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Come trasformare la tua passione in lavoro in 5 mosse

17 Febbraio 2022 | Autore:
Come trasformare la tua passione in lavoro in 5 mosse

Come fare un business partendo da zero ma facendo qualcosa che piace. I consigli pratici.

Qualcuno, conoscendo la storia della mia trasformazione professionale, mi ha chiesto: Come trasformare la tua passione in lavoro? Devo partire da molto lontano. 

Quando ero ragazzino volevo fare il giornalista. Mi piaceva scrivere. Ricordo che, alla mia prima comunione, i miei mi regalarono una vecchia macchina da scrivere Olivetti e già da allora – avevo poco più di otto anni – iniziai ad alzarmi presto la mattina per comporre storie e poesie. 

All’appuntamento dell’università, dissi a mio padre che intendevo iscrivermi a giornalismo. Lì però scoprii che non c’è una facoltà di giornalismo e che non esistono corsi di formazione o studi che conferiscano automaticamente l’iscrizione all’Ordine dei giornalisti. Nonostante ciò, ci sono alcune facoltà che preparano il futuro giornalista ad affrontare meglio la professione. Così, su suggerimento dei miei genitori, presi giurisprudenza perché – ed è vero – si tratta di una delle facoltà che apre maggiori prospettive di lavoro. 

Mi innamorai del percorso aziendale; ma, dopo pochi mesi di pratica legale, c’era di nuovo il mio sogno nel cassetto a bussare alla porta. E lì venne fuori il pragmatismo: un giornalista deve dipendere da altri, al meridione non ci sono giornali seri, lo stipendio è basso e non sempre ti garantiscono un full time. Continuai così sulla strada dell’avvocatura e presi il titolo. 

Ma se il destino ti ha scelto non puoi scappare. È la parabola della morte inevitabile. «Un giovane giardiniere persiano dice al suo principe: “Salvami! Ho incontrato la Morte stamattina. Mi ha fatto un gesto di minaccia. Stanotte, per miracolo, vorrei essere a Isfahan”. Il buon principe gli presta i suoi cavalli. Nel pomeriggio, il principe incontra la Morte e le chiede: “Perché stamattina hai fatto un gesto di minaccia al nostro giardiniere?». «Non era un gesto di minaccia, ma un gesto di sorpresa. Perché stamattina lo vedevo lontano da Isfahan, e a Isfahan lo devo prendere stanotte».

Ma siccome è anche vero che il destino – almeno quello lavorativo – ce lo scegliamo noi, dobbiamo avere un minimo di intraprendenza. «Scegli il lavoro che ami e non lavorerai per un giorno in tutta la tua vita». Questa frase, attribuita a Confucio, è vera da un lato ma, dall’altro, crea un grosso equivoco: quello di ritenere che, solo perché si ama ciò che si fa, non si debba soffrire per esso. Non è affatto così. Se vuoi trasformare la tua passione in lavoro devi essere disposto a tutto. Certo, lo farai con maggior voglia rispetto a qualsiasi altro lavoro, ma non credere che, per il solo fatto che stai facendo ciò che ami, ti saranno risparmiati i sacrifici. Ecco allora cinque suggerimenti su come trasformare la tua passione in lavoro.

Scegli bene il settore

Non sempre ciò che piace a te, piace anche al mercato o il mercato ne ha davvero bisogno. Poniamo l’esempio di una persona a cui piaccia intrecciare delle corde per fare braccialetti. Di venditori ambulanti di braccialetti ce ne sono a migliaia. Bisogna sempre fare un’analisi di mercato prima di inserirsi in un settore e verificare se di quel prodotto vi è effettiva richiesta. Non si possono vendere ghiaccioli al Polo nord, anche se è il proprio sogno. 

Questo non significa che si debba cambiare completamente settore. Si può rimanere nello stesso ambito merceologico, modificando il prodotto o adeguandolo alle esigenze dell’ambiente. Come dire: si può vendere il gelato fritto, magari. E per rimanere in tema di fritti mi viene in mente una delle strategie di marketing più geniali degli ultimi tempi: la friggitrice ad aria. Sapete che tutto è tranne che una friggitrice. È un normale forno a ventilazione. Ma di “fornetti” erano già pieni i negozi di elettrodomestici. E allora si è pensato di andare incontro a uno dei sogni più difficilmente realizzabili dell’uomo: mangiare bene senza ingrassare. La friggitrice ad aria, senza olio. Che trovata geniale! E vi ricordate i braccialetti in silicone colorato? Cosa avevano di diverso rispetto agli altri? Un materiale, peraltro di pochi centesimi, prodotto in Cina. Hanno fatto la fortuna del suo ideatore e sono stati replicati in mille modi.

E che dire ancora del bracciale che migliora l’equilibrio?

Se sono riusciti a vendere «l’acqua che aiuta a eliminare l’acqua», si può vendere qualsiasi cosa. Basta saperci fare.

Studia

L’amore non è un raggio di sole che ti irradia dall’alto e che ti infonde la sua luce per miracolo. Il fatto che ti innamori di qualcuno non ti garantisce amore eterno se poi non fai di tutto per mantenere accesa la fiamma. Fiamma che altrimenti, se la lasci senza ossigeno, prima o poi si spegne. Così anche il tuo lavoro: devi studiare, aggiornarti, devi metterti in testa di essere il primo. La passione è un fatto interiore, ma la scienza si acquisisce all’esterno. Devi quindi studiare, frequentare corsi, devi formarti. E non basarti sui tutorial presenti su Internet: per approfondire le tue competenze, devi rivolgerti agli esperti del settore. Non puoi limitarti all’esperienza universitaria; devi leggere, devi affidarti a chi già fa questo lavoro. Non pensare di poter fare tutto da te. E soprattutto: metti in pratica ciò che studi. Spesso, si fanno studi teorici ma senza alcuna capacità di concretizzarli. L’apprendimento non deve restare astratto. 

Investi

Non puoi mandare avanti il tuo sogno se non hai la forza e il coraggio di investire sul tuo progetto. E per questo occorre tempo, ma soprattutto capitali. Capitali che puoi acquisire dai tuoi stessi guadagni. Qui scatta un errore che fanno in molti: non appena vedono che il proprio lavoro dà frutti li impiegano per fini diversi, li spendono, li sperperano. E invece i guadagni vanno, almeno in una fase iniziale, reinvestiti nel progetto affinché questo possa crescere. L’investimento è l’ossigeno che alimenta la fiammella, e la fiammella tiene acceso l’amore. Se non vedrai crescere il tuo lavoro te ne potrai disinnamorare come è successo già a molti.

Sacrificati

Come dicevo all’inizio, il fatto di appassionarsi per un lavoro non significa che non ci si debba fare i calli. Anche il più vocato dei chitarristi, se non si logora i polpastrelli con gli esercizi non potrà mai far decollare la propria passione e suonare con un’orchestra. L’esempio dello sport è il più calzante. C’è chi dice che ama lo sport, ma poi si siede sulla poltrona e lascia che lo pratichino gli altri. E c’è chi invece si mette in tuta e decide di sudare. Nel primo caso, la passione non potrà mai diventare un lavoro; nel secondo caso invece potrà esserlo. 

In termini pratici, per trasformare un lavoro in passione bisogna essere disposti a sacrificarsi per esso in modo totale e assorbente, non meno di quanto si farebbe con qualsiasi altro lavoro. Con la consapevolezza però che si fa qualcosa in cui si crede. E già questo dovrebbe rendere la fatica più tollerabile. 

Se, al termine della giornata, non ti sarai accorto del tempo che è passato; se ti alzi la mattina presto con l’ansia di iniziare; se la sera non riesci a staccarti dal tuo lavoro; se anche i weekend sono la scusa per lavorare di più sacrificando il tuo tempo libero, allora puoi dire di trovarti davvero davanti alla tua passione e di sacrificarti con piacere. 

Confrontati

Quando si inizia un lavoro, qualsiasi lavoro, bisogna sì avere fiducia di sé ma non bisogna mai dimenticare di guardarsi attorno. Ed allora bisogna innanzitutto verificare cosa fanno i competitor. Perché, il solo fatto che ti piaccia ciò che stai facendo non ti garantisce di farlo meglio rispetto agli altri. Non innamorarti mai del tuo prodotto ma sii sempre critico verso di esso e verso te stesso. Trova i difetti in ciò che fai, non i pregi. Non circondarti di persone che ti compiacciono ma che ti dicano dove sbagli o dove potresti migliorarti. Se vuoi far vedere il tuo lavoro a un amico non chiedergli «ti piace?» perché si tratta di una domanda retorica, che potrebbe portare il tuo interlocutore a darti una risposta falsa solo per non deluderti. Chiedigli piuttosto «cosa miglioreresti?»: lì dovrà per forza analizzare criticamente la tua opera e rivelarti i difetti.

Segui chi ha la tua stessa passione: guarda come opera, cerca di trovarne i punti deboli e copiane quelli forti. Migliora ciò che c’è già: aggiungi sempre qualcosa di nuovo, qualcosa in più che non esiste. Dai una forte impronta personale al tuo lavoro, qualcosa che lo identifichi con te stesso.

Puoi anche creare un network con persone che condividono la tua stessa passione per crescere insieme a loro. E chissà: un domani potrebbero diventare i tuoi soci. 

Il secondo confronto che devi fare è con il cliente. A volte, si è portati a pensare che il proprio prodotto sia perfetto per il mercato quando invece il mercato vuole altro. Succede a volte con le opere troppo complesse. L’esperienza dimostra che a vincere sono sempre i prodotti più semplici. E in questo uno studio attento dell’esperienza del consumatore può essere fondamentale. 



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