o se vanno a vivere da soli, o se la madre si trasferisce con loro altrove.

La casa spetta anche al/alla compagno/a non sposato/a?

Il diritto di abitazione sulla casa coniugale spetta anche in caso di coppie di conviventi, quindi al/alla compagno/a presso cui il giudice abbia collocato i figli. 



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