Diritto e Fisco | Articoli

Risarcimento danni per morso di un cane

18 Febbraio 2022 | Autore:
Risarcimento danni per morso di un cane

Come avere l’indennizzo per ferite e lesioni; qual è la responsabilità del proprietario dell’animale; quanto si può ottenere; quando interviene l’assicurazione.

Durante una tranquilla passeggiata per strada sei stato aggredito da un cane e hai riportato delle ferite al braccio e alla gamba. L’infortunio ti ha impedito di recarti al lavoro per qualche giorno e hai riportato lesioni permanenti: è rimasta una visibile cicatrice. Ti chiedi, perciò, come funziona il risarcimento danni per morso di un cane.

In questo articolo ti spiegheremo a chi puoi chiederlo, in che modo e entro quali termini, a quanto ammonta il danno risarcibile e come comportarsi se il proprietario è assicurato per questo genere di eventi.

La responsabilità del padrone del cane per morso

Il proprietario del cane, o chi lo custodisce, è responsabile per i morsi e le conseguenti lesioni che il cane provoca ad altre persone. La responsabilità è sia civile sia penale. Da entrambe scaturisce l’obbligo di risarcire i danni.

La responsabilità civile scaturisce dall’art. 2052 del Codice civile, in base al quale «il proprietario di un animale, o chi se ne serve per il tempo in cui lo ha in uso, è responsabile dei danni cagionati dall’animale, sia che fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito, salvo che provi il caso fortuito».

Sussiste, quindi, una presunzione di responsabilità del padrone per i comportamenti lesivi compiuti dal suo cane. Questa responsabilità viene meno se si verifica un caso fortuito, cioè un evento imprevedibile ed eccezionale, che il padrone non avrebbe potuto impedire: ad esempio un passante che improvvisamente e senza motivo provoca il cane prendendolo a calci; ma se chi molesta o aggredisce l’animale è un bambino non può parlarsi di caso fortuito, perché quel comportamento, pur anomalo, non è imprevedibile, in quanto si sa che i ragazzini possono facilmente compiere gesti inconsulti.

Se il cane è randagio (si considera tale quello che non è dotato di microchip, in modo da rendere impossibile risalire al padrone) la responsabilità risarcitoria ricade sul Comune, che risponde per i «danni da cose in custodia» secondo quanto previsto dall’art. 2051 del Codice civile.

La responsabilità penale è per il reato di lesioni personali colpose, previsto e punito dall’art. 590 del Codice penale, che si configura quando c’è stata un’omessa custodia o vigilanza dell’animale: ad esempio un cane lasciato libero, senza guinzaglio e museruola, in un parco dove giocano dei bambini. Il danneggiato dal morso deve sporgere querela entro tre mesi dal fatto.

Morso di un cane: come ottenere il risarcimento

Chi è stato morso da un cane ed ha riportato lesioni, per essere in grado di formulare la richiesta risarcitoria, deve ricostruire l’evento con qualsiasi mezzo di prova utile (testimonianze, fotografie, telecamere di sorveglianza presenti in zona) e individuare il responsabile, acquisendo le sue generalità. La tipologia e l’entità delle lesioni potrà essere accertata dal pronto soccorso o dal proprio medico curante, facendosi rilasciare un certificato con la diagnosi riscontrata e la prognosi di guarigione; in caso di postumi permanenti – ad esempio, una caduta con fratture – è opportuno munirsi di una perizia medico-legale per accertare il grado di invalidità conseguito.

Se si decide di agire in sede civile, bisognerà intraprendere una causa per il risarcimento del danno; in sede penale, invece, è possibile costituirsi parte civile nel procedimento penale instaurato nei confronti del responsabile.

Morso di un cane: a quanto ammonta il risarcimento?

Il danno derivante dal morso di un cane viene quantificato, di norma, in base a una consulenza tecnica d’ufficio (ctu) espletata da un esperto incaricato dal giudice, che valuterà le lesioni subite e quantificherà:

  • i giorni di inabilità temporanea, cioè quelli in cui la persona lesa non ha potuto svolgere le proprie occupazioni quotidiane. L’inabilità temporanea può essere assoluta, cioè totale, oppure parziale, quando l’attività è stata possibile ma in misura ridotta;
  • il grado di invalidità permanente, se dal morso residuano postumi stabili, definitivi e non rimovibili, come una cicatrice o una malattia conseguente all’infezione provocata dal morso. L’invalidità viene espressa in punti percentuali, da zero a cento.

Per la liquidazione dell’ammontare spettante alla vittima non esistono apposite tabelle per il risarcimento da morso di cane, quindi il giudice applicherà quelle generali per le lesioni dovute a qualsiasi tipo di eventi, come gli incidenti stradali o gli infortuni sul lavoro (la giurisprudenza utilizza prevalentemente quelle del tribunale di Milano o di Roma, che tengono conto non solo dell’entità delle lesioni ma anche dell’età del danneggiato, riconoscendo un risarcimento maggiore agli infortunati più giovani). Oltre a questo danno biologico, derivante dalla menomazione subita, vanno rimborsate anche le spese mediche e farmaceutiche sostenute per curare le ferite, e va risarcito l’eventuale ulteriore danno consistente nei mancati guadagni durante i periodi di malattia ed incapacità lavorativa.

Risarcimento danni morso cane: assicurazione

Il risarcimento danni per morso di un cane può essere liquidato dall’assicurazione, se il proprietario ha stipulato una polizza che copre questo tipo di responsabilità civile, o se il danneggiato stesso si è assicurato contro tali infortuni. Per interloquire con l’assicurazione e ottenere un’offerta risarcitoria congrua è consigliabile avvalersi di un avvocato, in modo da superare eventuali eccezioni che la compagnia potrebbe formulare invocando alcune condizioni contrattuali che potrebbero determinare l’inoperatività della polizza.

In una vicenda decisa dal tribunale di Roma [1] la richiesta di risarcimento dei danni provocati dal morso di un cane, formulata nei confronti dell’assicurazione, è stata respinta per la presenza di una clausola che prevedeva il «fattore concorrente» delle lesioni e dunque escludeva l’indennizzabilità di «preesistenti condizioni patologiche» della vittima. In quel caso, è stato accertato che il morso del cane aveva aggravato una malattia già presente nel soggetto leso, mentre in base alle condizioni contrattuali erano risarcibili solo «le conseguenze dirette ed esclusive dell’infortunio».

Approfondimenti

Per altre informazioni leggi l’articolo “Conseguenze legali morso cane” e la rassegna di giurisprudenza “Morso cane: ultime sentenze“.


note

[1] Trib. Roma, sent. n. 3386 del 15.02.2018.

Autore immagine: canva.com/


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube