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Volo annullato: dove va chiesto l’indennizzo?

18 Febbraio 2022 | Autore:
Volo annullato: dove va chiesto l’indennizzo?

Quali sono i diritti del passeggero che pretende un risarcimento per il danno subìto? La domanda nel luogo di partenza o di arrivo?

Chi rimane a terra in un aeroporto all’estero per un volo cancellato e per questo subisce un danno, al rientro di una vacanza o di un viaggio di lavoro, oltre al disagio di dover attendere una sistemazione su un altro aereo deve affrontare anche la questione legata al risarcimento. Si tende a pensare, infatti, che debba essere preteso nel luogo in cui è avvenuto il disservizio, in questo caso la città da cui non si è partiti come da programma. Il che può aggiungere un problema al problema, nel caso in cui la compagnia aerea si dimostri poco collaborativa. Non si conosce il luogo e magari nemmeno la lingua, si ha paura di tornare indietro con il volo successivo e di perdere il diritto al risarcimento nel caso in cui non sia stato chiesto prima di imbarcarsi. In caso di volo annullato, dove va chiesto l’indennizzo?

Ci sono almeno due certezze che dovrebbero tranquillizzare il passeggero «in panne». La prima: la richiesta di risarcimento può essere inviata in un secondo momento (entro certi limiti). La seconda, è stata stabilita dalla Cassazione in una recente ordinanza: nel caso in cui ci sia la necessità di rivolgersi ad un tribunale per ottenere quanto spetta di diritto, è competente quello della città di destinazione e non quello del luogo di partenza. Ecco, allora, come comportarsi in caso di volo annullato e dove va chiesto l’indennizzo.

Che cosa si intende per volo annullato?

La domanda non è così scontata come sembra. Il Regolamento europeo del 2004, che stabilisce i diritti del passeggero in caso di disservizio [1], definisce «volo annullato» sia quello che era programmato e non decolla più sia quello che:

  • viene trasferito su un altro volo in programma;
  • ritorna dopo il decollo all’aeroporto di partenza, con il dovuto trasferimento dei passeggeri su un altro aereo;
  • arriva in un aeroporto diverso rispetto a quello di destinazione finale secondo quanto indicato sul biglietto non per volontà o per colpa del passeggero.

In sostanza: se devi andare da Roma a Parigi e il tuo aereo non parte, vieni trasferito su un altro volo rispetto a quello indicato sul biglietto, torni indietro dopo il decollo e sei costretto a prendere un altro aereo oppure atterri a Marsiglia o a Zurigo, devi ritenere che il tuo volo è stato annullato.

Volo annullato: c’è diritto al rimborso o al risarcimento?

In caso di volo annullato, si può avere diritto sia al rimborso sia al risarcimento dell’eventuale danno provocato dalla cancellazione.

Il primo, cioè il diritto al rimborso, scatta quando il volo viene annullato meno di 14 giorni prima della partenza.

Si ha diritto al risarcimento, invece, quando viene cancellato un volo all’ultimo momento ed il passeggero non ha fatto in tempo a trovare una valida alternativa.

Nel caso in cui il passeggero abbia ricevuto più di 14 giorni prima della partenza un avviso di cancellazione del volo via e-mail, sms o WhatsApp, a seconda del recapito fornito al momento della prenotazione, non ha diritto al risarcimento ma al rimborso del biglietto o ad una soluzione alternativa, cioè alla possibilità di essere imbarcato su un altro aereo. C’è tra le compagnie anche chi propone un voucher da utilizzare entro un determinato periodo di tempo.

Invece, se il volo viene annullato ed il passeggero non ha ricevuto l’avviso meno di 14 giorni prima della partenza, ci sono due possibilità:

  • non partire e chiedere il rimborso del biglietto;
  • accettare un volo alternativo.

Volo annullato: quando spetta il risarcimento?

Come detto, il Regolamento europeo stabilisce che si ha diritto al risarcimento per il volo annullato quando il momento in cui avviene la cancellazione non consente al passeggero di trovare una valida alternativa.

L’importo varia a seconda della distanza che avrebbe dovuto compiere l’aereo e alla destinazione.

In linea di massima, il risarcimento è di:

  • 250 euro per una tratta fino a 1.500 km;
  • 400 euro per una tratta all’interno dell’Unione europea compresa tra 1.500 e 3.000 km;
  • 600 euro per una tratta superiore ai 3.500 km.

Al risarcimento si aggiunge il rimborso del biglietto se il volo è stato annullato meno di 14 giorni prima della partenza. A meno che il passeggero scelga un volo alternativo: in quest’ultimo caso, il rimborso non viene riconosciuto.

In alcuni casi, l’importo del risarcimento viene ridotto o, addirittura, annullato. La compensazione pecuniaria viene riconosciuta al 50% se il passeggero accetta di imbarcarsi su un altro volo e l’orario di arrivo non supera quello del volo originario:

  • di due ore per le tratte fino a 1.500 chilometri;
  • di tre ore per le tratte intracomunitarie superiori a 1.500 chilometri e per tutte le altre comprese tra 1.500 e 3.000 chilometri;
  • di quattro ore per tutte le altre tratte.

Nessun risarcimento, infine, in caso di cancellazione per cause eccezionali, cioè per un problema che non si sarebbe potuto evitare anche se fossero state prese tutte le precauzioni. Succede per:

  • un attentato terroristico;
  • un allarme per la sicurezza;
  • un radar fuori uso;
  • uno sciopero selvaggio.

Volo annullato: a chi va chiesto il risarcimento?

Secondo una recente ordinanza della Cassazione [2], la domanda per il pagamento dell’indennizzo dovuto per il volo annullato va presentata al tribunale che si trova nel luogo di destinazione e non in quello di partenza. È qui che, secondo la Suprema Corte, si trova il giudice competente in materia.


note

[1] Regolamento CE 261/2004.

[2] Cass. ord. n. 5233/2022 del 17.02.2022.

Autore immagine: canva.com/


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